
Se qualcuno pensa di intimidirmi con pseudo pressioni psicologiche e argomentazioni da cortile per ciò che scrivo e perché si sente coinvolto da giudizi personali che non ho mai espresso pubblicamente, ma che senza usare ipocrisia li ho per me, mal gliene incoglie. Nei miei post su Facebook o negli scritti pubblicati nel mio blog (www.puntiecontrappunti.org) ho sempre commentato i fatti, mai ho dato giudizi personali, se non ai fatti e alle funzioni e alle cariche che quelle persone ricoprivano in quel momento storico.
Se poi qualcuno si identifica con la carica non è un mio problema.
Quando si ricopre o si è ricoperta una carica pubblica le critiche vanno accettate e, almeno per me pare ovvio, bisogna rispondere nel merito e non lagnarsi della eventuale critica o ancora peggio cercare di intimidire o mettere in una sorta di subornazione psicologica, facendo la vittima sacrificale, la persona che ha mosso la critica. Almeno con me non attacca!
Evitiamo certi teatrini tardo-melodrammatici!
E dopo di che, mi taccio.
Nicola, questi stanno come i pazzi. Un intero sistema amministrativo, basato sul compromesso e sulla corruttela, come evidenziato negli atti della Procura della Repubblica di Lecce, è crollato.
Tutto poteva andare avanti. A loro soldi facili; a pochi altri privilegi; a tutti gli altri pure illusioni. Tutto ciò inserito in una bolla mediatica creata ad arte e alimentata dai like e da un’idiozia diffusa, ignorante di qualsiasi etica.
A questi amministratori è andata male. Si ritrovano in mezzo a una strada senza un lavoro e senza reddito in compagnia di un rancore che non sanno neppure loro a chi indirizzare. Se fossero intelligenti e onesti, almeno con se stessi, farebbero un mea culpa e si eclisserebero per sempre. Ma non lo fanno, tapini, perché sono dei miserabili.
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