Fallo da espulsione


Durante una finale di calcio un arbitro richiama più volte un giocatore per delle scorrettezze di gioco, poi lo ammonisce con cartellino giallo e infine per un fallo grave lo espelle direttamente con cartellino rosso. Il giocatore espulso è il capitano della squadra, che lascerà in dieci uomini e subirà una lunga squalifica. La sua squadra perderà la partita compromettendo la vittoria del trofeo.

Di chi la colpa di aver perso? Dell’arbitro che ha espulso giustamente il giocatore e capitano o di quest’ultimo che si è fatto espellere e squalificare per un grave ed evidente fallo di gioco? E non saranno altrettanto responsabili i suoi compagni di squadra e l’allenatore che non hanno saputo consigliarlo ad una condotta contenuta?

Eppure persino i giocatori della squadra avversaria, oltre all’arbitro, lo avevano consigliato bonariamente a darsi una calmata e ammonito sul fatto che poteva essere espulso. Ora, avrà ragione il capitano espulso nel post partita a lamentare per la sconfitta e per il fallimento addebitando la responsabilità all’arbitro?

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