SENSO CIVICO E RISPETTO


SENSO CIVICO E RISPETTO

Non userò molti giri di parole per dire quanto non mi piacciono tutti quelli che oggi, in modo anche sarcastico e con evidente disprezzo, giudicano la formazione delle liste elettorali per l’imminente rinnovo del consiglio comunale.

Voglio spezzare una lancia a favore di tutti, e ribadisco tutti, i candidati che si sono prestati a riempire le tre liste elettorali. Molti li giudicano degli incoscienti, ma io dico che la loro incoscienza è molto più cosciente della coscienza di chi giudica. Grazie a loro si sono potute formare delle liste per il governo della città e per poter assicurare la continuità di un processo democratico di cui fa parte anche una opposizione alla maggioranza che sarà eletta.

Queste persone non hanno tolto niente a nessuno, anzi stanno dando quel poco che hanno per il paese.

E allora mi chiedo dov’è la coscienza di coloro che giudicano? Dov’è il loro senso civico alla partecipazione? A meno che la partecipazione non sia intesa come partecipazione “allu sciuticu”, sport tra l’altro popolare per il nostro paese.

Perché non hanno proposto la loro candidatura se ritengono la loro coscienza superiore e più performante di quella dei candidati odierni? Sarebbero stati accolti a braccia aperte. Ma così non è. Lo so per esperienza, si fa tanta difficoltà a comporre una lista elettorale. Conosco tante di queste persone, leoni da tastiera e tigri in casa propria, ruggiscono quando devono giudicare e miagolano quando devono scusarsi delle puttanate che scrivono e dicono o quando sono chiamati a diretta responsabilità con invito alla rappresentanza, in parole povere alla candidatura.

Abbiate almeno il decoro del rispetto per chi, soprattutto per i più giovani, ha messo la propria faccia in questa tornata elettorale e il rispetto di voi stessi.

E’ vero, sono oggi politicamente rappresentanze deboli, ma l’esperienza che vivranno potrebbe formare una classe dirigente valida per il futuro. Ma poi possiamo davvero indicare con certezza delle figure politicamente autorevoli fra i tanti candidati?

Un conto è gestire, magari anche con la soddisfazione dei tanti, l’immediato, il giornaliero, l’intrattenimento, un altro conto è avere una visione e una progettualità. Diecimila like o ancora meglio centomila like non fanno un progetto politico. Il like, soprattutto in materia politica, è una paraculaggine per chi lo posta e rischia di trasformarsi in delirio di onnipotenza per chi lo riceve.

Qual è allora la colpa di queste persone e di questi giovani che hanno accettato l’invito alla candidatura, non hanno nessuna colpa e vanno rispettati, tutti. La colpa e di chi pur avendone le qualità si nasconde, declina l’assunzione di responsabilità per poi giudicare l’“incoscienza” degli altri.

Tutta un’altra storia è invece se parliamo di politica, ma di questo mi piacerebbe parlarne in un articolo dedicato. E’ di tutta evidenza però un fatto: in questo paese è evaporato oltre che il senso civico alla partecipazione anche la capacità politica.

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