
SENSO UNICO O SENZA SENSO?
La semplice istituzione di un senso unico su un strada del paese sta mettendo in seria difficoltà i nostri amministratori che in rapida successione hanno dimostrato debole capacità di decisione, scarsa attitudine al confronto e una insufficiente conoscenza di norme che regolano la vita amministrativa. Prima hanno deciso, poi hanno deciso di non decidere e infine hanno deciso di far decidere con lo stesso travaglio di Ponzio Pilato di fronte alla folla.
Infatti dopo che il tutto era stato deciso è stato rimandato ad una decisione del consiglio comunale. In questo consiglio comunale non potevo essere presente per ragioni personali, ma ho sentito l’esigenza di rilevare, con la lettera che segue e consegnata al presidente del consiglio e ai consiglieri, il non senso della proposta di delibera così come presentata.
Nicola Fiorito
Preg.mo sig. Presidente del Consiglio
Preg.mi Colleghi Consiglieri Comunali
Oggetto: proposta di delibera di C.C. n° 26 del 17/05/2018
A scanso di ogni qualsiasi arbitraria e strumentale costruzione interpretativa, così come si è già tentato di fare, sulla mia assenza da questo consiglio comunale, soprattutto riguardo alla proposta di delibera n° 26,
comunico
al Presidente del Consiglio e ai colleghi consiglieri che motivi di natura familiare ben più pregnanti di un consiglio comunale, mi vedono lontano da Ruffano e pertanto non posso partecipare a questo consiglio. Fossi stato presente avrei sicuramente contribuito nella discussione dei punti all’o.d.g. e in particolar modo sulla citata proposta di delibera che qui cerco di sintetizzare.
Nella lettura di questa proposta di delibera leggo incongruenze e affermazioni che un qualsiasi lettore potrebbe anche riferirmi, ma che non ho mai partecipato.
In un capoverso della proposta di delibera si afferma testualmente: “Preso atto inoltre che in data 08 Maggio u.s. si è tenuta la riunione dei Capigruppo, nella quale, dopo i vari interventi, è stato deciso di rinviare l’argomento al Consiglio Comunale per le relative determinazioni.” Dalla esposizione non chiara si può dedurre che il rinvio dell’argomento in consiglio comunale sia stato deciso dai capigruppo, decisione alla quale personalmente non ho partecipato e ho espresso in verbale di seduta le mie perplessità rispetto ad una errata, secondo me, interpretazione e applicazione di norme e regolamenti in materia.
La proposta di delibera in votazione richiama l’art.16 del Regolamento di Funzionamento del Consiglio Comunale che nulla attiene con la “vexata questio” in quanto l’articolo richiamato disciplina la presenza del pubblico alle sedute del Consiglio Comunale. Ma nulla attiene anche il Regolamento che non disciplina l’istituto della petizione se non per un generico richiamo all’art. 4 che riconosce solo la possibilità per i cittadini di presentazione di petizioni. Questo, secondo il mio modesto parere, non si presenta solo come errore formale ma anche di natura sostanziale e pertanto questa proposta di delibera potrebbe esserne inficiata e quindi non discussa.
Eccepisco la estensiva lettura, per usare un eufemismo, dell’art. 42 del Tuel sui compiti assegnati al consiglio comunale. Infatti tale articolo non contempla tra i compiti del consiglio la trattazione dell’argomento “de quo”.
Singolare ancora appare il comportamento dell’amministrazione comunale che decide di adottare il provvedimento, legittimamente, con delibera di Giunta Comunale in data 23/03/2018. Succede poi che un buon numero di cittadini con petizione del 24/04/2018 chiedono la revoca di quella delibera, l’amministrazione decide in data 08/05/2018 il rinvio per la discussione e per ogni decisione in consiglio comunale, ma in data 15/05/2019 con ordinanza n° 27 si attiva il provvedimento.
E allora mi chiedo: se già è stato tutto deciso, cosa avrebbe dovuto decidere questo consesso se mai ne avesse avuto i poteri per decidere in materia?
E se avesse avuto il potere di decidere cosa avrebbe dovuto decidere se nell’atto di proposta di delibera il proponente non propone nulla di concreto?
Queste motivazioni mi lasciano fortemente perplesso sia dal punto di vista della procedura amministrativa e sia sulla reale volontà di dare soluzione, ma ancora di più mi fa riflettere il fatto che si fa riferimento a strumenti (Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale) che nulla hanno a che vedere con la questione in esame e questo mi dà la misura della scarsa attenzione posta anche nella lettura dei documenti presentati.
Per tali motivi, che per me rappresentano questioni pregiudiziali, ma temo anche pregiudizievoli, fossi stato presente non avrei partecipato alla votazione in aula.
Qui di seguito sono allegate la delibera di giunta, l’ordinanza e la proposta di delibera consiliare.
https://drive.google.com/drive/my-drive?ths=true
https://drive.google.com/open?id=1yZjLEBPudIPvHIjfcA5qMI2CX_r4_Mg1