L’incapacità di pensiero e di prassi politica genera assenza di cultura di governo
Alla fine poi si fa sempre così, con disarmante disinvoltura si rompono patti e se ne fanno altri con quelli che fino a poco prima erano dei diavoli, mafiosi e corrotti e miseramente si cercano giustificazioni spot per ammantare con improbabili e improponibili dichiarazioni di amorosi sensi una miserabile vicenda umana prima che politica. Si è tornati alle politiche dell’inciucio di vecchia memoria.
Purtroppo questa è la dimensione politica di alcuni governanti.
In questi atteggiamenti è evidente l’incapacità di pensiero e di prassi politica che genera poi l’assenza non solo di una cultura di governo, ma addirittura l’incapacità di operare la più elementare distinzione tra ruoli istituzionali, maggioranza e opposizione, e tra inimicizia e critica, tra social e realtà.
Così purtroppo succede: non si ha capacità di distinzione dei ruoli tra maggioranza e opposizione; si producono reazioni isteriche di fronte a legittime critiche con l’aberrazione di scomposte e inappropriate risposte e addirittura con denunce penali finite nel nulla giudicate legittime dai diversi gradi di giudizio. Perché è successo anche questo.
Questi sono “politici” che non hanno un pensiero politico proprio, non strutturati culturalmente e che non hanno altro obiettivo politico se non la propria affermazione o meglio, l’affermazione della propria immagine social per raccattare i famigerati like.
Avessero avuto un pensiero politico proprio certamente non avrebbero costruito ibride e innaturali alleanze e se si ha un proprio pensiero politico non ci si consegna armi e bagagli al dichiarato nemico e abbandonando il proprio esercito. Certo, c’è anche da dire che nell’esercito né graduati, né fanti hanno profferito parola alcuna se non timide esternazioni.
In queste azioni c’è solo tatticismo e nessuna strategia, cioè non si ha una visione ideale del paese, non dico di lungo periodo, ma almeno nel breve.
La politica non può e non deve essere solo ambizione personale e mera tattica, soprattutto in un momento come questo perché finita l’emergenza sanitaria e finita la passerella mediatica “feisbucchiana” condita dai tanti slogan che fanno dell’ottimismo di maniera, si presenterà una emergenza ancora più pesante, quella economica.
E cosa si sta pensando di fare? Il nulla
Anzi, in un video che circolava poco tempo fa si incoraggiava tutti a “resistere” perché sarebbe poi tornato il tempo per abbracciarsi, per cantare di nuovo nelle piazze, per ritornare alle feste di paese.
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