ERA GIA’ TUTTO PREVISTO

(MAGGIO 2017)
Questa è una lettera di un cittadino qualsiasi: reale? immaginaria? fate voi!
Il mio commento a questa lettera lo esprimo semplicemente con una frase di Winston Churchill:
“Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare.“
Quindi per avere un cambiamento bisogna prima migliorare e migliorare soprattutto prima se stessi.
Carissimo Nicola,
Nella mia famiglia si è soliti ritrovarsi nelle domeniche e nei giorni di festa, tutti intorno ad un grande tavolo a pranzare insieme, figli, nuore, generi e nonni.
Conserviamo ancora queste ormai antiche e desuete abitudini di una famiglia meridionale. Nel dopo pranzo ci troviamo tutti insieme nel salone di casa, a guardare la tv o semplicemente a giocare e parlare delle vicende quotidiane e il più delle volte decidere insieme su determinati argomenti.
Oggi abbiamo commentato la tua vicenda e i tuoi due ultimi scritti sul tuo blog. Premetto che una delle decisioni comuni della nostra famiglia fu quella di votare per altro candidato sindaco pur avendo stima di te. I motivi della scelta sono stati di ordine diverso, soprattutto “indotti”, anche se l’abbiamo fatto con la convinzione e la speranza di un rinnovamento e di un cambiamento.
Ma, dopo aver difeso per due anni questa amministrazione, oggi proprio non riesco a fingere che tutto vada bene. Mi hanno fatto riflettere ancora di più le tue considerazioni, così dopo aver salutato l’ultimo ospite decido di scrivere queste poche righe di sfogo, perché penso che ognuno di noi abbia il dovere e il diritto di contribuire a migliorare questo paese, anche sottolineandone gli aspetti più critici, perché oggi in questo paese regna sovrano il silenzio, la finzione, le finte rassicurazioni, ma come la gente “comune” ben sa, la realtà in cui viviamo è ben lontana dal paese idilliaco che ci avevano prospettato: “Decideremo con la gente”, “Faremo i consigli aperti al pubblico”, “Abbasseremo la tassa sulla spazzatura”, “Incarichi ai professionisti locali” e tanti altri faremo, faremo, faremo…
Ieri ho ricevuto la Tari e pago sempre la stessa cifra, le strade sono dissestate e più che mai piene di buche, le erbacce infestanti invadono anche le arterie principali del paese, gli artigiani e i commercianti lamentano un accanimento con la tassa sulle pubblicità e un generalizzato disinteresse dell’amministrazione, amici mi raccontano di richieste di concessione edilizia ferme negli uffici da quasi un anno senza avere alcuna risposta, la statua della libertà del monumento ai caduti non si sa più che fine ha fatto, altrettanto il piano regolatore, bastano quattro gocce d’acqua e ci ritroviamo allagate le abitazioni, gli amministratori si vedono poco o niente se non nelle feste cittadine o sui social e poi…e poi…
Onestamente ci avevo creduto, mi aspettavo di più, ma qui non è stato fatto neanche il meno.
Spero per il paese che almeno nei tre anni rimanenti ci possa essere uno scatto d’orgoglio e che come tu dici si possa recuperare almeno una parte delle tante promesse fatte. Speriamo, non ci resta che…sperare.
Michele