Il mio NO al referendum costituzionale


“Timeo Danaos et dona ferentes”

(Temo i Danai/Greci anche quando portano doni)

Tutti più o meno conosciamo la storia della presa di Troia da parte dei Greci attraverso l’inganno del così detto cavallo di Troia e quella nel titolo è la frase pronunciata da Laocoonte nell’Eneide, veggente e gran sacerdote, che metteva in guardia gli abitanti di Troia tentando di convincerli a non accettare quel dono (il cavallo in legno) donato dei Greci, dono che poi si è rivelato infatti letale per la città di Troia.

Perché questa introduzione storico-letteraria? Perché oggi a me sembra che l’attuale governo abbia costruito un moderno cavallo di Troia (il referendum sulla giustizia) per scardinare o indebolire un potere autonomo della Costituzione Italiana per asservirlo alla volontà e ai desiderata della politica.

Non è vero? Io so e leggo che nulla fanno i politici sostenitori del sì per sconfessarlo: leggo le dichiarazioni di massimi esponenti politici che confermano i miei dubbi quando strumentalmente e senza nessuna connessione logica né tantomeno tecnica portano a supporto della loro tesi casi giudiziari di attualità con i quali vogliono mettere in cattiva luce l’operato della magistratura.

Un caso per tutti per sintetizzare? La così detta “famiglia del bosco” alla quale è stata sottratta la cura dei figli minori. Ora, tutti voi conoscete la storia e sapete che il primo ministro on. Meloni si è schierata a favore della famiglia e contro la sua disgregazione imputandone la responsabilità ai giudici che hanno emesso il provvedimento (atteggiamento strumentale e scorretto della presidente del consiglio) ma la presidente Meloni e la sua maggioranza tutta non dice che poco meno di due anni fa ha voluto fortemente e fatto approvare il decreto Caivano nel quale è prevista la carcerazione per i genitori che non mandano i figli a scuola. Quindi? Quindi è ancora più grave se oltre a non garantire ai figli l’educazione scolastica non garantiscono anche altri servizi essenziali come le cure mediche e la socializzazione.

Non voglio discutere dal punto di vista tecnico la riforma proposta, non ne avrei le competenze anche se un poco di diritto l’ho pure studiato. Però andare a votare sì per questa riforma costituzionale così come è proposta è un azzardo. È un azzardo perché rimanda la piena attuazione di essa a delle leggi che dovrebbero essere votate poi in Parlamento. Quindi io cittadino che sono chiamato ad esprimermi vengo preso in giro perché poi la vera efficacia del provvedimento avverrà con le leggi di attuazione che saranno votate a maggioranza in parlamento che sarà quella maggioranza che vuole il drastico ridimensionamento di un organo autonomo (la magistratura) previsto nella Costituzione Italiana.

È proprio così perché cosa può pensare di più un cittadino quando legge e ascolta dichiarazioni del ministro Nordio che afferma candidamente in più occasioni:

  • la Schlein non ha capito che questa riforma può avvantaggiare anche lei se e quando andrà al potere”
  • “Nessuno ha mai affermato che questa riforma risolverà i problemi della giustizia”
  • “La Magistratura va controllata e la riforma lo permetterà”
  • “La Magistratura è una associazione paramafiosa”

O anche la senatrice Matone della Lega quando in un fuori onda televisivo sulle dichiarazioni di Nordio dichiara tutto il suo malessere perché “tutti noi pensiamo quelle cose però non si devono dire pubblicamente”, ossia siamo contro la magistratura ma non dobbiamo dirlo.

Ma ancora le giornaliere dichiarazioni al veleno contro la magistratura del presidente del consiglio on. Meloni.

Non voglio tediarvi con altre citazioni ma permettetemi l’ultima successa in ordine di tempo quando ieri il capo di gabinetto del Ministro della Giustizia Nordio, Giusi Bartolozzi indagata per la questione Almasri per false informazioni al pubblico ministero, ha dichiarato pubblicamente Votate Si e ci togliamo di mezzo la magistratura, è un plotone di esecuzione.

È ovvio allora che la riforma della giustizia proposta dal governo non ha nulla di tecnico ma è un fatto puramente politico che ci trasciniamo da alcuni decenni di berlusconiana memoria e vuole tutelare le malefatte della classe politica dall’azione di controllo della magistratura e nessun beneficio evidente ne rinviene per i cittadini che oggi invece sono tutelati dal controllo che opera una magistratura indipendente.

In parlamento oggi siedono ministri, sottosegretari, viceministri e tanti onorevoli indagati, rinviati a giudizio e addirittura condannati per reati vari che come se nulla fosse in spregio ad ogni buon gusto e in spregio dell’etica e della morale occupano le loro posizioni e sono ovviamente e convintamente decisi a votare sì e ovviamente (per loro) la colpa di trovarsi indagati, rinviati a giudizio o condannati è dei giudici che hanno valutato le prove e non la loro che si sono prestati a malefatte.

In questo contesto mi sorprende tanto la conversione della destra italiana che storicamente nelle vicende che hanno riguardato gli scandali politici (ricordiamo mani pulite) ha sempre strenuamente difeso la magistratura dagli attacchi dei politici. Purtroppo, secondo me, ha dovuto piegarsi a quei compromessi che un tempo erano per loro come l’acqua santa per il diavolo e accettare questa riforma voluta fortemente dagli eredi politici di Berlusconi in cambio dell’assicurazione a Meloni dell’appoggio per una futura riforma presidenziale dello Stato e l’assicurazione alla Lega Nord del federalismo regionale e del giocattolo di Salvini del ponte sullo stretto. Quando il potere liscia il pelo…

La mia è anche una testimonianza diretta per aver subito da amministratore le attenzioni della magistratura (o meglio sarebbe dire la pressione scandalosa e senza scrupoli di una certa politica, ma è un altro tema di cui mi prometto di approfondire) che ho accettato col dovuto garbo e rispetto e sono stato difeso con lo stesso garbo, perizia e capacità professionale dai miei avvocati nel processo e mai dal processo anche se delle ingiustizie le ho subite, non dai giudici ma dai politici compreso il defunto esimio presidente della repubblica on. Napolitano (pace all’anima sua).

Lo stesso PM che mi accusava ha poi chiesto la piena assoluzione. Se al tempo fosse stata vigente la riforma che oggi si propone sicuramente il risultato sarebbe stato diverso, ma io ho avuto la fortuna del Pm che valuta autonomamente e in piena libertà le prove sia contro che a favore dell’indagato.

Ma poi al netto di tutto, c’è molto da riflettere pensando che questa riforma era fortemente voluta ed era scritta nel piano di rinascita della famigerata loggia massonica P2 del venerabile capo Licio Gelli di cui anche Berlusconi faceva parte. Ed è ormai assodato che questa loggia massonica è stata attrice principale di un periodo stragista e fautrice di progetti delinquenziali e destabilizzanti per la democrazia in Italia e per lo Stato Democratico. Personalmente mi basterebbe anche solo questa motivazione per votare NO!

Ecco allora le ragioni, di natura strettamente politica, per le quali io voto convintamente NO al referendum del 23/24 marzo.

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