SIAMO QUELLO CHE POSTIAMO

 

I GAGLIOFFI SOCIAL

La comunicazione al tempo del web: si legge poco e si riflette meno

Mentre mi accingo a scrivere questo articolo, ispirato da un recente studio di un istituto di ricerca sull’analfabetismo funzionale e mentre rileggo un classico della comunicazione di Neil Postman “Divertirsi da morire”, mi accompagna un dilemma, quanti leggeranno ciò che ho scritto o andranno fino in fondo ad esso? Onestamente credo che lo faranno pochissimi, perché oggi, purtroppo, la comunicazione viaggia sui social e diventa efficace solo se espressa in slogan che trattano con becera banalità e estrema superficialità temi e questioni che necessiterebbero di profondità di pensiero. Il più delle volte è fatta da un rimbalzo di notizie che pochi si preoccupano di verificare e prodotte da anonime o interessate fonti.

Questo modo di fare informazione, ancora purtroppo, informa e costruisce le convinzioni più superficiali e quelle più profonde di una vasta platea di “webeti”, un neologismo prodotto dal giornalista Mentana per indicare tutti coloro che vagano nel web come fossero in trance e che senza conoscenze specifiche disquisiscono su tutto lo scibile umano e si scagliano con virulenza, con toni aggressivi, con cafoneschi e sprezzanti toni da gaglioffo contro chi si permette di mettere in dubbio le loro convinzioni.

Tra questi ci sono i così detti analfabeti funzionali, venuti alla ribalta per una indagine apparsa da ultimo sulla stampa e sono dati preoccupanti. L’Italia, dopo la Turchia, e in particolare il sud, può vantare questo triste primato, tra i paesi europei, del maggior numero di analfabeti funzionali.

Chi sono gli analfabeti funzionali?

“Sanno leggere e scrivere, ma hanno difficoltà a comprendere testi semplici e sono privi di molte competenze utili nella vita quotidiana. Hanno più di 55 anni, sono poco istruiti e svolgono professioni non qualificate. Oppure sono giovani che non studiano né lavorano.

Sono gli analfabeti funzionali o low skilled e in Italia sono più del 47% della popolazione.

 Con questo termine si indica l’incapacità di un individuo di usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana: non sono in grado di comprendere le istruzioni di un frullatore, credono all’opinione di chiunque senza informarsi e ancora non sanno distinguere la figura del giornalaio da quella del giornalista.

 In generale, la diffusione di questo fenomeno deriva da radici politiche, sociali e dal livello di istruzione, ma ciò non implica che i laureati non possano diventare potenziali low skilled. Infatti, analfabeti funzionali non (solo) si nasce, ma si diventa. Alcuni individui, possono subire un fenomeno di retrocessione dovuto all’analfabetismo funzionale di ritorno, non sollecitando per molto tempo tutte le attività acquisite in precedenza, come la lettura, l’informazione, la creatività e lo sviluppo di un pensiero critico generale.”

(Tratto da Il Sole24 ore del 21/03/2018)

Personalmente se, entro certi limiti, posso trovare giustificazione a quelle persone che non hanno potuto conseguire un grado di scolarizzazione elevato, non trovo però giustificazioni per coloro che hanno avuto una elevata scolarizzazione anche con il conseguimento di laurea ma che pian piano si lasciano scivolare nel mare magnum dell’analfabetismo funzionale e personalmente ne ho incontrati e ne incontro tanti ai quali mi verrebbe da chiedere: ma come hai fatto a conseguire la laurea?

Cioè, questi soggetti, non riescono a capire un periodo composto da dieci parole, tanto che molte volte sono assalito da un atroce dubbio di essere io uno stupido (cosa che può anche essere probabile).

Lo dico per esperienza personale perché molte volte rimango basito ed esterrefatto nei rapporti e nei contraddittori di tutti i giorni. E pure sono persone che occupano posti di prestigio e responsabilità dai quali ci si aspetterebbe profondità di pensiero logico, riflessione, mediazione e responsabilità intesa nel suo significato etimologico di respons – abilità ossia abilità di dare delle risposte, risposte certe e non fantasiose.

Con lo stesso stato d’animo, esterrefatto e basito, assisto ad una comunicazione fatta per slogan che sollecitano solo la pancia, gli istinti e le passioni più beceri dei lettori con l’unica preoccupazione di accumulare più like possibili come se questi certificassero chissà quale bontà della loro comunicazione.

LIKE

Eppure, questa comunicazione elementare fa presa e i post vengono condivisi senza alcun spirito critico da tantissime persone, che attraverso i loro commenti contribuiscono ad alimentare un contraddittorio privo di contenuti.

Pare che i social siano diventati il cordone ombelicale con il mondo e senza di essi sembra di non esistere e che l’homo social abbia acquisito una certa superiorità sull’homo legens.

Pochi giorni fa un amico mi consigliava di essere più social suggerendomi anche notizie da pubblicare e come pubblicare portandomi ad esempio figure, molto vicine, che, dal suo punto di vista, raggiungevano facile consenso, con acquisizione di like, con la pubblicazione di immagini patinate di momenti della loro vita e amplificazione esagerata e a volte non veritiera di risultati della loro attività. Come risposta gli ho riservato un sorriso amichevole per non deluderlo.

Sarò di un’altra generazione, sarà perché la mia cultura è rimasta profondamente legata alla carta stampata, ma onestamente non mi ci vedo ad abbracciare incondizionatamente questo tipo di comunicazione. Sono contento di scrivere sul mio blog (e ancora di più su un block notes con una cara vecchia penna bic) perché qui posso argomentare con analiticità le mie osservazioni, ben sapendo, come ho scritto in apertura di questo articolo, che in pochi leggeranno, però saranno quei pochi che non hanno perso il loro spirito critico.

Ma ho notato però un’altra evidenza, che mi fa riflettere e pure tanto. Pubblicizzo i miei articoli attraverso la mia pagina facebook, non sono poi così troglodita, ma sono pochissimi coloro i quali annotano un mi piace (non perché io ne vada alla ricerca). Per converso però si impennano vertiginosamente le visualizzazioni e i visitatori sul blog. Una spiegazione ce l’ho, supportata anche da testimonianze dirette. Le visualizzazioni e i visitatori del blog rimangono anonimi mentre un mi piace su facebook è pubblico e più di uno si é giustificato privatamente con me per il fatto di non tracciare un mi piace perché “non vorrebbe esporsi” in quanto già richiamato privatamente in altre occasioni dai “bravi” del paese e per non essere oggetto di quella “orda” di webeti pronti a sferrare sguaiati attacchi contro chi mette in dubbio le capacità del Don Rodrigo di turno.  E qui, però, non siamo più nel campo dell’analfabetismo funzionale ma in quello dell’intimidazione, ben più grave e molto vicino a reati di tipo penale.

Oggi, in questo contesto, così descritto, chi legge, chi riflette, chi argomenta pare essere condannato al silenzio e alla solitudine da una massa acefala che sembra essere maggioranza. E’ scandaloso e aberrante leggere commenti sgrammaticati e sprezzanti di gaglioffi senza alcuna educazione e cultura contro post di notevoli studiosi e menti brillanti della cultura e addirittura da ultimo anche contro Papa Francesco. Personalmente non voglio arrendermi e non mi arrenderò a questa perversa logica imperante e continuerò a scrivere ed esprimere liberamente il mio pensiero senza svenderlo, come tanti fanno, per miserabili e vili scelte di opportunismo utilizzando poi la rabbia di chi si sente tradito dalla vita e dagli eventi.

Di tutta questa situazione a me non fa specie più di tanto la rabbia del deluso, che a volte prevarica anche, ma mi sorprende di più il silenzio di tanti che tacciono per paura e che pure avrebbero gli strumenti culturali per contrastare questa venefica tendenza.

Per concludere, ora, per chi non si fosse ancora stancato di leggere, farò un riferimento al libro di cui vi ho parlato all’inizio di questo articolo per poi riportare un estratto dalla premessa dell’opera con il suggerimento di fare solo un piccolo esercizio: sostituire la parola televisione, con internet, social, web e noterete l’attualità delle argomentazioni trattate.

Divertirsi da morire è un libro del sociologo americano Neil Postman, scritto nel 1985, ma di stretta attualità e che affronta un tema interessante. Il sottotitolo del libro è, infatti, Il discorso pubblico nell’era dello spettacolo. Postman, in questo suo libro sostiene che la televisione (i social) provoca un declino della cultura basata sul confronto dialettico razionale e della “mentalità tipografica” (quella basata sul libro e sulla lettura), a favore dello show-business con evidenti effetti sulla politica. Una tesi quanto mai attuale per l’Italia, e di riflesso anche per il nostro piccolo paese, considerando come una forza politica, M5S, nata proprio sui social e attraverso i social sia diventato il primo partito della nazione creando la social-crazia, ossia il governo dei social e il leader della Lega, Salvini, costruisca la propria politica e il proprio successo, attraverso un uso compulsivo dei social.

La parte più preoccupante e più significativa di questo cambiamento nei mezzi di comunicazione è che il contenuto di molta parte del discorso pubblico (politica) è diventato pericolosamente privo di senso.

Tutto questo ha ingenerato una rilassatezza intellettuale, indotta dal consumo morboso ed eccessivo dei social (facebook, tweet, whatsup, ecc..) e così le persone, non tutte fortunatamente, pian piano sono  diventate poco propense a fare analisi e valutazioni razionali dei fatti e dei problemi.

Prevalgono gli slogan, gli spot e le immagini martellanti e, di fronte ad essi, si verifica una sorta di “impoverimento di pensiero”, di riduzione della capacità di capire.

Diventa molto più importante, così come voleva suggerirmi il mio amico, la capacità di costruire messaggi e di inviarli all’opinione pubblica nei momenti più opportuni, cavalcando stati emotivi di disagio sociale e promettendo aspettative fantasiose che non curare il contenuto di un discorso o di una proposta di governo.

Ecco, non conta più la tecnica dell’argomentare quando sono in pochi che riescono a leggere più di due minuti o le prime 3/4 righe di uno scritto. Oggi con la comunicazione social devi saper sintetizzare il tutto in poche battute che creino soprattutto suggestione.

E’ vero, anche io sto utilizzando la suggestione mentre scrivo ma a complemento di una argomentazione e non come fanno taluni scrivendo sui social usando le argomentazioni a sostegno della suggestione. Un esempio? Ecco fatto: ti presento un programma politico corredato da una miriade di immagini di opere pubbliche che ho intenzione di realizzare e di tante promesse (posti di lavoro, abbassamento delle tasse, redditi di cittadinanza ecc..). Ho creato una suggestione, una aspettativa utilizzando una argomentazione, un’opera da realizzare e i desiderata dei singoli.

Quindi è la suggestione che fa la parte del leone, con la conseguenza che la coscienza civile delle persone si fa più sfumata e più fragile. E questa è proprio la situazione migliore per chi ha interesse a manipolare la gente ai propri fini. Così la politica e l’amministrazione viene svuotata dei contenuti e il governo diventa webcrazia. E le persone un esercito di webdipendenti.

Postman non è ottimista sulla “società televisiva”. Nella premessa al volume, egli fa un sintetico confronto tra il pessimismo di Orwell nella sua opera più conosciuta (1984) e quello di Huxley (Il mondo nuovo) sul futuro della società umana e scrive: “Nella visione di Huxley non sarà il Grande Fratello a toglierci l’autonomia, la cultura e la storia. La gente sarà felice di essere oppressa e adorerà la tecnologia che libera dalla fatica di pensare… Orwell temeva che la nostra sarebbe stata una civiltà di schiavi; Huxley, che sarebbe stata una cultura cafonesca, ricca solo di sensazioni e di bambinate… In breve, Orwell temeva che saremmo stati distrutti da ciò che odiamo, Huxley, da ciò che amiamo. Il mio libro si basa sulla probabilità che abbia ragione Huxley, e non Orwell”.

 

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PAROLE V/FATTI

Io continuo a credere nella “parola” degli uomini.

Una sintetica verifica dell’operato dell’amministrazione ad un anno dal suo insediamento

 

GRAZIE a te SINDACO!
Nb. Io avrei allegato un elenco dei punti salienti della tua azione amministrativa :
“ Cosa diceva il programma “ “ Cosa è stato fatto”
Cultura, investimenti e turismo sono le parole chiave su cui costruire il futuro di Ruffano!
arrivederci al prossimo anno!! Ogni anno un qualcosa in “più”

Così si conclude un commento, che riporto senza alcuna correzione, di un utente facebook in un post celebrativo la vittoria elettorale della attuale amministrazione ad un anno dall’insediamento.

Il sindaco risponde nel seguente modo:

Grazie XXX hai colto benissimo il messaggio, non ho voluto effettuare il solito elenco delle attività ma dare un significato sociale di crescita che è alla base di ogni successo

Onestamente non ho capito la risposta del sindaco.

Comunque, mi pare legittima e giusta la richiesta del lettore, una verifica di quanto si era promesso di fare nel programma e quanto di quel programma è stato attuato ad oggi, a distanza di un anno dall’insediamento. Attenzione, perché questa è una richiesta che proviene da un acceso e convinto sostenitore di questa amministrazione che col suo consiglio intendeva chiaramente supportare l’enfasi del post.

Ecco, visto che il sindaco ha glissato astutamente sulla risposta, provo io a darmene una andando a confrontare il programma presentato e cosa è stato realizzato, memore anche della dichiarazione dello stesso, in un consiglio comunale del 24/07/2017 in cui si presentava il programma e in risposta ai miei dubbi che in quel consesso rappresentavo, il Sindaco così rispondeva:

Sindaco:

“…e te lo garantisco, perché tutto quello che c’è scritto qua dentro, noi ci metteremo la faccia per farlo. Anzi ti dico un’altra cosa, te lo dico e mi prendo l’impegno: quasi quasi il 50% di questo programma io lo finisco quasi in un anno.”

Bene, a questo punto è facile fare un confronto indagando tra i programmi contenuti nei diversi settori così come schematizzati nelle linee programmatiche:

 CAMBIAMENTO E PARTECIPAZIONE

  • nuovi strumenti di partecipazione, di confronto e di ascolto per alimentare un ritrovato sentimento di appartenenza e senso civico;  NON FATTO
  • promozione su più ambiti, laboratori e gruppi di lavoro con i cittadini come luoghi di contributo all’elaborazione e partecipazione decisionale;  NON FATTO
  • rapporti semplici e diretti tra cittadini ed istituzioni;  NIENTE DI NUOVO
  • coinvolgimento attivo dei cittadini nella gestione dei beni e degli spazi pubblici. NON FATTO
  1. TRASPARENZA E COMUNICAZIONE
  • dare piena attuazione ad un’amministrazione sempre più aperta e al servizio del cittadino; NON FATTO
  •  pubblicare in modo chiaro e fruibile sul web comunale di tutte le informazioni relative agli atti e ai procedimenti amministrativi, agli andamenti gestionali, ai documenti e all’utilizzo delle risorse;  NON FATTO
  • pubblicare oggetto e motivazione affidamenti di consulenze e incarichi esterni con relativi compensi, e contributi elargiti dal Comune; E’ STATO SEMPRE FATTO
  • implementare piattaforma web per accedere a tutte le informazioni, accedere ai servizi online, effettuare pagamenti dei servizi scolastici e iscrizioni agli stessi; NON FATTO
  • realizzare ed utilizzo dei profili social (fb, twitter, you tube, ecc.) del comune per diffondere in modo rapido e virale le informazioni utili ai cittadini, oltre che aprire un nuovo canale di comunicazione;  NON FATTO
  • miglioramento del sito web istituzionale e turistico, facile da consultare, utile ed accattivante; NON FATTO
  • costituire un “Atlante del consumo del suolo” per il monitoraggio del consumo e l’istituire una banca dati del patrimonio edilizio esistente e delle abitazioni non occupate; NON FATTO
  • intervenire con il “Piano di miglioramento” sulle aree critiche dell’organizzazione della struttura comunale per migliorarne le performance; NON FATTO
  • istituire delle verifiche periodiche di avanzamento delle azioni decise e dei punti di programma; NON FATTO

 

  1. LAVORO
  • la stesura di un elenco di operatori economici presenti sul territorio per lavori inferiori a €. 150.000,00 per l’affidamento di lavori al di sotto della soglia prevista dal D.Lgs. 50/2016, nel rispetto del principio di trasparenza, non discriminazione e di rotazione; NON FATTO
  • la stesura di un elenco di operatori economici per l’affidamento di servizi e forniture al di sotto di €. 207.000,00, soglia prevista dal D.Lgs. 50/2016, nel rispetto del principio di trasparenza, non discriminazione e di rotazione;  NON FATTO
  • azioni propedeutiche all’attivazione dei corsi di formazione professionale; NON FATTO
  • la creazione di un emporio solidale per facilitare la spesa giornaliera delle categorie svantaggiate; NON FATTO
  • l’affidamento di terreni agricoli di proprietà comunale ai cittadini che ne faranno richiesta, assegnati in concessione gratuita temporale, con azioni di recupero delle superfici a destinazione agricola che si trovano in stato di degrado ambientale o di abbandono. NON FATTO

 

TASSE E TRIBUTI

  • l’aumento della raccolta differenziata fino a raggiungere una percentuale superiore al 65 % a regime; NON FATTO
  • la riduzione progressiva dello smaltimento dei rifiuti urbani biodegradabili in discarica; NON FATTO
  • la riorganizzazione della raccolta dei rifiuti residuali ottimizzando le modalità operative omogenee su tutto il territorio comunale. NON FATTO

In un quadro più generale, il nostro impegno riguarderà:

  • una diminuzione dell’addizionale Irpef;  NON FATTO
  • la razionalizzazione e ottimizzazione della spesa con un controllo di gestione per centri di costo; NON FATTO
  • il contrasto dell’evasione fiscale ed elusione; NON FATTO
  • il contenimento della tassa sui rifiuti con eventuale introduzione della tariffa puntuale che segue il principio: “paga di meno chi produce di meno”; NON FATTO
  • metodologie finalizzate alla riduzione della frazione organica del rifiuto con eventuali compostiere di comunità o di quartiere, lombricoltura, ecc.; NON FATTO
  1. SICUREZZA DEI CITTADINI

L’Amministrazione si impegnerà:

  • nel potenziamento del sistema di videosorveglianza comunale per garantire la sicurezza dei cittadini; NON FATTO
  • nella creazione di partenariati con associazioni di volontariato e istituti di vigilanza privati per garantire la sicurezza e la piena fruibilità degli spazi pubblici. NON FATTO
  1. GOVERNO DEL TERRITORIO
  • proseguire nell’iter di approvazione del Piano Urbanistico Generale (PUG) con l’introduzione della perequazione sociale come opportunità di investimento da parte del Comune; NON FATTO
  • dal PUG ai PIRU: dare vita ad un “Laboratorio urbano” per la riqualificazione urbana dei nodi strategici del nostro territorio (Largo San Rocco, impianti sportivi, verde pubblico, principali arterie stradali, ecc…);  NON FATTO
  • pianificazione urbanistica: perequazione e compensazione urbana (tessuti edificati all’interno dell’abitato mediante interventi di rigenerazione e di riqualificazione urbana);  NON FATTO
  • viabialita’: completamento delle strade comprese tra Ruffano e Torrepaduli, al fine di decongestionare il traffico tra Via Torino, Via Regina Elena, Viale San Rocco e Via Fermi; NON FATTO
  • scuole: miglioramento dei servizi, della fruibilità, del decoro, riduzione dei consumi mediante efficientamento degli impianti (attualmente alimentati ancora a metano o addirittura a gasolio);  SI E’ SEMPRE FATTO
  •  incentivi e agevolazioni fiscali attività presenti nel centro storico attraverso la rielaborazione dell’attuale regolamento di incentivi fiscali in quanto poco attuabile e renderlo più vantaggioso per gli esercizi pubblici; NON FATTO
  • impianto di filodiffusione, attraverso una rete di altoparlanti lungo le vie principali del nostro centro storico. Grazie a questa iniziativa sarà possibile non solo ravvivare piacevolmente le giornate di feste, ma anche animare e rendere più piacevole la permanenza. Si tratta anche di una opportunità per iniziative ludiche ma anche un concreto sostegno ai commercianti; NON FATTO
  • recupero e acquisto di beni di interesse storico-artistico, architettonico e culturale; NON FATTO
  • manutenzione del verde pubblico attraverso un organico “progetto del verde” che fissi un disegno coerente degli spazi pubblici per renderli fruibili in ogni quartiere e in modo che gli stessi vengano distribuiti in modo equo all’interno del paese. L’arredo (giochi per bambini) degli spazi pubblici e una buona illuminazione (a risparmio energetico) dei percorsi saranno parte integrante della programmazione; NON FATTO
  • la diminuzione graduale dell’uso dei pesticidi e diserbanti da parte delle imprese agricole del territorio sostenendo e premiando chi si avvicina al biologico quale nuova frontiera dell’agricoltura sostenibile; NON FATTO
  • classificazione dello stato del rischio dei corpi idrici sotterranei mediante il monitoraggio dei pozzi che pescano dalla falda acquifera. NON FATTO

 

  1. SPORT E TEMPO LIBERO
  • sostenere le associazioni sportive del territorio; SI E’ SEMPRE FATTO
  • favorire l’organizzazione di manifestazioni sportive ed eventi che facilitino l’incontro con i vari sport; SI E’ SEMPRE FATTO
  • recupero e messa in sicurezza di tutti gli impianti sportivi presenti nel nostro paese; NON FATTO
  • realizzare opere pubblico-private di svago per ragazzi attraverso l’attivazione di procedure di project financing (campi di “paintball” e “softair”, parco avventura in zona Occhiazzi); NON FATTO
  • realizzare percorsi di trekking, montain bike e mobilità sostenibile; NON FATTO
  • recupero dell’anfiteatro ubicato nella Zona Industriale dandolo in concessione a delle associazioni locali al fine di organizzare manifestazioni teatrali, musicali, ludiche, ecc. soprattutto nel periodo estivo, curandone il verde e dotandolo di servizi. NON FATTO

 

  1. CULTURA E TURISMO

La nostra politica per la cultura si baserà sui seguenti punti strategici:

  • conoscenza: la nostra storia e le nostre tradizioni meritano di essere studiate, apprezzate e diffuse attraverso ricerche e analisi che siano in grado di abbinare competenza e passione; NON FATTO
  • approccio interculturale: la cultura è scambio oppure non è. Ogni cultura, infatti, è figlia di un susseguirsi di esperienze e culture “altre”. Proteggere le tradizioni non vuol dire “congelarle”, ma osservarne i cambiamenti e saper evidenziare e valorizzare i loro aspetti più fecondi; NON FATTO
  • rilancio della tradizionale “Festa di San Rocco”. Negli ultimi anni si sono registrati una serie di “fatti” che hanno agito negativamente sull’immagine della festa, compromettendone il fascino e le capacità di attrattiva; NON FATTO
  • nascita di un centro culturale multietnico dove inserire i servizi relativi alla biblioteca e pinacoteca comunale; NON FATTO
  • Creazione di un network tra istituzioni al fine di valorizzare le specificità artistico-culturali del nostro paese. NON FATTO

 

9.2 TURISMO

Vogliamo quindi potenziare l’impegno dell’amministrazione favorendo:

  •  la creazione di alloggi turistici mediante recupero di pajare e casolari rurali (investimenti privati) da destinarle ad albergo diffuso e a luoghi di incontro enogastronomici tipici della nostra tradizione; NON FATTO
  • il recupero della Pro loco e creazione di un dialogo con associazioni no profit presenti sul territorio; FATTO
  • la disciplina di fiere e feste patronali, attraverso l’approvazione di regolamenti per pianificare al meglio le vari manifestazioni; NON FATTO
  • recuperare la “Mostra mercato” di Torrepaduli, facendola ritornare alla sua antica vocazione di vetrina espositiva delle eccellenze artigianali locali che nel corso degli anni si è sempre più caratterizzata come una mostra meramente commerciale, peraltro con servizi alquanto scadenti per gli espositori e i visitatori. NON FATTO
  1. SERVIZI COLLETTIVI ALLA CITTADINANZA

Vogliamo salvaguardare i servizi e le politiche sociali mediante il mantenimento ed il miglioramento di:

  •  servizi residenziali e semi-residenziali per anziani, tali opere saranno realizzate mediante intercettazione di finanziamenti pubblici disponibili ai vari livelli Ministeriali (Fondi Cipe), Regionali (Fondi POR 2014 -2020) in collaborazione con il Piano di Zona di Casarano; NON FATTO
  • servizi di sostegno alla domiciliarità come scelta strategica per fare rimanere le persone nel loro ambiente famigliare il più a lungo possibile; NON FATTO
  • interventi di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale; NON FATTO
  • conferma dei contributi per il trasporto scolastico e per gli asili nido; GIA’ SI FACEVA
  • realizzazione di un canile comunale o interculturale da affidare in gestione per risolvere il fenomeno del randagismo e che possa fungere anche da Centro di riabilitazione (pet-terapy) e di educazione al rispetto degli animali; IN ATTESA DI FINANZIAMENTO.  NON FATTO                                                                       
  • stesura di un regolamento sulla gestione dei beni comuni in armonia con lo Statuto comunale al fine di disciplinare le forme di collaborazione dei cittadini con l’Amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani; NON FATTO
  • estensione del servizio mensa alle persone anziane più bisognose; NON FATTO
  • realizzazione di iniziative di integrazione multietnica per favorire l’integrazione e il dialogo tra le diverse etnie presenti sul territorio comunale; NON FATTO
  • interventi relativi alla Eliminazione delle Barriere Architettoniche, per assicurare la piena fruibilità degli spazi pubblici ai nostri cittadini diversamente abili; NON FATTO
  • assicurare la buona realizzazione della misura della regione Puglia RED: informazione, consulenza e supporto a tutti i cittadini in possesso dei requisiti stabiliti dalla normativa; GIA’ SI FACEVA
  • informazione, consulenza e supporto alle imprese interessate a realizzare progetti di inclusione socio-lavorativa; NON FATTO
  • istruttoria, verifica e conferma requisiti ODV e APS su piattaforma telematica;  ORDINARIA AMMINISTRAZIONE
  • censimento delle Associazioni presenti sul territorio;  SI E’ SEMPRE FATTO
  • attività di supporto al reintegro di soggetti svantaggiati; GIA’ SI FACEVA
  • servizi di trasporto dei cittadini.  NON FATTO

 

 FONTI RINNOVABILI

Alcune delle misure che intendiamo intraprendere sono le seguenti:

  • sostegno alla mobilità sostenibile attraverso l’installazione di colonnine per ricarica auto elettriche, al fine di promuovere la mobilità elettrica e dare un servizio ai cittadini e turisti;  NON FATTO
  • promozione del Conto Termico, attraverso cui è possibile riqualificare gli edifici per migliorarne le prestazioni energetiche, riducendo i costi dei consumi e recuperando in tempi brevi parte della spesa sostenuta.  NON FATTO
  • La creazione di piccoli impianti fotovoltaici muniti di sistemi di accumulo a servizio della Pubblica Illuminazione del tutto indipendenti dalla rete elettrica. NON FATTO

 

  1. ARTIGIANATO E COMMERCIO

Le iniziative che verranno poste in essere sono le seguenti:

  •  rimodulazione del piano commerciale;  NON FATTO
  • creazione di un impianto integrato (fotovoltaico/microeolico) nella zona industriale; mediante il coinvolgimento di Energy Service Society (ESCo), che permetterà la riduzione dei costi di illuminazione, oltre a fornire corrente gratis durante le ore diurne alle imprese ivi presenti;  NON FATTO
  • individuazione di strumenti atti a favorire l’insediamento di attività commerciali e artigianali compatibili nel centro storico e nei quartieri periferici; NON FATTO
  • individuazione di strumenti e azioni che possano garantire una maggiore sicurezza, come ad esempio sistemi di videosorveglianza nei punti strategici ed una più capillare presenza da parte delle forze dell’ordine;   NON FATTO
  • dotazione di una connessione internet gratuita per favorire il commercio elettronico.  NON FATTO
  • creazione di una zona fieristica a supporto delle attività produttive locali, dotata di servizi e di ampi spazi verdi da vivere durante l’intero periodo dell’anno dalle imprese, famiglie e dai giovani ruffanesi;  NON FATTO
  • ampliamento della Zona Pip.  NON FATTO

 

Per chi ha avuto la pazienza di leggere si sarà reso conto dello stato dell’attuazione del programma amministrativo. Io mi sono limitato a riportare con il sistema del copia incolla il programma presentato ai cittadini ruffanesi da questa amministrazione e aggiungendo solo se quel determinato progetto o programma è stato realizzato.

E’ vero che è un programma che si spalma su cinque anni di attività amministrativa, però è pur vero che ad oggi il 99% di questo programma non è attuato, e non poteva esserlo, malgrado le promesse del sindaco (che non potevano essere credibili) che l’avrebbe realizzato almeno per il 50% in un anno.

In più alcuni progetti non sono stati nemmeno inseriti nella programmazione triennale del bilancio di previsione da poco approvato in consiglio e di altri ne ho già parlato in un mio precedente articolo (Bilancio Comunale: il tutto e il niente).

Ma non si sono realizzati nemmeno quei programmi che non hanno bisogno di risorse finanziarie, ma per essi non c’è stata nemmeno la parvenza di una minima programmazione, e quelli in itinere ereditati da vecchie amministrazioni. Speriamo che si realizzi almeno, parafrasando, il 50% di quel programma nei cinque anni.

Se mi fosse possibile dare un consiglio, ma non mi permetto, sarebbe quello di fare meno enfasi, meno parole e meno presentazioni spettacolistiche, meno apparenza e più presenza (e qui non mi riferisco alla presenza fisica)   perché la politica e l’amministrazione di un paese non sono intrattenimento e immagine, spasmodica ricerca di like, ma studio, riflessione, moderazione, impegno e lavoro.

Mi auguro che la nostra amministrazione possa avere una inversione di tendenza e nel contempo accolga anche le proposte che vengono dalla minoranza consiliare. Ancora una volta, buon lavoro.

 

Qui di seguito in allegato Le Linee Programmatiche 2017/2022 del Comune di Ruffano e approvate nel Consiglio Comunale del 24/07/2017

https://drive.google.com/open?id=1y03AOjSJfbHCB3HssAgC9bS9ObDcXQwP

 

 

 

 

 

 

 

 

INONDAZIONI: PROBLEMA IRRISOLTO

Ho recapitato al Sindaco e al Presidente del Consiglio la lettera qui allegata con la quale propongo di istituire una commissione di indagine che verifichi la reale efficacia della fogna bianca alla luce degli eventi alluvionali che ultimamente hanno colpito il nostro paese procurando ingenti danni. Mi pare giusto che ai cittadini si diano risposte chiare sulle domande che si pongono e dare conto delle risorse pubbliche impiegate per questa opera, individuando eventuali responsabilità.

 

Nicola Fiorito

Consigliere Comunale

                                                                                                Ruffano, 07 giugno 2018

                                                                                                Preg.mo Presidente del Consiglio

                                                                                                       Preg.mo Sindaco

 

Oggetto: Mozione per istituzione di commissione consiliare

 

In un consiglio comunale del 30/11/2017 dopo un evento alluvionale che aveva colpito il nostro paese e procurando ingenti danni al patrimonio pubblico e privato, colsi l’occasione per stimolare una discussione sull’argomento e in modo specifico sulla non tenuta della infrastruttura per il convogliamento delle acque meteoriche così detta fogna bianca.

Lamentavo in quella occasione le legittime rimostranze, proteste e domande che i cittadini si ponevano e ponevano all’amministrazione sul non evidente funzionamento della fogna bianca.

Questa è un’opera concepita, progettata e finanziata da una delle amministrazioni a guida del sottoscritto, realizzata poi dal commissario prefettizio e dalle amministrazioni che si sono succedute.

E’ un’opera tra le più importanti realizzate nel nostro paese, per un costo totale di 4.500.000 euro e con un cofinanziamento sul bilancio comunale per 750.000 euro, quindi un impegno finanziario importante.

Abbiamo creduto, e ne avevamo la certezza, che questa opera avrebbe risolto l’annoso e atavico problema delle inondazioni, soprattutto delle zone di maggior compluvio del paese, e sollevato dalle preoccupazioni tutti quei cittadini che hanno le loro abitazioni in quelle zone.

Ma gli eventi alluvionali, ma anche semplici acquazzoni di stagione, che si sono succeduti subito dopo il collaudo e la consegna dell’opera ci hanno mostrato una realtà preoccupante, inondazioni che mai si erano viste nel paese pur in assenza di questa opera.

Quindi è evidente che la realizzazione di questa opera non ha risolto alcuna criticità anzi le ha aumentate e sono aumentate le preoccupazioni dei cittadini ad ogni minimo accenno di pioggia ed è legittimo pensare che qualcosa non è andato per il giusto verso.

Personalmente sento una sorta di responsabilità perché quell’opera l’ho fortemente voluta, assieme a tutta l’amministrazione che guidavo, promettendo ai cittadini che avremmo risolto una volta per tutte il problema inondazioni e impegnando oltretutto come detto 750.000 euro del bilancio comunale, ossia soldi dei cittadini.

Ora, noi, amministrazione e consiglieri tutti, abbiamo l’obbligo di dare delle risposte ai cittadini che non siano i soliti alibi del “cambiamento climatico mondiale” o di eventi alluvionali straordinari, perché secondo me il problema è di natura strutturale e progettuale e non possiamo usare un atteggiamento silente e accomodante anche perché questi acquazzoni, verificatisi tra il 2017 e i primi mesi del 2018, sono costati ai cittadini di Ruffano e Torre Paduli ben 162.683 euro per lavori di somma urgenza per il ripristino della normalità, senza tenere conto dei costi che dovremo sostenere per il rifacimento delle strade dissestate dalla pioggia e dalle legittime richieste di risarcimento danni per le proprietà private avanzate dai cittadini danneggiati.

Detto tutto questo e per una ulteriore questione di trasparenza e di etica amministrativa, si fa

                                                            MOZIONE

al sig. Sindaco e al Presidente del Consiglio, che mi rappresenta in seno al Consiglio Comunale, di voler istituire ai sensi dei commi 5,6,7 e 8 dell’art. 49 dello Statuto Comunale e dell’art. 41 del Regolamento di Funzionamento del Consiglio Comunale una commissione di indagine che possa individuare e valutare le eventuali criticità dell’opera menzionata per riferire poi in consiglio comunale per eventuali provvedimenti di tutela che tale consesso riterrà di adottare.

Sicuro che la richiesta potrà essere discussa nel prossimo consiglio comunale utile, colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

                                                                                               FIRMA PERSONALE - Copia

 

 

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SENSO UNICO O SENZA SENSO?

La semplice istituzione di un senso unico su un strada del paese sta mettendo in seria difficoltà i nostri amministratori che in rapida successione hanno dimostrato debole capacità di decisione, scarsa attitudine al confronto e una insufficiente conoscenza di norme che regolano la vita amministrativa. Prima hanno deciso, poi hanno deciso di non decidere e infine hanno deciso di far decidere con lo stesso travaglio di Ponzio Pilato di fronte alla folla.

Infatti dopo che il tutto era stato deciso è stato rimandato ad una decisione del consiglio comunale. In questo consiglio comunale non potevo essere presente per ragioni personali, ma ho sentito l’esigenza di rilevare, con la lettera che segue e consegnata al presidente del consiglio e ai consiglieri, il non senso della proposta di delibera così come presentata.

 

Nicola Fiorito

 

Preg.mo sig. Presidente del Consiglio

Preg.mi Colleghi Consiglieri Comunali

 

Oggetto: proposta di delibera di C.C. n° 26 del 17/05/2018

 

A scanso di ogni qualsiasi arbitraria e strumentale costruzione interpretativa, così come si è già tentato di fare, sulla mia assenza da questo consiglio comunale, soprattutto riguardo alla proposta di delibera n° 26,

comunico

al Presidente del Consiglio e ai colleghi consiglieri che motivi di natura familiare ben più pregnanti di un consiglio comunale, mi vedono lontano da Ruffano e pertanto non posso partecipare a questo consiglio. Fossi stato presente avrei sicuramente contribuito nella discussione dei punti all’o.d.g. e in particolar modo sulla citata proposta di delibera che qui cerco di sintetizzare.

Nella lettura di questa proposta di delibera leggo incongruenze e affermazioni che un qualsiasi lettore potrebbe anche riferirmi, ma che non ho mai partecipato.

In un capoverso della proposta di delibera si afferma testualmente: “Preso atto inoltre che in data 08 Maggio u.s. si è tenuta la riunione dei Capigruppo, nella quale, dopo i vari interventi, è stato deciso di rinviare l’argomento al Consiglio Comunale per le relative determinazioni.” Dalla esposizione non chiara si può dedurre che il rinvio dell’argomento in consiglio comunale sia stato deciso dai capigruppo, decisione alla quale personalmente non ho partecipato e ho espresso in verbale di seduta le mie perplessità rispetto ad una errata, secondo me, interpretazione e applicazione di norme e regolamenti in materia.

La proposta di delibera in votazione richiama l’art.16 del Regolamento di Funzionamento del Consiglio Comunale che nulla attiene con la “vexata questio” in quanto l’articolo richiamato disciplina la presenza del pubblico alle sedute del Consiglio Comunale. Ma nulla attiene anche il Regolamento che non disciplina l’istituto della petizione se non per un generico richiamo all’art. 4 che riconosce solo la possibilità per i cittadini di presentazione di petizioni. Questo, secondo il mio modesto parere, non si presenta solo come errore formale ma anche di natura sostanziale e pertanto questa proposta di delibera potrebbe esserne inficiata e quindi non discussa.

Eccepisco la estensiva lettura, per usare un eufemismo, dell’art. 42 del Tuel sui compiti assegnati al consiglio comunale. Infatti tale articolo non contempla tra i compiti del consiglio la trattazione dell’argomento “de quo”.

Singolare ancora appare il comportamento dell’amministrazione comunale che decide di adottare il provvedimento, legittimamente, con delibera di Giunta Comunale in data 23/03/2018. Succede poi che un buon numero di cittadini con petizione del 24/04/2018 chiedono la revoca di quella delibera, l’amministrazione decide in data 08/05/2018 il rinvio per la discussione e per ogni decisione in consiglio comunale, ma in data 15/05/2019 con ordinanza n° 27 si attiva il provvedimento.

E allora mi chiedo: se già è stato tutto deciso, cosa avrebbe dovuto decidere questo consesso se mai ne avesse avuto i poteri per decidere in materia?

E se avesse avuto il potere di decidere cosa avrebbe dovuto decidere se nell’atto di proposta di delibera il proponente non propone nulla di concreto?

Queste motivazioni mi lasciano fortemente perplesso sia dal punto di vista della procedura amministrativa e sia sulla reale volontà di dare soluzione, ma ancora di più mi fa riflettere il fatto che si fa riferimento a strumenti (Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale) che nulla hanno a che vedere con la questione in esame e questo mi dà la misura della scarsa attenzione posta anche nella lettura dei documenti presentati.

Per tali motivi, che per me rappresentano questioni pregiudiziali, ma temo anche pregiudizievoli, fossi stato presente non avrei partecipato alla votazione in aula.

 

Qui di seguito sono allegate la delibera di giunta, l’ordinanza e la proposta di delibera consiliare.

https://drive.google.com/drive/my-drive?ths=true

https://drive.google.com/open?id=1yZjLEBPudIPvHIjfcA5qMI2CX_r4_Mg1

https://drive.google.com/drive/my-drive?ths=true

 

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BILANCIO COMUNALE: IL TUTTO E IL NIENTE

 

Condivido in questo blog, per chi vuole approfondire non limitandosi alle poche battute dei social, le mie motivazioni del voto contrario al bilancio di previsione 2018 del nostro comune.

La mia è stata una valutazione sui fatti, non predeterminata sol perché siedo tra i banchi della minoranza, se mi avessero convinto nel dibattito consiliare sulla bontà delle scelte con risposte competenti alle mie domande, non avrei trovato nulla in contrario a votare la fiducia, così come ho fatto in altre occasioni. Tanto che a dimostrazione di quanto affermo ho espresso il mio compiacimento sulla relazione presentata dall’assessore alla cultura che da ultima arrivata in consiglio comunale ha saputo, almeno, fare una chiara esposizione con precisa indicazione della destinazione delle somme imputate nei suoi capitoli di bilancio quasi come una veterana e dimostrando di avere le idee chiare. Al di là poi se potevo condividere il merito delle scelte.

Come ho scritto nel mio precedente articolo che era giusto concedere a questa amministrazione un margine di tempo per rodare e mettere a punto organizzazione, meccanismi e scelte. E il margine di tempo è stato anche abbastanza ampio.

Era giusto attendere questa amministrazione all’esame del bilancio di previsione, il primo strumento programmatico sul quale si poteva misurare la coerenza degli impegni presi in campagna elettorale e con le linee programmatiche di governo presentate in consiglio comunale. Anche se molte obiezioni potevano già essere poste nell’attività di governo di questo anno.

Per un attimo avevo anche pensato che questa amministrazione, al di là dei roboanti ed esagerati proclami di campagna elettorale, di altrettanto esagerate linee programmatiche, rivelatesi poi un fake, dell’eccessivo entusiasmo di valutazione, passata la sbornia elettorale forse davvero avrebbe potuto dare e fare di più rispetto ad amministrazioni precedenti ritenute  fallimentari, ma molto presto però, già dai primi consigli comunali e dalle prime azioni, ho dovuto ricredermi ed oggi con la presentazione di questo strumento, di questo bilancio, muore anche l’ennesima disponibilità di credito che ero disposto a concedere a questa amministrazione, perché, ripeto, questo è un bilancio che non presenta nulla di nuovo e organicamente sostanziale rispetto a quanto era stato promesso né tantomeno rispetto alla programmazione della precedente legislatura.

Questo bilancio innanzitutto tradisce un principio fondamentale di natura etica che questa maggioranza ha sancito nelle sue linee programmatiche ossia il coinvolgimento della città e dei cittadini nella formazione delle decisioni. E quale momento migliore se non la formazione del bilancio del paese? Anzi di più, quando i monoliti di questa maggioranza sedevano tra i banchi della minoranza, legittimamente avevano sempre lamentato il mancato coinvolgimento delle forze di minoranza, oggi per la legge del contrappasso sono loro i rei di questo stato di cose, non hanno coinvolto nel processo di formazione di bilancio le forze di minoranza, e tantomeno si è fatto ricorso alla tanto decantata democrazia diretta: “faremo con la gente”. Se un principio è valido, è valido per sempre.

Non è stato concesso alla minoranza il tempo materiale per poter suggerire qualche emendamento. Per fare questo, non bastano i dieci giorni messi a disposizione, il bilancio è uno strumento complesso e di difficile lettura e che ha bisogno dei tempi tecnici necessari per poterlo interpretare e poter dare delle indicazioni, tanto è vero che neanche la maggioranza che questo bilancio ha costruito in mesi di lavoro ha saputo dare risposte ai quesiti posti dai consiglieri di minoranza. Ma l’unico emendamento sarebbe stato emendare in toto questo bilancio.

Di seguito sintetizzo i principali rilievi mossi dal sottoscritto in consiglio comunale, ma per chi volesse dedicare un po’ di tempo all’approfondimento allego il file che riporta la trascrizione del dibattito in consiglio comunale alla fine di questo documento:

Programma opere Pubbliche

Non ha convinto la faraonicità del programma, 33.000.000 di euro di opere solo per il 2018, ma ancora di più non convince la sicumera della amministrazione che secondo me è un segno di debolezza. Non serve avere un book fotografico delle opere già finite per convincersi che sono realizzate o realizzabili e presentarle come tali. Bisogna avere innanzitutto la certezza del finanziamento per la loro realizzazione, senza voler entrare poi nel merito della coerenza delle scelte.

Oggi però per quasi nessuna delle opere previste nel programma si ha la certezza del finanziamento se non per quelle già finanziate e derivanti da precedenti amministrazioni. Infatti per tutte è prevista la totale copertura finanziaria con fondi derivanti da finanziamenti pubblici (nazionali ed europei). E’ vero che molti finanziamenti europei non richiedono come condizione necessaria una quota di cofinanziamento con stanziamenti del bilancio comunale, ma è altrettanto vero che è una condizione premiante se si vuole essere più o meno certi della finanziabilità delle opere. Ancora, per alcune di esse è stato approntato il progetto senza sapere se è quando la comunità europea finanzierà quei programmi di investimento.

Ancora di più, diverse opere inserite nel programma sono ancora allo stato embrionale, ossia non vi sono progetti esecutivi ma solo studi di fattibilità che vuol dire semplicemente “vediamo se riusciamo a fare quest’opera e come riusciamo a farla”, dire però che quell’opera sarà realizzata è, a voler usare un eufemismo, un azzardo. Così è un azzardo pensare che senza una minima quota di cofinanziamento queste opere possano essere finanziate.

Allora stiamo parlando del niente.

Non si può per esempio continuare a sostenere e propagandare pubblicamente la realizzazione, come se fosse imminente l’inizio dei lavori, illudendo la pubblica credulità, dei progetti per il recupero del così detto pallone tensostatico di Torrepaduli e il rifacimento del campo di calcio per un ammontare di euro 2.282.611,00 a valere sul Fondo “Sport e Periferie” istituito dal Governo. Ora la fase di indagine condotta dal Coni per queste strutture si chiudeva alle ore 24.00 del 15/12/2017, cioè la data in cui dovevano pervenire le richieste da parte degli Enti interessati, Il nostro Comune deliberava il giorno 15/12/2017 con delibera di G.C. l’intenzione di partecipare all’indagine inviando i progetti citati. Sfortunatamente però tra i progetti finanziati ai Comuni della Puglia non sono stati accolti quelli del nostro Comune. Qui vi allego il sito web dove si può consultare la graduatoria dei Comuni beneficiati http://www.sporteperiferie.it/component/tesseramento/sport_periferie.html?codR=16

Però in pompa magna, la nostra amministrazione ha presentato i progetti e le foto delle opere come fossero già finanziate e concluse. Fatto come sopra dimostrato non vero. E ammesso fossero state finanziate lo sarebbero state con una percentuale massima del 75%, mi chiedo come avremmo reperito i 500.000 euro di cofinanziamento?

Altro progetto presentato alla cittadinanza, o meglio studio di fattibilità, è quello di “Riqualificazione del territorio di Torrepaduli”, meglio conosciuto e presentato come rifacimento largo San Rocco, per un importo complessivo di euro 4.879.574,00.

La Regione però per questo tipo di intervento non ha ancora deciso nulla. Non c’è la sicurezza che la Regione predisporrà un bando per questo tipo di intervento, né naturalmente quanto finanzierà.

Un progetto similare presentato dalla precedente amministrazione per un valore di 3.000.000,00 di euro, si è posizionato in graduatoria al 78° posto su 83 progetti e non è stato finanziato.

Tari (Tassa sui rifiuti)

Nulla è cambiato rispetto agli anni precedenti. Il piano finanziario della Tassa sui rifiuti non presenta alcuna sostanziale variazione sui costi dei singoli servizi e sul costo complessivo. Non mi ha convinto la giustificazione data in consiglio comunale sui costi di un vecchio contenzioso che dovrebbe essere assorbito dalla tariffa attuale, perché il mio ragionamento in consiglio era ben altro, ossia un controllo dei costi industriali dei servizi che non è stato fatto.

Nel consiglio comunale in cui si approvava il Regolamento IUC si è tentato di far approvare delle agevolazioni per alcune categorie di utenti meno abbienti soprattutto per gli anziani che godono di una pensione minima, ma la mia richiesta non è stata presa in considerazione.

Vendita di immobili di proprietà comunale

La nostra amministrazione con delibera di G.C. n° 59 del 12/4/2018 e qui allegata, ha deliberato la vendita di beni immobili di proprietà comunale per un valore di 807.979,00 euro, per sostenere con questa ipotetiche entrate un bilancio che presenta delle criticità. Ma chi potrebbe mai realmente pensare e credere che si riuscirà a vendere questi beni entro la fine dell’anno? E poi, chi comprerebbe oggi un suolo al valore di 150 euro mq per un valore totale di 575.000 euro? Secondo me non è credibile.

D’accordo su questo, allora il bilancio perde uno dei requisiti fondamentali richiesti dalla legge, ossia la veridicità delle poste in esso iscritte, ma se già sappiamo con sufficiente certezza che quei beni rimarranno invenduti, come si può pensare che quelle poste siano veritiere?

Farmacia Comunale

Una particolare attenzione merita la Farmacia Comunale che per anni ha costituito per il nostro comune fonte importante di entrate con elevatissimi volumi d’affari, era arrivata a toccare punte di 1.800.000 euro di entrate nel primo decennio di questo secolo. Oggi questo bilancio comunale stima entrate per 780.000,00 euro. E’ del tutto evidente come le entrate si siano più che dimezzate. Ma non è nemmeno sicuro che gli incassi stimati in bilancio possano essere realizzati. Perché? Perché sono stai previsti acquisti di prodotti e medicinali per 550.000,00 euro. Ora, mediamente sui prodotti farmaceutici si ha un ricarico del 30% e considerando pure che saranno venduti tutti i prodotti acquistati, con il ricarico avremmo incassato 715.000,00 euro, quindi non i 780.000,00 previsti in bilancio.

Eppure, gli indirizzi generali di natura strategica del nostro bilancio, riportano il seguente periodo: La Farmacia Comunale vuole essere rilanciata a livello economico – attrattivo incrementando gli orari di apertura al pubblico e migliorandone la fruizione al fine di poter avere maggiori entrate ed essere così “rilanciata” in quanto nell’ultimo periodo ha risentito degli effetti della crisi.” 

Questo è stato scritto dall’amministrazione comunale, però poi, come dimostrato non vi è nessun progetto di rilancio e non si capisce come possano essere incrementati gli orari di lavoro se la stessa farmacia ha nel suo organico una sola figura professionale e con un aiuto chiamato sempre a tempo determinato, ma questo è solo un supporto momentaneo e non una misura strutturale che permetterebbe davvero di fare quel salto di qualità che la nostra farmacia meriterebbe. All’orizzonte non si intravede alcuna possibilità di assunzione a tempo indeterminato di una nuova figura professionale. Così la farmacia perderà ancora del suo valore. Se non si investono risorse non si può pensare ad alcun “rilancio”. Con le parole non si fa sviluppo.

Proventi contravvenzionali

Un’altra tassa nascosta tra le pieghe del bilancio potrebbe rivelarsi quella dei proventi contravvenzionali. E’ stata infatti preventivata una entrata di 155.000 euro ed è inutile ribadire che i vigili, loro malgrado, devono elevare una media giornaliera di contravvenzioni per circa 430 euro. E male a chi capita.

Dopo tanto, si comprende da se come questo bilancio presenta forti dubbi sugli equilibri economico-finanziari, che dovremmo a breve verificare in consiglio, e di conseguenza verificare la concreta possibilità di realizzare quanto in esso è previsto. Io ho espresso i miei dubbi.

Queste sono fondamentalmente le obiezioni che ho posto in sede di dibattito consiliare, altre ne hanno poste gli altri consiglieri di minoranza, ne avrei poste tante altre solo se ne avessi avuto l’opportunità, ho rinunciato volontariamente quando mi sono accorto che l’ambiente diventava ostile e teso. Ma già bastavano solo queste per avere una idea complessiva dell’intero impianto programmatorio che non poteva essere favorevole all’approvazione. Pertanto, per concludere, queste sono le ragioni di merito che mi hanno portato a esprimere parere negativo sul bilancio di previsione.

 

p.s. di seguito è allegato il file in pdf dell’intero dibattito consiliare

https://drive.google.com/open?id=1mhfgomUXgpT8oj_UHj-c_jf-u1C49_IU

Perché questo blog

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Beh, chi mi conosce o mi ha conosciuto sa quanta passione e impegno metto nelle mie cose, al di là dei risultati. Ho fatto una scelta ben precisa, nel giugno 2017, decidendo di candidarmi a sindaco del paese, ho reso pubbliche le motivazioni di questa scelta che ancora oggi rifarei sempre convinto e convinto ancora di più alla luce anche degli accadimenti successivi.

Oggi, da semplice consigliere comunale, siedo tra le file della minoranza consiliare o opposizione come meglio si voglia chiamare e da questo “palco privilegiato”, ma distante dal proscenio principale, seguo attivamente le vicende e l’attività della amministrazione in carica.

Mancano pochi giorni al compimento del primo anno di attività di questa amministrazione che come doveva essere è stata lasciata libera di operare, in sostanza si è concesso quel credito iniziale che le spettava, attendendo il trascorrere non dei classici cento giorni, periodo in cui si tirano le prime somme di ogni amministrazione territoriale (comuni, province, regioni) ma di ben trecentosessantacinque.

Oggi però è giunto il momento, anche per rispetto di tutti cittadini e per rispetto istituzionale dell’incarico ricoperto, di fare una informazione puntuale, di approfondimento. Uno strumento utile a questo scopo è proprio un blog che dà questa possibilità.

Naturalmente non è l’unico strumento, ma è l’unico che lascia la possibilità in chi scrive e in chi legge di analizzare e riflettere con i tempi richiesti da una riflessione profonda.

Infine perché “PuntieContrappunti” 

In grammatica, il punto è una interpunzione che esprime l’esigenza di porre fine ad un periodo che racconta un fatto. Metaforicamente, “mettere un punto”, indica l’esigenza di chiudere un’esperienza, lasciandosi alle spalle il passato e cercando di mettere ordine a ciò che è accaduto. Spesso esprime anche l’urgenza di ricominciare, a cui si lega l’espressione dell’ “andare a capo”

Il contrappunto, nella versione letteraria, è una diversa narrazione di quel fatto o di quell’evento. Usare quindi la tecnica del contrappunto significa spiegare il presente non solo per quel che è, ma anche perché è diventato tale e aiutandoci a esprimere una correlazione tra il fatto avvenuto e il presente.

Una lettura in tal senso va fatta per le vicissitudini e gli accadimenti della vita amministrativa del nostro paese che per essere appieno compresi vanno considerati in relazione alle persone, ai rapporti che legano queste persone, ai fatti raccontati e alle promesse. Mentre l’impressione è che questa amministrazione stia cercando invece, con tutti i mezzi a disposizione, di operare un racconto sui singoli fatti decontestualizzandoli e slegandoli da una diversa realtà dagli stessi presentata ai cittadini (promesse elettorali). Questo modo di agire porta ad operare delle pericolose semplificazioni che a loro volta portano a valutazioni fallaci di cui un giorno potremmo pentirci. Come mi sembra stia avvenendo in questa fase amministrativa.

Ecco allora, in un crescendo di eccitazione e in una estasi di comunicazione social si racconta, come ottimamente ha descritto l’amico Sergio Blasi in un recente articolo su Quotidiano di Lecce, “un simulacro di paese sempre meno aderente alla realtà, un simulacro in cui siamo passati dal dramma dell’alienazione all’estasi della comunicazione. E questa estasi – diceva Baudrillard – è oscena.” Qui la necessità di punti e contrappunti: rappresentano lo sforzo per una attività aderente alla realtà delle cose.

Questo blog, dunque, ha l’ambizione di raccontare la realtà delle cose, anche se questo, come è già successo può urtare suscettibilità e minare presunzioni.