
Da più giorni ricevo lagnanze da parte di famiglie, che mi scrivono e mi chiamano in privato e che mi esprimono la preoccupazione e la loro mortificazione per l’impossibilità di poter garantire ai loro figli di seguire la didattica a distanza che avrà inizio a quanto mi dicono già da domani lunedì 27 aprile.
Nel rispetto della autonomia scolastica e nel rispetto dei ruoli, compreso il ruolo istituzionale di assessore alla istruzione del comune di Ruffano, mi sarei aspettato un autorevole intervento di quest’ultimo a garanzia di quei cittadini che si trovano oggi in uno stato di evidente difficoltà e mortificazione nel dover dire ai propri figli “il papà e la mamma non sono nella possibilità di comprarti un tablet per seguire le lezioni”.
Un legittimo intervento nel concordare già da tempo con la dirigente scolastica una strategia di ripresa delle lezioni non prima di aver risolto problemi che potevano già essere di tutta evidenza anche ad un occhio poco attento.
E’ vero, si è detto che la scuola nella sua autonomia può decidere, ma un assessore deve rappresentare le esigenze dei cittadini che amministra e per questo si sarebbe dovuto interessare per tempo così come è stato fatto per tempo in altri comuni.
So che la scuola ha a disposizione circa 60 tablet, che sta ancora approntando, da distribuire in comodato d’uso dopo aver ricevuto le domande di cittadini che ne faranno richiesta, domande che vanno presentate entro domani lunedì 27 aprile e che dovranno essere corredate dall’Isee entro il 4 maggio (queste sono le notizie che ho) e sarà poi dopo che si farà una graduatoria per gli aventi diritto, pertanto come di tutta evidenza in grave ritardo rispetto alla data stabilita di inizio delle lezioni.
Ho la netta impressione, e sarei contento di potermi sbagliare, che niente è stato fatto in tal senso, se i fatti che ho raccontato e che mi hanno riportato sono veri. Non basta in questo periodo la sola distribuzione dei sussidi alimentari, c’è bisogno nell’immediato di una politica e una strategia di intervento attente ai bisogni del territorio e della collettività, per poi tracciare una vision strategica per il futuro, ma questo è un altro discorso.
Una politica solidale non permette che nessuno resti indietro, deve poter garantire a tutti parità di trattamento e considerazione e soprattutto garantire pari dignità.
Mi permetto di suggerire un pronto intervento dell’assessore, e sono sicuro saprà come fare, per poter trovare e dare soluzione alla problematica e alle difficoltà di quei cittadini e dei loro figli che in tal senso cercano comprensione ed aiuto.
Mi auguro non si faccia il solito errore di sentire offeso il proprio orgoglio e ove si sentisse la necessità si chieda aiuto. Il sottoscritto, anche in qualità di consigliere comunale, è a disposizione.