LE COMPETENZE, SONO NECESSARIE?


 

“Qualcuno potrebbe davvero convincersi che l’asino della figura possa stabilire una rotta e condurre in porto la barca ?”

 

C’è una categoria di politici, che già con molta generosità qualifico tali, che quasi si vantano della loro incompetenza o fanno nulla per mascherarla. Li riconosci subito quando in un contraddittorio sentendosi attaccati per quanto hanno promesso e non hanno fatto, invece di rispondere nel merito, contrattaccano l’interlocutore con i soliti stupidi, maligni e inconcludenti spropositi: “e allora parliamo di te”, “la prossima volta candidati”, “io sono stato eletto dal popolo”, “chi credi di essere” facendo finta di dimenticare che talvolta quell’interlocutore ha costituito una sorta di “parafulmine”. Storie di ordinaria ingratitudine.

Questi politici si convincono di essere capaci di prendere ogni qualsiasi tipo di decisione e si infastidiscono con chi rammenta loro le responsabilità assunte proprio con quel popolo che ha creduto in loro e che li ha eletti. Questa reazione umana, naturale nei rapporti tra individui, è fastidiosa quando diventa una caratteristica del politico che non è capace di distinguere il suo ruolo pubblico dalla sfera privata e talvolta usa proprio quelle frasi quasi per minacciare e intimidire il proprio interlocutore, suona quasi come un avvertimento: “stai attento”. Molta attenzione deve fare chi minaccia non chi è minacciato.

Questi politici, e le compagnie di giro di cui si circondano, che non sanno consigliarsi, sono tra i principali nemici della competenza (per essa parlano i loro risultati) perché spesso disprezzano il sapere, disprezzano gli esperti e in generale disprezzano chi ne sa più di loro.

Ma può mai essere che un governo di incompetenti possa aiutare un paese a progredire? Può davvero mai un guaritore aiutare a guarire un malato a scapito delle competenze dei medici?

Cosa può fare ciascuno di noi per evitare che l’alternativa alla vecchia competenza sia semplicemente la non competenza? Informarsi e riflettere, semplicemente.

D’altronde il messaggio che arriva da politiche populiste, vedi per tutti la Lega di Salvini e poi giù fino ai governi locali regionali e comunali, hanno un unico collante è cioè l’avversione radicale alla competenza. L’incompetenza porta poi però dei danni al territorio (vd. Xylella, ex Ilva, Trivelle, mancato utilizzo dei Fondi Comunitari, Politiche energetiche) con politiche di sviluppo ingessate e politici paralizzati dalla loro stessa incompetenza.

Sul perché di questo fenomeno sociale, ci sono molti spunti di riflessione che si intrecciano, il principale, ma non l’unico, può essere individuato nel fatto che il nuovo mondo che avanza, avanza a discapito delle competenze.

Siamo arrivati al punto paradossale in cui chi si informa, chi studia, chi legge, chi riflette, chi mette in discussione le banalità, chi si pone domande viene deriso e definito elitario e questo è il meno che gli possa capitare perché succede anche che con risentimento e rabbia venga redarguito se non addirittura minacciato. E succede.

Un po’ di anni fa si scherzava con coloro che erano ritenuti degli intellettuali e con coloro che avevano competenze, bonariamente li si “sfotteva”, ma di fondo c’era sempre un grande rispetto da parte di tutti. Oggi, invece, verso queste figure vi è quasi un risentimento maligno. Le competenze e le conoscenze sono diventate il bersaglio di rabbia e risentimento di quei politici che si sentono insidiati dalla loro stessa ignoranza e che sono convinti che “uno vale uno”. Purtroppo per la loro convinzione, non è così. A tal proposito un po’ di tempo fa avevo scritto una riflessione dedicata sempre su questo blog che vi invito a rileggere https://puntiecontrappunti.org/2018/07/30/uno-e-per-me-diecimila-se-e-il-migliore/.

Ed ecco qui il dibattito tra il prof. Padoa Schioppa e l’ex sottosegretaria all’economia Castelli https://www.ilfoglio.it/economia/2018/11/23/video/dallo-stadio-alle-lezioni-di-economia-a-padoan-la-parabola-di-laura-castelli-225999/

2 pensieri su “LE COMPETENZE, SONO NECESSARIE?

  1. Gentile dott. Fiorito,
    condivido appieno il suo pensiero. L’ignoranza crassa ed arrogante dei nostri amministratori locali sarebbe solo degna di essere fatta oggetto di scherno e ironia, se non fosse la principale causa di una più grave e sciagurata involuzione sociale ed economica, che costringe un paese di peso nell’economia del Basso Salento, come Ruffano, all’inedia e all’immobilismo.
    Il nostro tessuto economico e sociale ha un urgente bisogno di politici all’altezza della situazione, capaci di cogliere le tante opportunità offerte a livello regionale, statale ed europeo per poter offrire un futuro di rilancio per il territorio.
    D’altronde, quale sarebbe il senso del tanto trastullarsi nella più beota mediocrità dei nostri politici, attraverso social, selfie e sciocchezze varie, se poi i paesi limitrofi fanno i fatti?
    Cordialmente.
    Dott. A. Colonna

    Ps: A titolo di esempio riporto il seguente link, attraverso il quale si evince che comuni come Supersano, Cavallino, Lecce, Corsano, Giuggianello, Martano, Melendugno, ecc. hanno ottenuto dei cospicui finanziamenti. E dove, per nostra sfortuna non compare il Comune di Ruffano.

    https://www.minambiente.it/comunicati/ambiente-al-62-progetti-l-efficienza-energetica-un-investimento-di-89-milioni-di-euro

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