Conservare la propria dignità e difenderla sarebbe compito di ogni essere umano, nel limite delle possibilità umane, senza atti di eroismo, ma nelle azioni di tutti i giorni allineando le proprie azioni ai propri valori, per chi li possiede.
Purtroppo, con mia mai sopita sorpresa e a volte con grande rammarico devo rilevare che tante persone, che pure sono in vista, che sembrano rispettabili, per abietti motivi sono disposte a mettere sul mercato, a calpestare, a umiliare la loro dignità di uomini.
La credibilità di un uomo si basa sulla dignità delle scelte.
Per me non c’è atto più vergognoso, forse esagero nel dire che io sarei disposto a morire piuttosto che non rispettare da me stesso la mia dignità.
Non mi sono mai piegato, e la mia storia lo racconta, di fronte a prevaricazioni, violenze, minacce che avrebbero potuto cambiare pericolosamente il mio percorso di vita e quello della mia famiglia e non l’ho fatto per orgoglio, come in molti sono portati a credere, ma l’ho fatto unicamente per difesa della mia dignità. Fossi stato disposto ai compromessi che mi si proponevano sicuramente non avrei subito tutte quelle mortificazioni che mi hanno portato nelle aule di tribunali per difendermi da infamie, calunnie e falsità.
E’ ovvio allora, date queste premesse, che io sono basito e senza parole, o meglio avrei un profluvio di epiteti da rivolgere, ma mi sforzo di controllare proprio per mia dignità, di fronte a certe manifestazioni pubbliche in cui alcune persone svendono la propria dignità se mai ne hanno avuta una.
L’unica giustificazione che posso trovare per loro è soltanto di natura patologica: soffrono della sindrome di Stoccolma.