Cosa ne penso dell’amministrazione


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Immagine tratta dal sito del comune di Ruffano: il dono della preveggenza o avviso subliminale?

 

“Nicola, cosa ne pensi di questi amministratori e di questa amministrazione?”

E’ una domanda che spesso mi viene posta e con una frequenza crescente.

Ho l’esperienza necessaria per capire che la domanda contiene già una risposta inespressa, ma che l’interlocutore di turno fa fatica ad esternare per una serie di ragioni, ma soprattutto per la fatica di esprimere un disagio dovuto ad una sorta di delusione.

A questo tipo di domande non rispondo mai tout court, ma con una domanda di rimbalzo:

 “Tu piuttosto cosa ne pensi?”

Puntualmente le risposte sono dei monosillabi o al più brevi interrogativi del tipo: “Mah…”, “E nah…?”, “Beh…”, “Non so…”, “Non si capisce…” che racchiudono una elegante forma di bocciatura.

Non vi dico poi di chi in modo diretto, con una colorita verbalità esprime tutto il suo “disappunto” (non è difficile indovinare perché).

Molti di questi soggetti, però, poi, si affrettano a compiere il loro “sacro dovere da buon internauti” postando like sulle varie amenità pubblicate sui social dai diversi amministratori.

Certo che una mia precisa idea sugli amministratori e sull’amministrazione ce l’ho. Ce l’avevo già da prima, non avevo bisogno di questi due anni per costruirmi un’idea.

In questi due anni ho anche pensato di poter essere contraddetto. Più volte mi sono detto: “Mah… chissà? Forse riusciranno a fare quel salto di qualità per farlo fare poi al paese e con responsabilità ho limitato i miei interventi affinché si potesse operare in equilibrio armonico per il bene del paese stesso.

Purtroppo, però, così non è stato. In questi due anni niente è stato realizzato di quanto promesso. Potrei ripubblicare per il secondo anno consecutivo l’elenco delle cose promesse e non fatte, ma sarebbe puro esercizio retorico di fronte ad una realtà che è ormai evidente nel suo complesso. Basta fare un giro nel paese per rendersene conto.

Il guaio maggiore, secondo me, non sono tanto le cose promesse e non fatte (almeno fino ad oggi), ma quello che a me sembra un guaio più evidente è la mancanza di una visione complessiva del paese, non c’è un progetto strategico di sviluppo, non esistono linee guida (se non le tanto famigerate linee programmatiche di dimenticata memoria) di una coerente azione amministrativa. Ognuno cerca di curare al meglio il proprio orticello e gli interessi limitati del proprio assessorato.

Complessivamente, quindi, per me il giudizio è negativo.

Però per onestà bisogna anche dire che la responsabilità non può essere equamente divisa tra tutti gli amministratori, non sarebbe giusto, né onesto. Tra loro c’è chi è alla primissima esperienza (solo due in verità) che andrebbero accompagnate nella loro azione dai più esperti. Poi c’è chi non ha avuto esperienze dirette ma che ha vissuto in un recente passato una esperienza indiretta in famiglia (mogli di…) e non si può dare loro tante colpe, evidentemente chi le ha precedute non ha brillato di più e di più non può dare in termini di suggerimenti e consigli. Infine c’è chi ha maturato pluriennali esperienze anche di prim’ordine che avrebbero potuto costituire guida certa, sicura e autorevole, ma è di tutta evidenza che così non è.

Lo sforzo di dare di più è stato, inverosimilmente, in questi due anni inversamente proporzionale all’esperienza di ognuno di loro, al di là di ogni giudizio di merito sulle cose fatte: saranno state feste, manifestazioni del momento, spettacoli ludici o leggeri, ma sono state le uniche cose che hanno lasciato un segno tangibile nel paese e nell’immaginario collettivo.

Questa buona volontà, fosse supportata, da una visione complessiva organica, coerente, e accompagnata dalla supposta capacità di coloro di più esperienza, forse si sarebbe potuto pensare ad altri e migliori risultati.

Sono passati due anni dall’insediamento di questa amministrazione, fine anno sarà il giro di boa, l’entusiasmo iniziale è fortemente scemato, i risultati fino ad ora sono stati quasi nulli.

Si può pensare davvero che si possa recuperare in questa rimanente parte di legislatura? Ora sono io a risponder con un monosillabo e una esclamazione dubitativa usuale della nostra cultura: “mah… matonna mia”.

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