


Domani 28 Agosto il Consiglio Comunale delibererà sul Bilancio Consuntivo del 2019 e sul Bilancio di Previsione del 2020, oltre ad altri importanti argomenti che riguardano ogni singolo cittadino.
Si verificherà, con la discussione del Bilancio Consuntivo, se e quanto l’Amministrazione Comunale ha mantenuto le promesse fatte e col Bilancio di Previsione cosa intende fare.
Credo sarebbe interessante per tutti, per l’importanza degli argomenti, partecipare ed ascoltare, senza mediazioni, il dibattito consiliare.
La cattiva notizia è che il Consiglio è stato convocato per le ore 9.00, orario scomodo per chi lavora o ha altri impegni. Purtroppo!

Oppure ex Piano Regolatore Generale, come a tanti piace ricordarlo
Ieri in una sala quasi vuota ho partecipato alla riunione programmata dall’amministrazione comunale per presentare alla cittadinanza il Piano Urbanistico Generale del paese (PUG). Con giusta enfasi nel manifesto pubblico a firma dell’assessore preposto e del Sindaco che rappresenta l’intera amministrazione comunale era scritto: “L’obiettivo di questa Amministrazione è di offrire l’occasione per un’ampia partecipazione a questo momento di condivisione, nella consapevolezza che il contributo di tutta la comunità possa solo portare ad accrescere la qualità del lavoro svolto.”
Come detto la partecipazione da parte della cittadinanza è stata quasi nulla, le presenze che si contavano erano solo quelle dei tecnici interessati e anche non tutti.
Ma quello che più ha fatto specie è stata l’assenza della maggior parte degli assessori e consiglieri di maggioranza che chiamano alla partecipazione i cittadini e mancano loro.
Non credo ci sia bisogno di dire il perché dovevano essere presenti. D’altro canto come si può creare entusiasmo ed “orgoglio di appartenenza”, come recita in un passo le relazione accompagnatoria (termine tra l’altro che avrei evitato) se gli stessi attori principali dimostrano quanto meno indifferenza? Il Sindaco e il Vice hanno ripetuto come un mantra, lodevolmente, l’invito alla partecipazione ai presenti, ma credo sarebbe utile che lo rivolgessero prima di tutto agli assessori e ai consiglieri. Non ci sono giustificazioni alla loro assenza.
Erano presenti il Sindaco, il Vice e la Presidente del Consiglio. E tutti gli altri?
Il PUG non è solo uno strumento di sviluppo edilizio, infatti esso prevede lo sviluppo futuro del paese e che dovrà essere lo strumento per valorizzare ogni componente del piano: urbanistico, sociale, culturale, economico del futuro del nostro paese.
Allora, se questo non si è capito, prima di farlo capire ai cittadini, sarebbe stato opportuno farlo capire a tutti quegli assessori e consiglieri che hanno disertato l’appuntamento. Perché al di là del minimalismo espositivo di ieri sera, infatti la discussione si è arenata fondamentalmente sulla costruzione dei canali di defluvio delle acque meteoriche, se qualcuno avesse avuto interesse ad interloquire su altri aspetti del piano non ci sarebbe stato l’interlocutore istituzionale.
Non è mancata poi una coda polemica, non so da quanti registrata, della neo consigliere di maggioranza M.R. Orlando. Una polemica politica a dir il vero che non ha tutti i torti, anzi è giustissima dal punto di vista della narrazione dei fatti.
Al momento mi evito di fare altre considerazioni di natura tecnico politiche, ci saranno le sedi opportune e tempo debito.
Una raccomandazione però, date il tempo a chi vuol essere partecipe di questo processo, così come pure auspica nel suo manifesto l’amministrazione comunale, per leggere tutta la documentazione del PUG che conta centinaia di pagine e elaborati tecnici. Abbiamo aspettato 17 anni? Bene, che si aspetta due mesi in più non sarà certo la fine del mondo. Faremo in modo che i cittadini partecipino concretamente dando loro la possibilità e il tempo di arrivare preparati per eventuali obiezioni dopo l’adozione, perché i trenta giorni previsti per legge non bastano.
Non bastano per i cittadini, ma non bastano anche per gli assessori e consiglieri, almeno parlo per me stesso conoscendo la mia lentezza di comprendonio.
P.s. Raccomandate poi ai collaboratori di indossare almeno un paio di calzoni lunghi, evitando pure la camicia va’. Ne va del bon ton e dell’immagine del paese.
Questo è il brano, tratto da “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia in cui il padrino mafioso Mariano esprime il suo rispetto per il protagonista del romanzo, il capitano Bellodi:
«Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà. Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini. E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi.
E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre. Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo.»
Aggiungo solo una nota personale per esprimere la nostalgia di uno degli ammonimenti che i saggi anziani in tempi andati rivolgevano spesso ai giovani, ma anche ai meno giovani, ammonendoli con un semplice “fanne l’ommu”. Non era un banale invito a fare il duro o il macho, ma ad essere forti nei confronti degli eventi, belli o brutti, che la vita riservava, un invito a vivere con dignità assumendosi sempre con integrità morale le responsabilità del proprio agire.
Gli uomini diventano sempre più una schiera sottilissima che va scomparendo. Purtroppo!

Spendo solo poche parole per commentare l’attività dell’amministrazione comunale in questi tre anni dal suo insediamento. Non potrei dire e scrivere niente di nuovo rispetto a quanto ho già detto e scritto in questo blog. Semplicemente confermo che ad oggi questa amministrazione
HA FALLITO COL 99% DEI SUOI IMPEGNI CON IL PAESE E I CITTADINI
Chi ha la pazienza per farlo, può rileggere l’articolo pubblicato esattamente due anni fa (http://www.puntiecontrappunti.org/2018/06/16/72/) per confrontare le parole con i fatti.
Ma ancora di più si possono confrontare le promesse elettorali direttamente dal programma presentato al paese.
allegato -programma_elettorale_direzione_comune
Nulla o pochissimo è cambiato, tanto che molte volte viene spontaneo pensare “stavamo meglio quando pensavamo di stare peggio”. Ma non può essere questo il refrain, mi rendo conto.
C’è da dire però che forse un piccolo passo in avanti s’è compiuto, anche se ancora si insiste a presentare in pompa magna cose e progetti solo annunciati, nel momento in cui l’11 giugno non c’è stata l’autocelebrazione mediatica della ricorrenza dei tre anni dall’insediamento.
Può essere che un moto di consapevolezza si affacci alle coscienze.


Dalla demo di Alinunte alla tribù dei Burgundi.


Nicola Fiorito
Via Borgonuovo n° 9
73049 Ruffano (LE)
Preg.mo Presidente del Consiglio dei Ministri
Dott. Prof. Giuseppe Conte
Spedita tramite Pec
Preg.mo Presidente,
sono uno specialista della materia aziendale e in special modo mi occupo di controllo di gestione e finanza aziendale, in più sono un piccolo imprenditore del settore turistico ricettivo, ho fatto anche io le mie esperienze di amministratore pubblico essendo stato per lunghi anni sindaco e consigliere del comune in cui vivo e consigliere della provincia e assessore, e proprio queste esperienze nei settori indicati mi invitano a sottoporre alla sua attenzione una problematica, non ancora attenzionata dal Governo, che rischia a breve di trasformare la vita economica di migliaia di aziende e con evidenti ricadute nel sociale, in un inferno finanziario di lunga durata.
Le voglio parlare della problematica degli assegni bancari così detti postdatati che in questi giorni sono portati all’incasso. Questo ormai è diventato un allarme molto serio che è stato rilanciato da più parti tra cui tanti onorevoli deputati e dal presidente della Regione Sicilia, ma nessuna decisione è stata presa in merito.
E’ vero, Lei può dire che questa prassi dell’assegno postdatato non è contemplata dalla legge e da alcuna normativa, ma è pur vero che è ormai prassi diffusa e quasi ordinaria nei rapporti commerciali. Quindi, una prassi vietata per legge, ma “consentita”. Consentita perché? Perchè pur essendo una realtà malata della nostra economia, è un sistema a conoscenza da sempre delle autorità politiche, finanziarie e bancarie preposte. Infatti la gran parte delle banche garantiscono l’esposizione dei fidi dei loro clienti con questo strumento che così diventano titoli di credito a tutti gli effetti pratici.
Ora, con l’avvento della pandemia da coronavirus, la gran parte del sistema produttivo nazionale si è bruscamente interrotto e gli imprenditori, i commercianti, gli artigiani e un’altra infinità di soggetti, che hanno emesso gli assegni postdatati per gli acquisti, facendo coincidere le date di scadenza con i loro prevedibili flussi di cassa, non hanno possibilità di onorare queste scadenze, quindi assegni che andranno insoluti e che genereranno una “pandemia finanziaria ed economica” che distruggerebbe il tessuto economico e sociale della nostra nazione. I traenti non hanno possibilità di pagare, i beneficiari non hanno possibilità di incasso, creando così un circolo vizioso pericolosissimo perché intanto i beneficiari che sono i fornitori delle aziende e che hanno depositato in banca quegli assegni per generare fidi per la necessaria liquidità, non avranno possibilità di rientro con le banche.
Lei sig. Presidente conosce meglio di me queste problematiche essendo un docente universitario di Diritto Privato e sa molto meglio di me che l’emissione di assegno postdatato è un illecito amministrativo, ma che può trasformarsi velocemente in un illecito con conseguenze anche penali; reato che commette sia il traente il titolo, sia il beneficiario, oltre al possessore, quindi, le Banche.
Le conseguenze quindi se non si interviene sulla problematica saranno davvero disastrose con migliaia di aziende, commercianti, artigiani, persone fisiche che subiranno protesti che sono poi l’anticamera di una morte annunciata per le aziende.
Umilmente mi permetto di chiederLe di voler intervenire per rompere questo circolo vizioso che già si sta completando con una semplice disposizione che Lei meglio saprà come fare: semplicemente dichiarando che gli assegni postdatati non possano essere protestati da qui a fine anno e che siano sospese eventuali procedure esecutive in conseguenza del mancato incasso di tali assegni.
Non convince poi la motivazione di chi è contrario alla misura suggerita poco prima perché altrimenti, secondo questa motivazione, si interromperebbe la filiera dei pagamenti. Sig. Presidente, perdoni la mia arroganza se tale Le può sembrare, ma questa è gente che secondo me non sa quel che dice e di cosa parla e che non ha mai avuto a che fare con alcuna problematica di natura commerciale e aziendale e che parlano seduti da una comoda poltrona dietro la sicurezza di una scrivania. La filiera si interrompe in ogni caso perché chi non onora un assegno, soprattutto in questo periodo, lo fa perché non ha la liquidità necessaria e in alcuni casi non ha la liquidità neanche per il sostentamento della propria famiglia. A nessun imprenditore piace essere protestato perché sa che sarà la morte per la sua azienda con tutte le ricadute negative sul tessuto sociale con la cancellazione di migliaia di posti di lavoro, mancata produzione di ricchezza, mancati introiti di imposte da parte dello stato.
Il silenzio della politica su questa problematica si fa sentire ed è grave, per questo ho voluto, nel mio piccolo rivolgerLe questa lamentazione che è un grido di aiuto concreto da parte di tutti quei piccoli e micro imprenditori che oggi non sanno vedere il loro futuro e cominciano a disperare.
Sono sicuro che Lei prenderà in considerazione la questione e saprà dare la giusta soluzione.
Tanto mi sentivo di segnalarLe.
Con deferenti ossequi.
Ruffano, 02 aprile 2020
Nicola Fiorito

Egregio sig. Sindaco e componenti la Giunta Comunale,
questi sono i giorni che devono dare prova di superamento di ogni qualsiasi presupposta divisione politica e superamento di ogni pregiudizio di natura personale, è richiesto dalla gravità dei fatti e dalla buona intelligenza.
Voglio dare un mio contributo, immaginando oggi la tensione, le paure, il senso di vuoto e di impotenza che assalgono chi ha responsabilità pubbliche come un Sindaco e una Giunta Comunale e che da esse possono essere quasi paralizzati e soverchiati.
Con lodevole tempestività, questa amministrazione ha messo in atto tutte le ordinarie azioni per il contrasto e il contenimento del virus imperante.
Credo, però, che oggi il paese abbia bisogno di misure che chiamiamo straordinarie, ma che di fatto poi non lo sono, per quanto, naturalmente, è nelle possibilità dell’Amministrazione e nella volontà di assunzione di responsabilità nell’assumere decisioni nel cambiare programmi di spesa e strategie di bilancio per poter reperire somme di denaro da utilizzare appunto per queste misure “straordinarie”.
Sono convinto che si può fare e che sarà fatto.
Per esemplificare mi permetto di indicare alcune proposte che possono essere attuate senza grandi sforzi:
Per attuare queste misure e magari altre che L’Amministrazione vorrà studiare, le risorse possono essere agevolmente trovate tra le pieghe del bilancio:
Servirebbe una semplice variazione di bilancio per alcune di esse e una assunzione di responsabilità per altre che credo gli Amministratori sapranno assumere con il sostegno anche, credo di poter parlare in nome e per conto, della minoranza consiliare.
Un’altra e ultima cosa. Invitiamo i cittadini in segno di rispetto per tutti quelli che purtroppo sono morti e per le loro famiglie che hanno visto svanire un loro caro letteralmente nel nulla da un giorno all’altro, ad evitare manifestazioni di pseudo gioia con canti e suoni in strada e dai balconi, capisco pure esse come comportamenti che vogliono quasi esorcizzare il male del momento, magari usciamo per fare tutti insieme un minuto di silenzio e nel proprio intimo rivolgiamo loro se non una preghiera almeno un pensiero di solidarietà. E andrà bene lo stesso!
Nicola Fiorito
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