Per ulteriore precisazione mi dispiace dover contraddire l’ass. De Vitis.
Sulla base delle informazioni ufficiali dell’ISTAT e dei rapporti territoriali
recenti (come il BES 2025 della Provincia di Lecce citato indirettamente),
l’Indice di Disagio Socioeconomico (IDISE) presentato e aggiornato nel 2025
fa riferimento principalmente a dati consolidati tra il 2021 e il 2025
Per quanto riguarda il 2021 si fa riferimento agli ultimi dati censuari.
L’ultimo censimento è del 2021 e i dati riguardano il censimento
permanente della popolazione e delle abitazioni. Anche se pubblicati o
analizzati in report del 2025, il 2021 è l’anno “di base” perché fornisce
la fotografia più dettagliata e scientificamente attendibile a livello
comunale e sub-comunale (fino alle singole sezioni di censimento).
Per quanto riguarda gli Indicatori di “contorno” (2024-2025): Alcuni
report (come il Benessere Equo e Sostenibile – BES) integrano l’indice
con dati più freschi per indicatori specifici:
o Demografia e Lavoro: Dati aggiornati al 2024 (es. tassi di
occupazione, incrementi migratori).
o Popolazione residente: Stime aggiornate al 1° gennaio 2025.
Evoluzione storica: Prima di questo aggiornamento, gli indici di
disagio strutturale erano stati calcolati dall’ISTAT per gli anni dei
censimenti generali “decennali”: 1991, 2001 e 2011.
Perché si usano dati del 2021 nel 2025?
Esiste un “gap” fisiologico tra la raccolta dei dati e la pubblicazione dell’indice
perché l’ISTAT deve incrociare variabili molto complesse (istruzione,
condizioni abitative, stabilità lavorativa, composizione familiare). Questo
rende il dato del 2021 l’ultimo dato strutturale certo per poter confrontare
tra loro i comuni (come Ruffano e i suoi vicini) su una base scientifica
omogenea.
In sintesi, quando si legge il report del 2025, si guardando una fotografia
scattata nel 2021 ma analizzata con gli strumenti e i confronti territoriali più
recenti del 2024 e 2025. Questo conferma la tesi che se già nel 2021 la
situazione era critica, gli anni successivi non hanno fatto altro che acuire
questo disagio.
Quindi quelli che ho presentato sono dati aggiornati al 2025 a tema di
smentita.
E poi da ultimo mi permetto un consiglio se pur non richiesto: l’intelligenza
artificiale è un’ottima cosa, ma può costituire motivo di inciampo se non si è in
grado di porre le giuste domande.
E poi ancora chi potrebbe pensare mai di pubblicare, e men che meno l’Istat,
report con dati obsoleti da più di dieci anni?