
In questi cinque ultimi anni di amministrazione molte polemiche sono state sollevate, anche dall’interno della stessa amministrazione, riguardo le attività turistico e culturali organizzate dai due assessorati, assessorati che hanno lavorato in sintonia confondendo le attività.
Col termine confusione intendo il fatto che i due assessorati hanno lavorato di squadra e mettendo le somme di bilancio a loro disposizione l’uno a favore dell’altro.
E’ vero infatti che in uno dei primi consigli comunali, nel 2017, dopo una relazione entusiastica, roboante e velleitaria sui programmi di natura turistica per il paese dell’assessora al ramo sig.ra rag. Angela Bruno, sul mio intervento che ricordava alla stessa che nel capitolo di bilancio disponeva solo di 2.000,00 euro e che i suoi programmi non potevano sposarsi con quelle residuali risorse, dalla stessa mi fu risposto che avrebbe utilizzato le risorse dell’assessorato delle attività culturali presieduto dalla dott.ssa Pamela Daniele.
Ora, non entro nel merito delle polemiche sulla bontà o meno delle manifestazioni. C’è chi le ritiene di buon gusto e chi invece le ritiene un po’ kitsch.
Personalmente non mi esprimo perché non è intento di questo articolo fare una digressione sull’estetismo.
Traspare comunque dai social web, dalla lettura dei post e dei commenti dei “facebookinisti” plaudenti un gran favore di gradimento. Ma c’è anche un’altra nutrita schiera di persone che sui social non compare e che esprimono pareri quantomeno titubanti.
La mia vuole essere unicamente una attività di rendicontazione dal punto di vista tecnico, se non altro per deformazione professionale che mi porta a valutare costi-benefici di una operazione e di una attività e di risorse che forse andrebbero meglio impiegate pure in altri settori.
Per quanto affermato dalla ass.ra Bruno effettivamente poi Il tema costante giustificativo nelle delibere delle spese dei due assessorati per le attività man mano programmate è stato sempre quello dello sviluppo turistico nel nostro paese.
Un ottimo proposito e ottima idea.
Ma i propositi e le idee non generano frutto se non si ha una programmazione.
Programmazione vuol dire pianificare le attività con scelte strategiche che in un tempo ben determinato devono portare ai risultati programmati o se ci si accorge che quei risultati non possono essere raggiunti si interviene per un cambio di rotta. Beninteso questa programmazione non spetta unicamente agli assessorati turismo e cultura che bene o male il loro lo stanno facendo anche da neofite, ma soprattutto a quei personaggi di “lungo corso” che presiedono ad assessorati importanti quali ad esempio Urbanistica ed assetto del territorio, Bilancio e Programmazione, Attività produttive che nulla hanno prodotto e si gloriano delle attività dei due assessorati citati.
Scelte strategiche. Eh, si!
Ma per farle ci vuole impegno, preparazione specifica, studio o quanto meno affidarsi ad agenzie specializzate di professionisti del settore se davvero si vuole promuovere e rilanciare un territorio, è necessario fare degli investimenti mirati con una politica di marketing territoriale e non affidarsi alle agenzie di spettacolo come oggi avviene.
Allora, quelle risorse impegnate (euro 693.110,89) e più avanti specificate non sarebbero né molte né poche se alla base ci fosse un serio progetto di sviluppo del territorio di concerto anche con i comuni viciniori.
La via più semplice per chi non vuole e non può impegnarsi è quello di organizzare il classico evento appendendo ora le farfalle, ora i cuori, ora i cupidi che malgrado tutto costituiscono un’arma di distrazione per altri assessorati che hanno prodotto il nulla. Poi dopo? Ricominciamo daccapo o appendiamo qualcosa di nuovo…?
Ma vengo al dunque, m’ero promesso di non dare giudizi: ho valutato le spese sostenute nel corso di questi ultimi cinque anni e i ritorni sul territorio e che riassumo di seguito.
Orbene l’amministrazione comunale ha impegnato nei cinque anni trascorsi, dal 2017 ad oggi, la somma di euro 693.110,89. Numeri tratti dai Bilanci consuntivi del comune di Ruffano e così suddivisi per anno e assessorato:
| Anno | Assessorato Turismo | Assessorato Attività Culturali |
| 2017 | 2.000,00 | 116.190,51 |
| 2018 | 1.830,00 | 134.688,95 |
| 2019 | 35.916,67 | 113.547,02 |
| 2020 | 85.453,91 | 42.997,78 |
| 2021 | 76.614,67 | 67.195,08 |
| 2022 | 16.676,30 | |
| Tot. | 201.815,25 | 491.295,64 |
Vogliamo a questo punto scoprire quale è stato l’andamento dei flussi turistici a Ruffano dal 2017 al 2021?
Prima però è necessario definire la figura del turista da non confondere, come in molti fanno, con quella dell’escursionista, differenza fondamentale ai fini della disamina del caso.
ESCURSIONISTA: è chi compie una breve escursione, ossia in una accezione maggiormente estensiva si intende chi effettua una breve visita (raid) fuori dalla propria sede abituale per poi rientrarvi. In una accezione ancora più semplice l’escursionista è quella persona attirata dalla manifestazione organizzata che raggiunge il nostro paese per il classico selfie con le renne natalizie, le farfalle, il Cupido e i cuori, per la strusciata nei vicoli e strade del centro storico per poi ritornare al proprio domicilio di residenza.
TURISTA: è colui il quale si sposta dal proprio domicilio di residenza in un altro luogo dove trascorrerà almeno una notte in una struttura ricettiva del posto per fini di svago, riposo, cultura, curiosità, cura, sport, ecc. E’ un consumatore di una serie di servizi e prodotti del territorio in cui è ospitato.
Fatta questa precisazione è ormai chiaro che non possiamo vantare come turisti quelle orde di escursionisti che raggiungono il nostro paese solo per il selfie e consumando ricchezza nostra senza apportare alcuna ricchezza. Ossia non spendono un centesimo ma usufruiscono delle risorse messe a disposizione dalla nostra amministrazione per godere di una serata diversa.
I flussi turistici per il nostro paese sono riassunti nella tabella che segue (numeri ufficiali forniti dall’osservatorio regionale del turismo):
| ITALIANI | STRANIERI | TOTALE | |
| Anno | Arrivi | Arrivi | Arrivi |
| 2017 | 205 | 73 | 278 |
| 2018 | 250 | 83 | 333 |
| 2019 | 298 | 242 | 540 |
| 2020 | 279 | 48 | 327 |
| 2021 | 314 | 116 | 430 |
Il flusso turistico è aumentato di 152 unità nel corso dei cinque anni considerati.
Poniamo il caso che questo aumento sia dovuto all’opera e alle attività introdotte dall’amministrazione comunale e non dai titolari delle strutture ricettive che pagano di tasca propria la promozione e la propaganda per le loro strutture.
Sorge spontanea allora una domanda: ma al nostro comune quanto è costato unitariamente l’incremento di 152 unità?
E’ facile far di conto, se nei cinque anni sono state impiegate risorse per 693.110,89 euro, con una semplice rapporto otteniamo la somma richiesta: per ogni unità in più giunta a Ruffano il costo è stato di euro 4.559,94.
Io sono convinto che per quei pochi turisti che raggiungono il nostro paese il merito è da ascrivere agli operatori del settore e al forte incremento delle presenze turistiche nel Salento e non certo all’amministrazione comunale anche perché poi non si ha un progetto di politiche attive per la promozione del territorio e la promozione del turismo.
Ma ancora qualche dato. Abbiamo affermato che un turista è un consumatore di una serie di servizi e prodotti del territorio per cui dovrebbe risentirne dei benefici il settore del commercio e delle piccole attività con l’incremento di unità e di reddito.
Però dai dati ufficiali rilevati dall’ufficio statistica della Camera di Commercio di Lecce (e sono gli unici che contano) risulta che per il nostro comune, nell’arco temporale dei cinque anni considerati, le attività sono diminuite e il reddito medio pro-capite è tra i più bassi della provincia di Lecce.
Nella tabella che segue si forniscono i dati citati per anno
Attività commerciali e piccole attività
| 2017 | 2018 | 2019 | 2020 | 2021 | |
| Registrate | 292 | 294 | 233 | 285 | 286 |
| Attive | 283 | 283 | 219 | 273 | 271 |
E’ del tutto evidente, dalla lettura dei numeri, che la narrazione che si fa sull’aumento dei flussi turistici e della ricchezza nel nostro paese è soltanto esercizio retorico di spicciola propaganda che conquista, ammalia e stordisce una larga fetta della popolazione.
Le manifestazioni piacciono? Bene!
Danno un ritorno concreto al territorio al di là dell’autocelebrazione compulsiva degli amministratori e dei festanti di corte? NO!
Potrebbero essere utili solo se inserite in un programma attivo di sviluppo del turismo che dovesse prevedere il rilancio del centro storico con un progetto concreto, che allo stato non c’è, altrimenti sono solo come un fuoco fatuo in una notte di mezza estate.