“M’hannu ‘mprusatu”

Il rimedio all’imprevedibilità, alla caotica incertezza del futuro, è la facoltà di fare e mantenere le promesse.”  (Hannah Arendt)

M’hannu ‘mprusatu“. Era da tanto che non sentivo questo modo di dire e casualmente me l’ha riportato alla memoria un anziano conoscente che fermatosi per strada per salutarmi ha voluto raccontarmi, come spesso mi capita, la sua “storia del momento”: “sta vegnu ta comune e sta me fannu scire e vinire te cchiui te n’annu senza cu me fannu nenzi e se ccuciane puru cu no se fannu trhuvare e se necane. M’hannu prumisu tantu quannu è statu pe lu votu ma me n’aggiu ‘ncortu ca m’hannu sulu ‘mprusatu” (trad. Vengo or ora dal comune e mi stanno facendo andare avanti e indietro da più di un anno senza che mi risolvano il problema e in più non si fanno trovare. Mi avevano promesso tanto per carpirmi il voto ma ora mi sono accorto che mi hanno preso in giro.)

Mi ha incuriosito tanto questo modo di dire, m’hannu ‘mprusatu, facendomi porre la domanda sulla sua derivazione e sul significato. Improsare non è un termine che possiamo trovare sul dizionario della lingua italiana, è un gergo che significa (leggo sul vocabolario italiano di tutti i gerghi) “Inculare, Imbrogliare, Fregare”.  Significato che erroneamente in prima battuta sembrerebbe derivare dal termine prosa, ossia dalla prosa letteraria. Infatti non è così, in questo caso la prosa è inteso nel significato figurativo e cioè quello di imbrogliare. Tant’è che la parola pare derivare etimologicamente da una parola greca che significa proprio “culo, deretano, sedere”, quindi…

D’altro canto una persona che sa fare della prosa ha una cultura umanistica e difficilmente chi ha una struttura culturale simile si permetterebbe di prendere “in giro” le persone con promesse che sa di non poter mantenere, solo per trarre un vantaggio proprio. Nel caso di specie era il voto.

La cosa più preoccupante è che ad “improsare” quasi in modo ormai sistemico sono i politici e amministratori che dovrebbero garantire con la loro parola esempio di serietà e coesione di una comunità.

Basta fare un giro sui diversi social per vedere quante promesse sono state fatte e quante parole date da politici ed amministratori e non mantenute:

  • “Se perdo il referendum non vado solo a casa, ma mi ritiro dalla politica” (Matteo Renzi)
  • “Non intendo favorire alcuna alleanza col Movimento 5 Stelle” (Nicola Zingaretti)
  • “Io col partito di Bibbiano (PD) non voglio mai averci a che fare” (Luigi Di Maio)
  • “Il giorno dopo che sarò eletto eliminerò tutte le accise sul costo della benzina” (Matteo Salvini)
  • “Con Bossi non prendo neanche un caffè” (Gianfranco Fini)
  • “Creerò un milione di posti di lavoro e abbasserò le tasse” (Silvio Berlusconi)
  • “Mai più con Berlusconi. Ha preso i soldi di Cosa Nostra” (Umberto Bossi)    

E poi giù, giù, fino agli amministratori locali dove esplode la fiera delle vanità e delle vacuità con promesse mirabolanti alla pari delle promesse del gatto e la volpe a Pinocchio con le monete d’oro piantate nel campo dei miracoli. Costruiremo Piscine olimpioniche, Palazzetti dello Sport, Discoteche, Sale giochi, Campi di calcio tipo San Siro, Residenze per anziani, Funivie per superare dislivelli collinari, Campi di softair, Alberghi diffusi nelle Paijare, Progetti che promettono frotte di turisti da far impallidire gli scavi di Pompei e poi benessere per tutti  e fantasmagoriche altre opere e progetti che difficilmente o mai potranno essere realizzati,  e il tutto condito con  l’impegno e la sicurezza vanagloriosa di saperle realizzare in pochi mesi, ma gli anni passano inesorabilmente e improduttivamente.

Non si capisce ad un certo punto se sono questi amministratori a fare la parodia di Cetto Laqualunque o quest’ultimo che fa la parodia degli amministratori.

A parte la battuta per sdrammatizzare, però io credo che la parola data va sempre rispettata, almeno in una società sana e giuridicamente avanzata. E non possono essere fatte promesse e stringere patti quando si sa che gli stessi non possono essere rispettati.

Certo, non tutti i politici e non tutti gli amministratori locali sono “’mprosaturi”. Ce ne sono anche di capaci e tanti onesti “faticatori” che umilmente e seriamente svolgono la loro mansione consapevoli dei loro limiti e che difficilmente promettono.

Ma sono sempre le capacità delle chiacchiere a fare rumore soprattutto con gli strumenti social dove si fanno narrazioni completamente distanti dalla realtà dove un fatto ordinarissimo di una azione amministrativa diventa un fatto straordinario e eccezionale. Un modo ancora per “improsare” la gente per nascondere e far dimenticare quanto di straordinario era stato promesso.

Così purtroppo pare andare il mondo! Ormai c’è la corsa ad essere considerati dritti usando l’arte di “improsare” la gente.

Quando le promesse diventano poi irrealizzabili, diventa “utile” rimangiarsi la parola data, e si verifica una fuga irresponsabile dalle responsabilità e sarà sempre colpa di qualcun altro (ne so qualcosa). La parola data assume la forma di una mera e vaga dichiarazione d’intenti con il dispiacere di ascoltare anche delle giustificazioni del tipo: “Si va bene, ma si sa che in campagna elettorale si dice di tutto e di più”.

No, per me non va bene!

Ripugnante!

L’espressione di quella persona anziana mentre mi raccontava il fatto era proprio di ripugnanza e di fastidio quando alla fine ha aggiunto: “fiju meu, a tiempi mei a parola era parola, era sacra e valia cchiui te mille scritti, quisti ca promettene su senza onore” (trad. Figlio mio, ai miei tempi la parola data era sacra e valeva più di mille scritti, questi che oggi promettono e non fanno sono senza onore).

Ha ragione!

Il richiamo all’onore dovrebbe essere un fatto ordinario e fondamentale nel momento in cui si promette. Purtroppo non succede così, si continua ad “improsare” con una tale leggerezza tanto che è diventata normalità.

E’ così!

Lo cònstato tutti i giorni grazie al mio disincato e anche alla mia esperienza che non si fa ingannare dai venditori di fumo e di quanto promettono, li conosco bene e conosco il loro valore.

La parola ha perso di significato e si parla tanto per non dire niente.

Anzi, si parla troppo.

COERENZA E SERIETA’

Volutamente scrivo dopo alcuni giorni dal consiglio comunale che si è tenuto il 28 agosto. Un consiglio comunale importante per gli argomenti trattati e purtroppo non partecipato soprattutto perché è stato convocato alle 9 del mattino, in barba ai buoni propositi elettoralistici di questa maggioranza che nei suoi programmi enfatizzava la partecipazione dei cittadini alla vita della città con consigli comunali addirittura in piazza, con la trasmissione on line in streaming dei consigli comunali e nel contempo accusando ripetutamente con toni anche molto forti la vecchia amministrazione che convocava gli stessi consigli comunali per la stessa ora in cui è stato convocato questo consiglio.

Benedetta coerenza! Ecco una delle tante accuse che si muovevano all’epoca

Bene, premetto che non ripeto l’errore di enfatizzare la stessa accusa perché obiettivamente anche i consigli comunali convocati nelle ore pomeridiane sono scarsamente partecipati. Cioè la gente rinuncia a seguire l’attività amministrativa, evidentemente piace avere notizie di seconda mano.

Da qualcuno ho sentito dire goffamente e maldestramente che la gente non viene in consiglio perché “si fida di noi”. Se questo è vero, evidentemente sarà stato vero anche per l’amministrazione che ha preceduto la presente, ma poi i risultati elettorali hanno dimostrato che così non era.

Allora, perché non dare la possibilità a tutti i cittadini, residenti e non, di poter seguire i lavori del consiglio comunale in streaming su un normalissimo personal computer? Eppure anche questa è stata una battaglia politica dei consiglieri comunali allora in opposizione ed oggi maggioranza in consiglio. Perché non si fa? Ancora benedetta coerenza. Ecco uno dei tanti post che reclamavano questo diritto

Premetto che non considero la coerenza, come nella vulgata comune, un valore. Non lo è.

Essa non è altro che la scelta di un modo di vivere. E’ una parola che deriva dal verbo latino “cohaerere” che significa “essere un tutt’uno, essere unito, accordarsi”. Essere un tutt’uno con se stesso, essere unito con se stesso, accordarsi con se stesso. Per cui, per paradosso, nella vita è coerente con se stesso anche chi predica bene e razzola male, chi dice una cosa e ne fa un’altra quando questi comportamenti sono ripetuti nel tempo. E’ coerente nella falsità.

In molti poi scambiano la coerenza con la serietà. Non è ancora così. Si può essere coerenti e nel contempo seri, ma si può anche essere coerenti e non seri.

Serietà vuol dire avere consapevolezza della propria dignità che si traduce in compostezza di atteggiamenti, nel senso di responsabilità e del dovere, nel rispetto della verità, nel rispetto degli impegni e promesse assunte, nella rispondenza ai principi di rettitudine e di moralità.

Responsabilità, appunto. Responsabilità nel significato che a me piace dare ossia respons–abilità e cioè abilità nel dare risposte, non nel fare promesse. Per questo dovremmo coniare un altro termine, un neologismo, “promeabilità” e sicuramente avremmo da assegnare già l’oscar per la miglior commedia.

Detto questo, avessi scritto questo articolo subito dopo il consiglio comunale avrei istintivamente accusato l’amministrazione comunale di incoerenza, ma riflettendoci ho capito che non è proprio così. E cioè questa amministrazione è coerente nelle sue cose, da tre anni dice certe cose e ne fa altre. Nel caso di specie quindi è la serietà che manca perché sono state fatte tante di quelle promesse anche con enfatici e solenni pronunciamenti e pochissime di esse sono state mantenute.

Non è una mia considerazione, ma sono i documenti ufficiali prodotti dalla stessa amministrazione che denunciano una inefficienza dell’attività amministrativa.

I Bilanci comunali che sono stati discussi in Consiglio non mentono, anzi mettono a nudo le mancate promesse che di bilancio in bilancio vengono riproposte tout court ogni anno. E sono già tre anni abbondanti.

Dovessi fare una analisi del Bilancio annoierei tutti voi che stareste leggendo questo articolo, mi sarebbe piaciuto organizzare una assemblea pubblica per dare conto ai cittadini interessati, però purtroppo il periodo Covid non lo consente.

Che si risponda poi con l’ordinarietà dell’azione amministrativa non giustifica la straordinarietà promessa. Era impensabile, come dichiarato in un consiglio comunale, che almeno la metà di tutte quelle promesse elettorali sarebbero state realizzate in poco meno di sei mesi. Sono passati tre anni. Proprio per la serietà richiamata innanzi sarebbe bastato o basterebbe ancora con un atto di umiltà riconoscere la propria presunzione e ridurre i sogni alla realtà. Sarebbe un atto nobile.

Non mi dilungo oltre, ho già scritto sull’argomento delle inefficienze amministrative e delle discrasie in altri articoli che trovate su questo blog e che valgono ancora oggi, anzi ancora di più oggi, di quanto valevano ieri. In questi articoli potete trovare gli allegati delle promesse e fare da voi un confronto con quanto realizzato. Vi riporto di seguito i link su cui potete leggere:

https://puntiecontrappunti.org/2020/06/13/nulla-e-cambiato/

https://puntiecontrappunti.org/2020/05/08/becero-tatticismo/

https://puntiecontrappunti.org/2020/02/07/le-competenze-sono-necessarie/

Per concludere, il mio intervento in consiglio comunale ha messo a nudo tutte le incoerenze scritte nei bilanci presentati dall’amministrazione comunale, dai programmi faraonici delle opere pubbliche (chi non ricorda le promesse?) alla mancata realizzazione dei programmi di sviluppo per l’occupazione, per la formazione professionale, per la trasparenza, per il benessere della città e dei cittadini, per l’agricoltura, per le imprese. Addirittura per molte di queste voci in bilancio sono stati stanziati zero euro.

E alle difficoltà di risposta su interrogazioni poste dalla minoranza consigliare il clima diventa elettrico e di una insopportabile e arrogante sopraffazione.

Da ultimo, ho votato contrario alla delibera per la determinazione delle tariffe Tari (tassa sulla spazzatura) perché si prevede un aumento, dichiarato da parte dell’amministrazione, di una somma complessiva tra 300.000 e 400.000 euro.

 

 

IMPEGNO E PASSIONE

 

Carissimo,
mi solleciti un mio impegno nella imminente competizione elettorale che devo confessarti mi sto facendo scivolare addosso. Prendo del tempo per risponderti perché ti stimo e so con quanta passione ti cimenti nell’agone politico.
Appunto, la passione, quella che oggi mi manca.
Purtroppo oggi mi sento orfano politicamente di un punto di riferimento che possa rappresentare il mio modo di fare politica. Mi sono sempre impegnato con entusiasmo e per passione senza fare mai e dico mai calcoli utilitaristici.
Credimi, sono davvero dispiaciuto nel non dover essere impegnato, dopo oltre 40 anni, in una battaglia politica di parte. La mia parte o quella che era la mia parte e che oggi fatico a ritrovare o non c’è più.
Opportunismi ammantati da opportunità hanno lacerato una condizione politica in brevissimo tempo e in particolar modo nella nostra regione e nella nostra provincia. E nessuno si è posto il minimo problema, tra dirigenti e maggiorenti, se non per una ipocrita e falsa questione di facciata.
Hanno scelto la politica della cooptazione usum fabricae operis? Bene, allora che i consensi li trovino tra i beneficiati cooptati, militanti di lungo corso di quella destra che a parole si vuol combattere perché oscurantista e nei fatti la si beneficia con inciuci e incarichi e promesse di incarichi.
Appunto la politica degli opportunismi che contrabbandano per opportunità che personalmente non vedo, se non politiche populiste di bassa macelleria sociale e politica. Sempre con stima.

APPROVAZIONE BILANCI, CONSUNTIVO E DI PREVISIONE

 

Domani 28 Agosto il Consiglio Comunale delibererà sul Bilancio Consuntivo del 2019 e sul Bilancio di Previsione del 2020, oltre ad altri importanti argomenti che riguardano ogni singolo cittadino.

Si verificherà, con la discussione del Bilancio Consuntivo, se e quanto l’Amministrazione Comunale ha mantenuto le promesse fatte e col Bilancio di Previsione cosa intende fare.

Credo sarebbe interessante per tutti, per l’importanza degli argomenti, partecipare ed ascoltare, senza mediazioni, il dibattito consiliare.

La cattiva notizia è che il Consiglio è stato convocato per le ore 9.00, orario scomodo per chi lavora o ha altri impegni. Purtroppo!

 

LA PARTECIPAZIONE AL PUG

Oppure ex Piano Regolatore Generale, come a tanti piace ricordarlo

Ieri in una sala quasi vuota ho partecipato alla riunione programmata dall’amministrazione comunale per presentare alla cittadinanza il Piano Urbanistico Generale del paese (PUG). Con giusta enfasi nel manifesto pubblico a firma dell’assessore preposto e del Sindaco che rappresenta l’intera amministrazione comunale era scritto: “L’obiettivo di questa Amministrazione è di offrire l’occasione per un’ampia partecipazione a questo momento di condivisione, nella consapevolezza che il contributo di tutta la comunità possa solo portare ad accrescere la qualità del lavoro svolto.”

Come detto la partecipazione da parte della cittadinanza è stata quasi nulla, le presenze che si contavano erano solo quelle dei tecnici interessati e anche non tutti.

Ma quello che più ha fatto specie è stata l’assenza della maggior parte degli assessori e consiglieri di maggioranza che chiamano alla partecipazione i cittadini e mancano loro.

Non credo ci sia bisogno di dire il perché dovevano essere presenti. D’altro canto come si può creare entusiasmo ed “orgoglio di appartenenza”, come recita in un passo le relazione accompagnatoria (termine tra l’altro che avrei evitato) se gli stessi attori principali dimostrano quanto meno indifferenza? Il Sindaco e il Vice hanno ripetuto come un mantra, lodevolmente, l’invito alla partecipazione ai presenti, ma credo sarebbe utile che lo rivolgessero prima di tutto agli assessori e ai consiglieri. Non ci sono giustificazioni alla loro assenza.

Erano presenti il Sindaco, il Vice e la Presidente del Consiglio. E tutti gli altri?

Il PUG non è solo uno strumento di sviluppo edilizio, infatti esso prevede lo sviluppo futuro del paese e che dovrà essere lo strumento per valorizzare ogni componente del piano: urbanistico, sociale, culturale, economico del futuro del nostro paese.

Allora, se questo non si è capito, prima di farlo capire ai cittadini, sarebbe stato opportuno farlo capire a tutti quegli assessori e consiglieri che hanno disertato l’appuntamento. Perché al di là del minimalismo espositivo di ieri sera, infatti la discussione si è arenata fondamentalmente sulla costruzione dei canali di defluvio delle acque meteoriche, se qualcuno avesse avuto interesse ad interloquire su altri aspetti del piano non ci sarebbe stato l’interlocutore istituzionale.

Non è mancata poi una coda polemica, non so da quanti registrata, della neo consigliere di maggioranza M.R. Orlando. Una polemica politica a dir il vero che non ha tutti i torti, anzi è giustissima dal punto di vista della narrazione dei fatti.

Al momento mi evito di fare altre considerazioni di natura tecnico politiche, ci saranno le sedi opportune e tempo debito.

Una raccomandazione però, date il tempo a chi vuol essere partecipe di questo processo, così come pure auspica nel suo manifesto l’amministrazione comunale, per leggere tutta la documentazione del PUG che conta centinaia di pagine e elaborati tecnici. Abbiamo aspettato 17 anni? Bene, che si aspetta due mesi in più non sarà certo la fine del mondo. Faremo in modo che i cittadini partecipino concretamente dando loro la possibilità e il tempo di arrivare preparati per eventuali obiezioni dopo l’adozione, perché i trenta giorni previsti per legge non bastano.

Non bastano per i cittadini, ma non bastano anche per gli assessori e consiglieri, almeno parlo per me stesso conoscendo la mia lentezza di comprendonio.

P.s. Raccomandate poi ai collaboratori di indossare almeno un paio di calzoni lunghi, evitando pure la camicia va’. Ne va del bon ton e dell’immagine del paese.

 

Ommini, omminicchi e quaquaraqquà

Questo è il brano, tratto da “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia in cui il padrino mafioso Mariano esprime il suo rispetto per il protagonista del romanzo, il capitano Bellodi:

«Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà. Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini. E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi.

E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre. Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo.»

Aggiungo solo una nota personale per esprimere la nostalgia di uno degli ammonimenti che i saggi anziani in tempi andati rivolgevano spesso ai giovani, ma anche ai meno giovani, ammonendoli con un semplice “fanne l’ommu”.  Non era un banale invito a fare il duro o il macho, ma ad essere forti nei confronti degli eventi, belli o brutti, che la vita riservava, un invito a vivere con dignità assumendosi sempre con integrità morale le responsabilità del proprio agire.

Gli uomini diventano sempre più una schiera sottilissima che va scomparendo. Purtroppo!

 

NULLA E’ CAMBIATO

 

Spendo solo poche parole per commentare l’attività dell’amministrazione comunale in questi tre anni dal suo insediamento. Non potrei dire e scrivere niente di nuovo rispetto a quanto ho già detto e scritto in questo blog. Semplicemente confermo che ad oggi questa amministrazione

HA FALLITO COL 99% DEI SUOI IMPEGNI CON IL PAESE E I CITTADINI

Chi ha la pazienza per farlo, può rileggere l’articolo pubblicato esattamente due anni fa (http://www.puntiecontrappunti.org/2018/06/16/72/) per confrontare le parole con i fatti.

Ma ancora di più si possono confrontare le promesse elettorali direttamente dal programma presentato al paese.

allegato -programma_elettorale_direzione_comune

Nulla o pochissimo è cambiato, tanto che molte volte viene spontaneo pensare “stavamo meglio quando pensavamo di stare peggio”. Ma non può essere questo il refrain, mi rendo conto.

C’è da dire però che forse un piccolo passo in avanti s’è compiuto, anche se ancora si insiste a presentare in pompa magna cose e progetti solo annunciati, nel momento in cui l’11 giugno non c’è stata l’autocelebrazione mediatica della ricorrenza dei tre anni dall’insediamento.

Può essere che un moto di consapevolezza si affacci alle coscienze.

 

BECERO TATTICISMO

L’incapacità di pensiero e di prassi politica genera assenza di cultura di governo

Alla fine poi si fa sempre così, con disarmante disinvoltura si rompono patti e se ne fanno altri con quelli che fino a poco prima erano dei diavoli, mafiosi e corrotti e miseramente si cercano giustificazioni spot per ammantare con improbabili e improponibili dichiarazioni di amorosi sensi una miserabile vicenda umana prima che politica. Si è tornati alle politiche dell’inciucio di vecchia memoria.

Purtroppo questa è la dimensione politica di alcuni governanti.

In questi atteggiamenti è evidente l’incapacità di pensiero e di prassi politica che genera poi l’assenza non solo di una cultura di governo, ma addirittura l’incapacità di operare la più elementare distinzione tra ruoli istituzionali, maggioranza e opposizione, e tra inimicizia e critica, tra social e realtà.

Così purtroppo succede: non si ha capacità di distinzione dei ruoli tra maggioranza e opposizione; si producono reazioni isteriche di fronte a legittime critiche con l’aberrazione di scomposte e inappropriate risposte e addirittura con denunce penali finite nel nulla giudicate legittime dai diversi gradi di giudizio. Perché è successo anche questo.

Questi sono “politici” che non hanno un pensiero politico proprio, non strutturati culturalmente e che non hanno altro obiettivo politico se non la propria affermazione o meglio, l’affermazione della propria immagine social per raccattare i famigerati like.

Avessero avuto un pensiero politico proprio certamente non avrebbero costruito ibride e innaturali alleanze e se si ha un proprio pensiero politico non ci si consegna armi e bagagli al dichiarato nemico e abbandonando il proprio esercito. Certo, c’è anche da dire che nell’esercito né graduati, né fanti hanno profferito parola alcuna se non timide esternazioni.

In queste azioni c’è solo tatticismo e nessuna strategia, cioè non si ha una visione ideale del paese, non dico di lungo periodo, ma almeno nel breve.

La politica non può e non deve essere solo ambizione personale e mera tattica, soprattutto in un momento come questo perché finita l’emergenza sanitaria e finita la passerella mediatica “feisbucchiana” condita dai tanti slogan che fanno dell’ottimismo di maniera, si presenterà una emergenza ancora più pesante, quella economica.

E cosa si sta pensando di fare? Il nulla

Anzi, in un video che circolava poco tempo fa si incoraggiava tutti a “resistere” perché sarebbe poi tornato il tempo per abbracciarsi, per cantare di nuovo nelle piazze, per ritornare alle feste di paese.

Forse qualcosa all’intelletto sfugge!

SONO PRESUNTUOSO ?

 

Ebbene si, lo sono! Lo sono con chi è incapace di rispondere nel merito a critiche accurate, con chi ricorre a frasi fatte di poeti e scrittori che fino ad un’ora prima erano per loro dei perfetti sconosciuti o erano scambiati per celebrità del gossip dove questi soggetti sguazzano a loro agio.

Sono presuntuoso con chi è incapace di elaborare un concetto che sia suo e fa del copia incolla o si fa dettare cose che non gli appartengono e che a stento comprende. Sono presuntuoso con chi svende la propria dignità.

Non apprezzo questo bestiario che baratta la propria umanità per la vanagloria. Non mi piace il pressappochismo, la superficialità, la aspecificità, la volgarità crassa e non mi stancherò mai di additarle. Se tutto questo vuol dire essere presuntuoso, allora lo sono. Sono umile al cospetto di persone umili. Sono umile al cospetto della cultura. Sono umile  al cospetto di persone che sanno insegnarmi qualcosa al di là di ogni titolo di studio o percorso accademico. L’umiltà mi commuove e mi emoziona.

Mi fa specie vedere che sono presuntuoso per chi non ha mai dimostrato i propri attributi e capacità servendosi furbescamente di quelli di altri per sopravvivere e di quella presunzione per navigare.

Dalla demo di Alinunte alla tribù dei Burgundi. 

LEZIONI A DISTANZA O LEZIONI DI DISTANZA ?

 

Da più giorni ricevo lagnanze da parte di famiglie, che mi scrivono e mi chiamano in privato e che mi esprimono la preoccupazione e la loro mortificazione per l’impossibilità di poter garantire ai loro figli di seguire la didattica a distanza che avrà inizio a quanto mi dicono già da domani  lunedì 27 aprile.
Nel rispetto della autonomia scolastica e nel rispetto dei ruoli, compreso il ruolo istituzionale di assessore alla istruzione del comune di Ruffano, mi sarei aspettato un autorevole intervento di quest’ultimo a garanzia di quei cittadini che si trovano oggi in uno stato di evidente difficoltà e mortificazione nel dover dire ai propri figli “il papà e la mamma non sono nella possibilità di comprarti un tablet per seguire le lezioni”.
Un legittimo intervento nel concordare già da tempo con la dirigente scolastica una strategia di ripresa delle lezioni non prima di aver risolto problemi che potevano già essere di tutta evidenza anche ad un occhio poco attento.
E’ vero, si è detto che la scuola nella sua autonomia può decidere, ma un assessore deve rappresentare le esigenze dei cittadini che amministra e per questo si sarebbe dovuto interessare per tempo così come è stato fatto per tempo in altri comuni.
So che la scuola ha a disposizione circa 60 tablet, che sta ancora approntando, da distribuire in comodato d’uso dopo aver ricevuto le domande di cittadini che ne faranno richiesta, domande che vanno presentate entro domani lunedì 27 aprile e che dovranno essere corredate dall’Isee entro il 4 maggio (queste sono le notizie che ho) e sarà poi dopo che si farà una graduatoria per gli aventi diritto, pertanto come di tutta evidenza in grave ritardo rispetto alla data stabilita di inizio delle lezioni.
Ho la netta impressione, e sarei contento di potermi sbagliare, che niente è stato fatto in tal senso,  se i fatti che ho raccontato e che mi hanno riportato sono veri. Non basta in questo periodo la sola distribuzione dei sussidi alimentari, c’è bisogno nell’immediato di una politica e una strategia di intervento attente ai bisogni del territorio e della collettività, per poi tracciare una vision strategica per il futuro, ma questo è un altro discorso.
Una politica solidale non permette che nessuno resti indietro, deve poter garantire a tutti parità di trattamento e considerazione e soprattutto garantire pari dignità.
Mi permetto di suggerire un pronto intervento dell’assessore, e sono sicuro saprà come fare, per poter trovare e dare soluzione alla problematica e alle difficoltà di quei cittadini e dei loro figli che in tal senso cercano comprensione ed aiuto.
Mi auguro non si faccia il solito errore di sentire offeso il proprio orgoglio e ove si sentisse la necessità si chieda aiuto. Il sottoscritto, anche in qualità di consigliere comunale, è a disposizione.