IMPEGNO E PASSIONE

 

Carissimo,
mi solleciti un mio impegno nella imminente competizione elettorale che devo confessarti mi sto facendo scivolare addosso. Prendo del tempo per risponderti perché ti stimo e so con quanta passione ti cimenti nell’agone politico.
Appunto, la passione, quella che oggi mi manca.
Purtroppo oggi mi sento orfano politicamente di un punto di riferimento che possa rappresentare il mio modo di fare politica. Mi sono sempre impegnato con entusiasmo e per passione senza fare mai e dico mai calcoli utilitaristici.
Credimi, sono davvero dispiaciuto nel non dover essere impegnato, dopo oltre 40 anni, in una battaglia politica di parte. La mia parte o quella che era la mia parte e che oggi fatico a ritrovare o non c’è più.
Opportunismi ammantati da opportunità hanno lacerato una condizione politica in brevissimo tempo e in particolar modo nella nostra regione e nella nostra provincia. E nessuno si è posto il minimo problema, tra dirigenti e maggiorenti, se non per una ipocrita e falsa questione di facciata.
Hanno scelto la politica della cooptazione usum fabricae operis? Bene, allora che i consensi li trovino tra i beneficiati cooptati, militanti di lungo corso di quella destra che a parole si vuol combattere perché oscurantista e nei fatti la si beneficia con inciuci e incarichi e promesse di incarichi.
Appunto la politica degli opportunismi che contrabbandano per opportunità che personalmente non vedo, se non politiche populiste di bassa macelleria sociale e politica. Sempre con stima.

APPROVAZIONE BILANCI, CONSUNTIVO E DI PREVISIONE

 

Domani 28 Agosto il Consiglio Comunale delibererà sul Bilancio Consuntivo del 2019 e sul Bilancio di Previsione del 2020, oltre ad altri importanti argomenti che riguardano ogni singolo cittadino.

Si verificherà, con la discussione del Bilancio Consuntivo, se e quanto l’Amministrazione Comunale ha mantenuto le promesse fatte e col Bilancio di Previsione cosa intende fare.

Credo sarebbe interessante per tutti, per l’importanza degli argomenti, partecipare ed ascoltare, senza mediazioni, il dibattito consiliare.

La cattiva notizia è che il Consiglio è stato convocato per le ore 9.00, orario scomodo per chi lavora o ha altri impegni. Purtroppo!

 

LA PARTECIPAZIONE AL PUG

Oppure ex Piano Regolatore Generale, come a tanti piace ricordarlo

Ieri in una sala quasi vuota ho partecipato alla riunione programmata dall’amministrazione comunale per presentare alla cittadinanza il Piano Urbanistico Generale del paese (PUG). Con giusta enfasi nel manifesto pubblico a firma dell’assessore preposto e del Sindaco che rappresenta l’intera amministrazione comunale era scritto: “L’obiettivo di questa Amministrazione è di offrire l’occasione per un’ampia partecipazione a questo momento di condivisione, nella consapevolezza che il contributo di tutta la comunità possa solo portare ad accrescere la qualità del lavoro svolto.”

Come detto la partecipazione da parte della cittadinanza è stata quasi nulla, le presenze che si contavano erano solo quelle dei tecnici interessati e anche non tutti.

Ma quello che più ha fatto specie è stata l’assenza della maggior parte degli assessori e consiglieri di maggioranza che chiamano alla partecipazione i cittadini e mancano loro.

Non credo ci sia bisogno di dire il perché dovevano essere presenti. D’altro canto come si può creare entusiasmo ed “orgoglio di appartenenza”, come recita in un passo le relazione accompagnatoria (termine tra l’altro che avrei evitato) se gli stessi attori principali dimostrano quanto meno indifferenza? Il Sindaco e il Vice hanno ripetuto come un mantra, lodevolmente, l’invito alla partecipazione ai presenti, ma credo sarebbe utile che lo rivolgessero prima di tutto agli assessori e ai consiglieri. Non ci sono giustificazioni alla loro assenza.

Erano presenti il Sindaco, il Vice e la Presidente del Consiglio. E tutti gli altri?

Il PUG non è solo uno strumento di sviluppo edilizio, infatti esso prevede lo sviluppo futuro del paese e che dovrà essere lo strumento per valorizzare ogni componente del piano: urbanistico, sociale, culturale, economico del futuro del nostro paese.

Allora, se questo non si è capito, prima di farlo capire ai cittadini, sarebbe stato opportuno farlo capire a tutti quegli assessori e consiglieri che hanno disertato l’appuntamento. Perché al di là del minimalismo espositivo di ieri sera, infatti la discussione si è arenata fondamentalmente sulla costruzione dei canali di defluvio delle acque meteoriche, se qualcuno avesse avuto interesse ad interloquire su altri aspetti del piano non ci sarebbe stato l’interlocutore istituzionale.

Non è mancata poi una coda polemica, non so da quanti registrata, della neo consigliere di maggioranza M.R. Orlando. Una polemica politica a dir il vero che non ha tutti i torti, anzi è giustissima dal punto di vista della narrazione dei fatti.

Al momento mi evito di fare altre considerazioni di natura tecnico politiche, ci saranno le sedi opportune e tempo debito.

Una raccomandazione però, date il tempo a chi vuol essere partecipe di questo processo, così come pure auspica nel suo manifesto l’amministrazione comunale, per leggere tutta la documentazione del PUG che conta centinaia di pagine e elaborati tecnici. Abbiamo aspettato 17 anni? Bene, che si aspetta due mesi in più non sarà certo la fine del mondo. Faremo in modo che i cittadini partecipino concretamente dando loro la possibilità e il tempo di arrivare preparati per eventuali obiezioni dopo l’adozione, perché i trenta giorni previsti per legge non bastano.

Non bastano per i cittadini, ma non bastano anche per gli assessori e consiglieri, almeno parlo per me stesso conoscendo la mia lentezza di comprendonio.

P.s. Raccomandate poi ai collaboratori di indossare almeno un paio di calzoni lunghi, evitando pure la camicia va’. Ne va del bon ton e dell’immagine del paese.

 

Ommini, omminicchi e quaquaraqquà

Questo è il brano, tratto da “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia in cui il padrino mafioso Mariano esprime il suo rispetto per il protagonista del romanzo, il capitano Bellodi:

«Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà. Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini. E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi.

E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre. Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo.»

Aggiungo solo una nota personale per esprimere la nostalgia di uno degli ammonimenti che i saggi anziani in tempi andati rivolgevano spesso ai giovani, ma anche ai meno giovani, ammonendoli con un semplice “fanne l’ommu”.  Non era un banale invito a fare il duro o il macho, ma ad essere forti nei confronti degli eventi, belli o brutti, che la vita riservava, un invito a vivere con dignità assumendosi sempre con integrità morale le responsabilità del proprio agire.

Gli uomini diventano sempre più una schiera sottilissima che va scomparendo. Purtroppo!

 

NULLA E’ CAMBIATO

 

Spendo solo poche parole per commentare l’attività dell’amministrazione comunale in questi tre anni dal suo insediamento. Non potrei dire e scrivere niente di nuovo rispetto a quanto ho già detto e scritto in questo blog. Semplicemente confermo che ad oggi questa amministrazione

HA FALLITO COL 99% DEI SUOI IMPEGNI CON IL PAESE E I CITTADINI

Chi ha la pazienza per farlo, può rileggere l’articolo pubblicato esattamente due anni fa (http://www.puntiecontrappunti.org/2018/06/16/72/) per confrontare le parole con i fatti.

Ma ancora di più si possono confrontare le promesse elettorali direttamente dal programma presentato al paese.

allegato -programma_elettorale_direzione_comune

Nulla o pochissimo è cambiato, tanto che molte volte viene spontaneo pensare “stavamo meglio quando pensavamo di stare peggio”. Ma non può essere questo il refrain, mi rendo conto.

C’è da dire però che forse un piccolo passo in avanti s’è compiuto, anche se ancora si insiste a presentare in pompa magna cose e progetti solo annunciati, nel momento in cui l’11 giugno non c’è stata l’autocelebrazione mediatica della ricorrenza dei tre anni dall’insediamento.

Può essere che un moto di consapevolezza si affacci alle coscienze.

 

BECERO TATTICISMO

L’incapacità di pensiero e di prassi politica genera assenza di cultura di governo

Alla fine poi si fa sempre così, con disarmante disinvoltura si rompono patti e se ne fanno altri con quelli che fino a poco prima erano dei diavoli, mafiosi e corrotti e miseramente si cercano giustificazioni spot per ammantare con improbabili e improponibili dichiarazioni di amorosi sensi una miserabile vicenda umana prima che politica. Si è tornati alle politiche dell’inciucio di vecchia memoria.

Purtroppo questa è la dimensione politica di alcuni governanti.

In questi atteggiamenti è evidente l’incapacità di pensiero e di prassi politica che genera poi l’assenza non solo di una cultura di governo, ma addirittura l’incapacità di operare la più elementare distinzione tra ruoli istituzionali, maggioranza e opposizione, e tra inimicizia e critica, tra social e realtà.

Così purtroppo succede: non si ha capacità di distinzione dei ruoli tra maggioranza e opposizione; si producono reazioni isteriche di fronte a legittime critiche con l’aberrazione di scomposte e inappropriate risposte e addirittura con denunce penali finite nel nulla giudicate legittime dai diversi gradi di giudizio. Perché è successo anche questo.

Questi sono “politici” che non hanno un pensiero politico proprio, non strutturati culturalmente e che non hanno altro obiettivo politico se non la propria affermazione o meglio, l’affermazione della propria immagine social per raccattare i famigerati like.

Avessero avuto un pensiero politico proprio certamente non avrebbero costruito ibride e innaturali alleanze e se si ha un proprio pensiero politico non ci si consegna armi e bagagli al dichiarato nemico e abbandonando il proprio esercito. Certo, c’è anche da dire che nell’esercito né graduati, né fanti hanno profferito parola alcuna se non timide esternazioni.

In queste azioni c’è solo tatticismo e nessuna strategia, cioè non si ha una visione ideale del paese, non dico di lungo periodo, ma almeno nel breve.

La politica non può e non deve essere solo ambizione personale e mera tattica, soprattutto in un momento come questo perché finita l’emergenza sanitaria e finita la passerella mediatica “feisbucchiana” condita dai tanti slogan che fanno dell’ottimismo di maniera, si presenterà una emergenza ancora più pesante, quella economica.

E cosa si sta pensando di fare? Il nulla

Anzi, in un video che circolava poco tempo fa si incoraggiava tutti a “resistere” perché sarebbe poi tornato il tempo per abbracciarsi, per cantare di nuovo nelle piazze, per ritornare alle feste di paese.

Forse qualcosa all’intelletto sfugge!

SONO PRESUNTUOSO ?

 

Ebbene si, lo sono! Lo sono con chi è incapace di rispondere nel merito a critiche accurate, con chi ricorre a frasi fatte di poeti e scrittori che fino ad un’ora prima erano per loro dei perfetti sconosciuti o erano scambiati per celebrità del gossip dove questi soggetti sguazzano a loro agio.

Sono presuntuoso con chi è incapace di elaborare un concetto che sia suo e fa del copia incolla o si fa dettare cose che non gli appartengono e che a stento comprende. Sono presuntuoso con chi svende la propria dignità.

Non apprezzo questo bestiario che baratta la propria umanità per la vanagloria. Non mi piace il pressappochismo, la superficialità, la aspecificità, la volgarità crassa e non mi stancherò mai di additarle. Se tutto questo vuol dire essere presuntuoso, allora lo sono. Sono umile al cospetto di persone umili. Sono umile al cospetto della cultura. Sono umile  al cospetto di persone che sanno insegnarmi qualcosa al di là di ogni titolo di studio o percorso accademico. L’umiltà mi commuove e mi emoziona.

Mi fa specie vedere che sono presuntuoso per chi non ha mai dimostrato i propri attributi e capacità servendosi furbescamente di quelli di altri per sopravvivere e di quella presunzione per navigare.

Dalla demo di Alinunte alla tribù dei Burgundi. 

LEZIONI A DISTANZA O LEZIONI DI DISTANZA ?

 

Da più giorni ricevo lagnanze da parte di famiglie, che mi scrivono e mi chiamano in privato e che mi esprimono la preoccupazione e la loro mortificazione per l’impossibilità di poter garantire ai loro figli di seguire la didattica a distanza che avrà inizio a quanto mi dicono già da domani  lunedì 27 aprile.
Nel rispetto della autonomia scolastica e nel rispetto dei ruoli, compreso il ruolo istituzionale di assessore alla istruzione del comune di Ruffano, mi sarei aspettato un autorevole intervento di quest’ultimo a garanzia di quei cittadini che si trovano oggi in uno stato di evidente difficoltà e mortificazione nel dover dire ai propri figli “il papà e la mamma non sono nella possibilità di comprarti un tablet per seguire le lezioni”.
Un legittimo intervento nel concordare già da tempo con la dirigente scolastica una strategia di ripresa delle lezioni non prima di aver risolto problemi che potevano già essere di tutta evidenza anche ad un occhio poco attento.
E’ vero, si è detto che la scuola nella sua autonomia può decidere, ma un assessore deve rappresentare le esigenze dei cittadini che amministra e per questo si sarebbe dovuto interessare per tempo così come è stato fatto per tempo in altri comuni.
So che la scuola ha a disposizione circa 60 tablet, che sta ancora approntando, da distribuire in comodato d’uso dopo aver ricevuto le domande di cittadini che ne faranno richiesta, domande che vanno presentate entro domani lunedì 27 aprile e che dovranno essere corredate dall’Isee entro il 4 maggio (queste sono le notizie che ho) e sarà poi dopo che si farà una graduatoria per gli aventi diritto, pertanto come di tutta evidenza in grave ritardo rispetto alla data stabilita di inizio delle lezioni.
Ho la netta impressione, e sarei contento di potermi sbagliare, che niente è stato fatto in tal senso,  se i fatti che ho raccontato e che mi hanno riportato sono veri. Non basta in questo periodo la sola distribuzione dei sussidi alimentari, c’è bisogno nell’immediato di una politica e una strategia di intervento attente ai bisogni del territorio e della collettività, per poi tracciare una vision strategica per il futuro, ma questo è un altro discorso.
Una politica solidale non permette che nessuno resti indietro, deve poter garantire a tutti parità di trattamento e considerazione e soprattutto garantire pari dignità.
Mi permetto di suggerire un pronto intervento dell’assessore, e sono sicuro saprà come fare, per poter trovare e dare soluzione alla problematica e alle difficoltà di quei cittadini e dei loro figli che in tal senso cercano comprensione ed aiuto.
Mi auguro non si faccia il solito errore di sentire offeso il proprio orgoglio e ove si sentisse la necessità si chieda aiuto. Il sottoscritto, anche in qualità di consigliere comunale, è a disposizione.

 

 

 

Assegni Bancari Postdatati – Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri

 

 

 

Nicola Fiorito

Via Borgonuovo n° 9

73049 Ruffano (LE)

 

                                                                          Preg.mo Presidente del Consiglio dei Ministri

                                                                                         Dott. Prof. Giuseppe Conte

Spedita tramite Pec

 

Preg.mo Presidente,

sono uno specialista della materia aziendale e in special modo mi occupo di controllo di gestione e finanza aziendale, in più sono un piccolo imprenditore del settore turistico ricettivo, ho fatto anche io le mie esperienze di amministratore pubblico essendo stato per lunghi anni sindaco e consigliere del comune in cui vivo e consigliere della provincia e assessore, e proprio queste esperienze nei settori indicati mi invitano a sottoporre alla sua attenzione una problematica, non ancora attenzionata dal Governo, che rischia a breve di trasformare la vita economica di migliaia di aziende e con evidenti ricadute nel sociale, in un inferno finanziario di lunga durata.

Le voglio parlare della problematica degli assegni bancari così detti postdatati che in questi giorni sono portati all’incasso. Questo ormai è diventato un allarme molto serio che è stato rilanciato da più parti tra cui tanti onorevoli deputati e dal presidente della Regione Sicilia, ma nessuna decisione è stata presa in merito.

E’ vero, Lei può dire che questa prassi dell’assegno postdatato non è contemplata dalla legge e da alcuna normativa, ma è pur vero che è ormai prassi diffusa e quasi ordinaria nei rapporti commerciali. Quindi, una prassi vietata per legge, ma “consentita”. Consentita perché? Perchè pur essendo una realtà malata della nostra economia, è un sistema a conoscenza da sempre delle autorità politiche, finanziarie e bancarie preposte. Infatti la gran parte delle banche garantiscono l’esposizione dei fidi dei loro clienti con questo strumento che così diventano titoli di credito a tutti gli effetti pratici.

Ora, con l’avvento della pandemia da coronavirus, la gran parte del sistema produttivo nazionale si è bruscamente interrotto e gli imprenditori, i commercianti, gli artigiani e un’altra infinità di soggetti, che hanno emesso gli assegni postdatati per gli acquisti, facendo coincidere le date di scadenza con i loro prevedibili flussi di cassa, non hanno possibilità di onorare queste scadenze, quindi assegni che andranno insoluti e che genereranno una “pandemia finanziaria ed economica” che distruggerebbe il tessuto economico e sociale della nostra nazione. I traenti non hanno possibilità di pagare, i beneficiari non hanno possibilità di incasso, creando così un circolo vizioso pericolosissimo perché intanto i beneficiari che sono i fornitori delle aziende e che hanno depositato in banca quegli assegni per generare fidi per la necessaria liquidità, non avranno possibilità di rientro con le banche.

Lei sig. Presidente conosce meglio di me queste problematiche essendo un docente universitario di Diritto Privato e sa molto meglio di me che l’emissione di assegno postdatato è un illecito amministrativo, ma che può trasformarsi velocemente in un illecito con conseguenze anche penali; reato che commette sia il traente il titolo, sia il beneficiario, oltre al possessore, quindi, le Banche. 

Le conseguenze quindi se non si interviene sulla problematica saranno davvero disastrose con migliaia di aziende, commercianti, artigiani, persone fisiche che subiranno protesti che sono poi l’anticamera di una morte annunciata per le aziende.

Umilmente mi permetto di chiederLe di voler intervenire per rompere questo circolo vizioso che già si sta completando con una semplice disposizione che Lei meglio saprà come fare: semplicemente dichiarando che gli assegni postdatati non possano essere protestati da qui a fine anno e che siano sospese eventuali procedure esecutive in conseguenza del mancato incasso di tali assegni.

Non convince poi la motivazione di chi è contrario alla misura suggerita poco prima perché altrimenti, secondo questa motivazione, si interromperebbe la filiera dei pagamenti. Sig. Presidente, perdoni la mia arroganza se tale Le può sembrare, ma questa è gente che secondo me non sa quel che dice e di cosa parla e che non ha mai avuto a che fare con alcuna problematica di natura commerciale e aziendale e che parlano seduti da una comoda poltrona dietro la sicurezza di una scrivania. La filiera si interrompe in ogni caso perché chi non onora un assegno, soprattutto in questo periodo, lo fa perché non ha la liquidità necessaria e in alcuni casi non ha la liquidità neanche per il sostentamento della propria famiglia. A nessun imprenditore piace essere protestato perché sa che sarà la morte per la sua azienda con tutte le ricadute negative sul tessuto sociale con la cancellazione di migliaia di posti di lavoro, mancata produzione di ricchezza, mancati introiti di imposte da parte dello stato.

Il silenzio della politica su questa problematica si fa sentire ed è grave, per questo ho voluto, nel mio piccolo rivolgerLe questa lamentazione che è un grido di aiuto concreto da parte di tutti quei piccoli e micro imprenditori che oggi non sanno vedere il loro futuro e cominciano a disperare.

Sono sicuro che Lei prenderà in considerazione la questione e saprà dare la giusta soluzione.

Tanto mi sentivo di segnalarLe.

Con deferenti ossequi.

Ruffano, 02 aprile 2020

 

                                                                                                         Nicola Fiorito

 

 

 

 

 

 

LETTERA APERTA ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

Egregio sig. Sindaco e componenti la Giunta Comunale,

questi sono i giorni che devono dare prova di superamento di ogni qualsiasi presupposta divisione politica e superamento di ogni pregiudizio di natura personale, è richiesto dalla gravità dei fatti e dalla buona intelligenza.

Voglio dare un mio contributo, immaginando oggi la tensione, le paure, il senso di vuoto e di impotenza che assalgono chi ha responsabilità pubbliche come un Sindaco e una Giunta Comunale e che da esse possono essere quasi paralizzati e soverchiati.

Con lodevole tempestività, questa amministrazione ha messo in atto tutte le ordinarie azioni per il contrasto e il contenimento del virus imperante.

Credo, però, che oggi il paese abbia bisogno di misure che chiamiamo straordinarie, ma che di fatto poi non lo sono, per quanto, naturalmente, è nelle possibilità dell’Amministrazione e nella volontà di assunzione di responsabilità nell’assumere decisioni nel cambiare programmi di spesa e strategie di bilancio per poter reperire somme di denaro da utilizzare appunto per queste misure “straordinarie”.

Sono convinto che si può fare e che sarà fatto.

Per esemplificare mi permetto di indicare alcune proposte che possono essere attuate senza grandi sforzi:

  • L’Amministrazione si faccia carico dell’acquisto di un numero sufficiente di mascherine da distribuire gratuitamente a tutti i cittadini. Siccome pare che in commercio scarseggino, ci si potrebbe rivolgere per la produzione ad aziende locali che potrebbero convertire la loro produzione. Mi risulta che alcune lo stiano già facendo. In piccola parte sosterremmo anche l’economia locale.
  • Spostare tutte le scadenze dei tributi, imposte e tasse locali gravanti su aziende e cittadini, così come già proposto dai consiglieri comunali Lucia Orlando e Massimo Cantoro.
  • Implementare l’istituito servizio di emergenza oltre le ore 20.00 rendendolo un servizio attivo per 24 ore. Destinando ad esso ulteriori e sufficienti risorse di quelle già iscritte in bilancio.
  • Destinare ulteriori risorse per famiglie e soggetti a rischio di esclusione sociale per una conseguente perdita di lavoro o sensibile riduzione del reddito familiare in conseguenza del fermo lavorativo.

Per attuare queste misure e magari altre che L’Amministrazione vorrà studiare, le risorse possono essere agevolmente trovate tra le pieghe del bilancio:

  • Tra i residui presunti dell’esercizio precedente
  • Tra le spese che per il momento possiamo non considerare prioritarie

Servirebbe una semplice variazione di bilancio per alcune di esse e una assunzione di responsabilità per altre che credo gli Amministratori sapranno assumere con il sostegno anche, credo di poter parlare in nome e per conto, della minoranza consiliare.

Un’altra e ultima cosa. Invitiamo i cittadini in segno di rispetto per tutti quelli che purtroppo sono morti e per le loro famiglie che hanno visto svanire un loro caro letteralmente nel nulla da un giorno all’altro, ad evitare manifestazioni di pseudo gioia con canti e suoni in strada e dai balconi, capisco pure esse come comportamenti che vogliono quasi esorcizzare il male del momento, magari usciamo per fare tutti insieme un minuto di silenzio e nel proprio intimo rivolgiamo loro se non una preghiera almeno un pensiero di solidarietà. E andrà bene lo stesso!

Nicola Fiorito