LETTERA APERTA


Caro Franco,

mi è stato inviato uno screenshot di un tuo post su facebook dove fai una affermazione importante in cui ti dichiari onorato di aver fatto parte della migliore amministrazione del dopoguerra. Ci ho pensato molto prima di scrivere, poi ho deciso di farlo.

Tu mi conosci, così come tanti altri. Il mio carattere certe volte non sa tenersi dentro ciò che deve essere detto.

Considerato che tu dal 1988 (che è quasi dopoguerra) ad oggi hai fatto parte di diverse amministrazioni avresti dovuto meglio specificare qual è questa amministrazione. Ovvio la mia è una battuta, capisco che ti riferisci alla amministrazione uscente, ma avresti ancora fatto meglio a specificare perché è stata la migliore e quali sono stati i tuoi parametri di valutazione.

Migliore per cosa? I più belli? I più bravi? I più appariscenti?

Poi, che il meglio deve ancora venire ne sono certo anche io! Ne vedremo delle belle!

Oltretutto mi è parsa una caduta di stile e rispetto per quei tanti consiglieri, assessori e sindaci (tra gli altri qualcuno pure si sta spendendo per voi in questa tornata elettorale, il dott. Stradiotti) che nel dopoguerra tanto hanno dato al paese e alla comunità. Diverso sarebbe stato dire “secondo me una delle migliori amministrazioni di cui ho fatto parte” e spiegare il perché e per cosa. Altrimenti comprendi che la tua diventa una frase generalista e senza un senso.

Dai su, dimmi che è stata una delle solite bolle da campagna elettorale e insieme sorridiamo. Perché se no dovrei dire che quelle poche volte che hai parlato con me non mi hai mostrato tutto questo ardimentoso entusiasmo, anzi avevi più di una titubanza sull’operato e sui componenti di questa amministrazione. Magari l’avrai fatto per paraculaggine nei miei confronti e sempre per paraculaggine lo starai facendo nei confronti dei tuoi attuali compagni di viaggio. Ti avrei votato ugualmente nell’elezione del consiglio provinciale, a prescindere. Non ho bisogno di sentirmi confortato dal giudizio di chicchessia. Una mia idea, che poi è nota, ce l’ho di questa amministrazione, l’ho scritto in più occasioni e te l’ho ripetuto in altrettante occasioni.

Mi complimento poi con te perché dal tuo post rilevo che stai praticando anche gli studi filosofici (starai studiando da sindaco), hai citato una frase, senza però indicare la citazione che è una cosa che si fa quando si citano frasi d’altri, di un grande filosofo dell’era moderna Schopenhauer: “La gloria la si deve conquistare, l’onore invece basta non perderlo”.

Permettimi però di dirti che purtroppo quella frase nulla c’azzecca concettualmente con quanto hai scritto dopo e con quanto volevi esprimere.

Avere morale ed onore per esempio significa anche non promettere mai quello che non si ha e che non si puote, significa non tradire i propri impegni. L’onore è qualcosa che lo si merita, che si guadagna e che si compenetra con un percorso di responsabilità e non può essere invocato con superficialità autocelebrativa altrimenti si rischia il ridicolo.

Le parole se non meditate diventano una scatola vuota e chi ha responsabilità pubbliche dovrebbe soppesarle prima di pronunciarle. A parte il fatto che il termine è pure abusato, pensa per esempio all’onore mafioso, ai delitti d’onore e per questo personalmente preferisco parlare di dignità.

Non voglio andare oltre in queste considerazioni per non correre il rischio siano scambiate per polemiche e moralismi ma che parlerebbero unicamente di morale e dignità.

Poi un po’ tutti in verità facciamo abuso ti tali termini talvolta senza neanche conoscere il significato e il valore ed ognuno vede la realtà dal suo punto di vista. A tal proposito penso di farti cosa gradita citando proprio Schopenhauer che nella sua principale opera “Il mondo come volontà e rappresentazione” sostiene che il mondo è fondamentalmente ciò che una persona vede attraverso la sua esperienza (concetto di relativismo) che diventa il principio assoluto della realtà, che però è nascosto alla ragione. Ecco, tu con la tua affermazione hai certificato alla perfezione quanto sostenuto dal filosofo.

A questo punto non mi resta che concludere con un altro aforisma dello stesso filosofo:

“In genere è meglio palesare la propria intelligenza con quello che si tace piuttosto che con quello che si dice. La prima alternativa è la saggezza, la seconda vanità” (Arthur Schopenhauer)

                                                                                                  😊

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