Incidentalmente ho letto un post sulla “querelle” attuale ruota panoramica-esposti anonimi. Spontaneamente mi chiedo: si parla di esposto anonimo, ma è proprio così?
Poi per fatto personale mi verrebbe altrettanto spontaneo fare un così detto “pippone” nel merito di lettere anonime, ingiurie, falsità, tradimenti che hanno caratterizzato la vita pubblica e politica ruffanese che come per gemmazione ha coinvolto tanti personaggi per oltre un ventennio con l’unico scopo di mettere sul fuoco ardente una sola persona che rappresentava le istituzioni in loco. Le pronunce della giustizia sono state inequivocabili, il fatto non sussiste (quindi falsità) ma il danno era già stato fatto. Su questo hanno fondato le loro fortune politiche i tanti che anche oggi hanno ruoli istituzionali in loco. Quella storia, seppur amara, sarebbe potuta esser stata per il paese un fatto di straordinaria importanza per ricominciare un percorso di rinnovamento politico, morale ed etico. Evidentemente quella classe politica che sgomitava, accecata anche da ambizioni ingiustificate e “l’intellighenzia” locale non ne aveva la capacità. Per fare cosa? Per fare una “revisione pubblica storico-politica” di quanto era successo nel paese. D’altronde chi non ha non può dare. Ora però non si pianga sul “latte versato”. Mi verrebbe da concludere con il sommo Dante quando nella Divina Commedia scrive: “credo ch’un spirto del mio sangue pianga la colpa che là giù cotanto costa” che tradotto nella frase più semplice recita: “chi è causa del suo mal pianga se stesso”. Scrivendo questo faccio monito anche a me stesso, per cosa? Per essermi fidato!