Incidentalmente ho letto un post sulla “querelle” attuale ruota panoramica-esposti anonimi. Spontaneamente mi chiedo: si parla di esposto anonimo, ma è proprio così?
Poi per fatto personale mi verrebbe altrettanto spontaneo fare un così detto “pippone” nel merito di lettere anonime, ingiurie, falsità, tradimenti che hanno caratterizzato la vita pubblica e politica ruffanese che come per gemmazione ha coinvolto tanti personaggi per oltre un ventennio con l’unico scopo di mettere sul fuoco ardente una sola persona che rappresentava le istituzioni in loco. Le pronunce della giustizia sono state inequivocabili, il fatto non sussiste (quindi falsità) ma il danno era già stato fatto. Su questo hanno fondato le loro fortune politiche i tanti che anche oggi hanno ruoli istituzionali in loco. Quella storia, seppur amara, sarebbe potuta esser stata per il paese un fatto di straordinaria importanza per ricominciare un percorso di rinnovamento politico, morale ed etico. Evidentemente quella classe politica che sgomitava, accecata anche da ambizioni ingiustificate e “l’intellighenzia” locale non ne aveva la capacità. Per fare cosa? Per fare una “revisione pubblica storico-politica” di quanto era successo nel paese. D’altronde chi non ha non può dare. Ora però non si pianga sul “latte versato”. Mi verrebbe da concludere con il sommo Dante quando nella Divina Commedia scrive: “credo ch’un spirto del mio sangue pianga la colpa che là giù cotanto costa” che tradotto nella frase più semplice recita: “chi è causa del suo mal pianga se stesso”. Scrivendo questo faccio monito anche a me stesso, per cosa? Per essermi fidato!
IL MONDO VIRTUALE E IL METAVERSO

“Ci face no dice, ci dice no face” (vecchio proverbio popolare)
trad. “Chi fa non dice di fare, chi dice di fare non fa”
E dai su, ancora render fotografici? Personalmente non mi sembra cosa seria trasformare quella che deve essere una attività di grande responsabilità politica e amministrativa in un continuo show business e in una rappresentazione di una realtà virtuale. Non lo accetto, non è corretto.
Ancora un’opera pubblica che si realizza nel mondo virtuale dei social web: un’area sosta camper con servizi per lo sviluppo del turismo nel nostro paese.
E poi, ancora turismo? Ma vogliamo capire una buona volta per tutte che chi viene nel salento viene unicamente nelle località marine o per il capoluogo di provincia, Lecce? Vogliamo davvero illuderci che per il nostro paese il turismo possa costituire una strategia seria di sviluppo?
Il difetto di queste proposte è quello che si sparano lì sul web senza un progetto e un piano di fattibilità.
Non si individua la zona dove costruirlo, non si dice come sarà gestito successivamente ossia se lo gestirà direttamente il comune (cosa impossibile) oppure i criteri per darlo in gestione. Non c’è uno studio di marketing che possa far capire perché i camperisti dovrebbero scegliere Ruffano per la loro sosta piuttosto che le località marine, non si capisce se potenzialmente ci sarà qualche azienda specializzata nel settore in grado di gestire la potenziale opera, non si capisce da dove vengono tratti gli scarsi dati forniti sul movimento camperistico, non si capisce perché dovrebbero affluire anche nel periodo invernale e affluire soprattutto a Ruffano (ci sono dati che confortano questi tesi?) quando tutte le strutture similari del territorio e con esperienze pluriennali sono irrimediabilmente chiuse perché la domanda sul mercato per quel periodo non esiste.
In Ugento, per chi non lo sapesse, esiste il più grande campeggio d’Europa per camperisti, ma lavora solo per i mesi estivi e in inverno è chiuso e pure è un’area attrezzatissima. Saranno degli stupidi i gestori di queste strutture o pensiamo di essere più dritti noi?
E poi, se avete la possibilità fate un giro sempre a Ugento in zona Fontanelle dove il comune ha attrezzato una zona per sosta camper vedrete che è sempre vuoto e abbandonato, di tanto in tanto si vedono in sosta alcuni camper che con tutta evidenza si riconoscono essere di famiglie gitane o al più camperisti che attendono per qualche ora che si liberi il loro posto nel campeggio. Il camperista vero va in un campeggio attrezzato per diversi ordini di motivi che non sto qui ad elencare ma che potete intuire, in primis la sicurezza.
Le aree di sosta non portano ricchezza, ma sicuramente problemi.
Da ultimo poi mi suggeriscono che il progetto postato sia copiato da uno studio denominato Foschi & Noletti, ma questa non è una novità!
Cari Federico, Nicola, Paolo, Rocco, Alessandro e compagnia bella, l’amministrazione avrebbe fatto prima ad approvare il Piano Urbanistico Generale piuttosto che risolvere situazioni con improbabili estemporanee che lasciano il tempo che trovano e che hanno la confezione della solita promessa elettorale.
Ma come quest’opera tante altre opere promesse e virtualmente progettate, vogliamo ricordarle? (Tratte, sic et simpliciter, dal programma elettorale del 2017 della Lista Direzione Comune)
- Impianti di lombricoltura per la riduzione della frazione organica dei rifiuti
- Campi di paint-ball e soft-air per i giovani
- Campo avventura sulla Madonna della Serra
- Discoteca, Sala Bowling e Locali commerciali per lo svago dei giovani
- Parchi attrezzati di quartiere
- Affidamenti terreni agricoli da coltivare – Orti botanici
- Creazione di un Emporio solidale
- Corsi di formazione professionale
- Creazione di una Agenzia del lavoro per agevolare l’incontro tra domanda e offerta del lavoro
- Percorsi trekking, mountain bike e mobilità sostenibile
- Recupero di paijare e casolari per lo sviluppo del turismo
- Messa in funzione del Centro culturale multietnico (via Torino)
- Costruzione di un canile comunale o intercomunale
- Manutenzione e recupero degli impianti sportivi
- Costruzione di un plesso unico scolastico
- Social housing e centro assistenziale per anziani
- Nuova zona fieristica ed area mercatale
- Creazione di nuovi mini impianti fotovoltaici
- Ampliamento zona Pip
Ma anche quelle pochissime realizzate o in corso di realizzazione sono diversissime e fortemente ridimensionate rispetto a come erano state promesse, vedi per esempio le strutture sportive o la viabilità o il canile comunale.
Ancora però si continua ad operare in questo modo. Da ultimo, per esempio, sono stati presentati due progetti per il finanziamento di un asilo nido e di una piscina comunale a valere sui fondi PNRR. Anche questi progetti sono privi di un qualsiasi studio di fattibilità così come descrivevo prima nel progetto dell’area sosta camper. Ho chiesto oltre un mese addietro la documentazione all’ass.ra preposta sig.ra Angela Bruno e purtroppo non mi è stata data alcuna risposta. Devo concludere allora che è evidente che non esiste un piano di fattibilità. Così come ho chiesto la documentazione riguardo un progetto denominato Hospitis (sempre per lo sviluppo del turismo) e pubblicizzato sempre in pompa magna come se fossimo un paese eletto tra gli ottomila comuni italiani (ma non è così), ho la vaga impressione che sia per gran parte tutta fuffa.
Ma poi ad analizzare con i numeri l’attività di questa amministrazione ci si sorprende non poco nel constatare quanto siano lontani dalla narrazione che si è fatta in questi anni. Nella tabella che segue elenco semplicemente in valore le opere pubbliche promesse anno per anno e le spese realmente accertate, numeri tratti dai Bilanci di Previsione, dai Programmi Annuali delle Opere Pubbliche e dai Bilanci consuntivi di fine anno
Amministrazione Cavallo
| Anno | Piano delle Opere Pubbliche | Spese Accertate da Bilancio consuntivo |
| 2017 | 19.763.514,00 | 1.123.257,08 |
| 2018 | 32.572.485,00 | 1.062.193,43 |
| 2019 | 38.466.485,61 | 536.205,40 |
| 2020 | 38.823.285,61 | 1.556.956,48 |
| 2021 | 48.522.785,61 | 2.302.858,90 |
Si è tanto vituperata, l’ho fatto anche io, la precedente amministrazione Russo per aver prodotto poco ma da un confronto con gli stessi numeri quest’ultima sorprendentemente risulta essere stata più efficiente
Amministrazione Russo
| Anno | Piano delle Opere Pubbliche | Spese Accertate da Bilancio consuntivo |
| 2012 | 7.743.982,00 | 1.643.286,50 |
| 2013 | 7.856.478,00 | 464.032,56 |
| 2014 | 5.366.443,65 | 2.300.848,79 |
| 2015 | 22.153.045,02 | 4.767.624,90 |
| 2016 | 17.497.740,27 | 1.014.238,96 |
Ha operato spese in conto capitale per euro 10.190.031,71 contro 6.851.471,29 dell’amministrazione Cavallo.
E’ anche vero però che forse alla fine l’amministrazione Cavallo intercetterà qualche finanziamento in più, ma è anche onesto dire che sarà grazie alla triste vicenda del Covid19 per il quale la comunità europea sta elargendo miliardi di euro a tutti i comuni per la ripresa economica. Questo si può vedere anche dall’impennata delle spese negli ultimi due anni 2020 – 2021.
Ma proprio perché è offerta questa grandissima opportunità per i comuni italiani di avere finanziate opere utili per il territorio non dovrebbero essere risorse dilapidate per cose inutili o che non porteranno utilità e che si realizzeranno solo per una egocentrica vanagloriosa affermazione del se o alla peggio per l’utilità di una ristretta cerchia di persone (progettisti, aziende, direttori dei lavori e galoppini vari).
PROPOSITI E SCELTE STRATEGICHE

In questi cinque ultimi anni di amministrazione molte polemiche sono state sollevate, anche dall’interno della stessa amministrazione, riguardo le attività turistico e culturali organizzate dai due assessorati, assessorati che hanno lavorato in sintonia confondendo le attività.
Col termine confusione intendo il fatto che i due assessorati hanno lavorato di squadra e mettendo le somme di bilancio a loro disposizione l’uno a favore dell’altro.
E’ vero infatti che in uno dei primi consigli comunali, nel 2017, dopo una relazione entusiastica, roboante e velleitaria sui programmi di natura turistica per il paese dell’assessora al ramo sig.ra rag. Angela Bruno, sul mio intervento che ricordava alla stessa che nel capitolo di bilancio disponeva solo di 2.000,00 euro e che i suoi programmi non potevano sposarsi con quelle residuali risorse, dalla stessa mi fu risposto che avrebbe utilizzato le risorse dell’assessorato delle attività culturali presieduto dalla dott.ssa Pamela Daniele.
Ora, non entro nel merito delle polemiche sulla bontà o meno delle manifestazioni. C’è chi le ritiene di buon gusto e chi invece le ritiene un po’ kitsch.
Personalmente non mi esprimo perché non è intento di questo articolo fare una digressione sull’estetismo.
Traspare comunque dai social web, dalla lettura dei post e dei commenti dei “facebookinisti” plaudenti un gran favore di gradimento. Ma c’è anche un’altra nutrita schiera di persone che sui social non compare e che esprimono pareri quantomeno titubanti.
La mia vuole essere unicamente una attività di rendicontazione dal punto di vista tecnico, se non altro per deformazione professionale che mi porta a valutare costi-benefici di una operazione e di una attività e di risorse che forse andrebbero meglio impiegate pure in altri settori.
Per quanto affermato dalla ass.ra Bruno effettivamente poi Il tema costante giustificativo nelle delibere delle spese dei due assessorati per le attività man mano programmate è stato sempre quello dello sviluppo turistico nel nostro paese.
Un ottimo proposito e ottima idea.
Ma i propositi e le idee non generano frutto se non si ha una programmazione.
Programmazione vuol dire pianificare le attività con scelte strategiche che in un tempo ben determinato devono portare ai risultati programmati o se ci si accorge che quei risultati non possono essere raggiunti si interviene per un cambio di rotta. Beninteso questa programmazione non spetta unicamente agli assessorati turismo e cultura che bene o male il loro lo stanno facendo anche da neofite, ma soprattutto a quei personaggi di “lungo corso” che presiedono ad assessorati importanti quali ad esempio Urbanistica ed assetto del territorio, Bilancio e Programmazione, Attività produttive che nulla hanno prodotto e si gloriano delle attività dei due assessorati citati.
Scelte strategiche. Eh, si!
Ma per farle ci vuole impegno, preparazione specifica, studio o quanto meno affidarsi ad agenzie specializzate di professionisti del settore se davvero si vuole promuovere e rilanciare un territorio, è necessario fare degli investimenti mirati con una politica di marketing territoriale e non affidarsi alle agenzie di spettacolo come oggi avviene.
Allora, quelle risorse impegnate (euro 693.110,89) e più avanti specificate non sarebbero né molte né poche se alla base ci fosse un serio progetto di sviluppo del territorio di concerto anche con i comuni viciniori.
La via più semplice per chi non vuole e non può impegnarsi è quello di organizzare il classico evento appendendo ora le farfalle, ora i cuori, ora i cupidi che malgrado tutto costituiscono un’arma di distrazione per altri assessorati che hanno prodotto il nulla. Poi dopo? Ricominciamo daccapo o appendiamo qualcosa di nuovo…?
Ma vengo al dunque, m’ero promesso di non dare giudizi: ho valutato le spese sostenute nel corso di questi ultimi cinque anni e i ritorni sul territorio e che riassumo di seguito.
Orbene l’amministrazione comunale ha impegnato nei cinque anni trascorsi, dal 2017 ad oggi, la somma di euro 693.110,89. Numeri tratti dai Bilanci consuntivi del comune di Ruffano e così suddivisi per anno e assessorato:
| Anno | Assessorato Turismo | Assessorato Attività Culturali |
| 2017 | 2.000,00 | 116.190,51 |
| 2018 | 1.830,00 | 134.688,95 |
| 2019 | 35.916,67 | 113.547,02 |
| 2020 | 85.453,91 | 42.997,78 |
| 2021 | 76.614,67 | 67.195,08 |
| 2022 | 16.676,30 | |
| Tot. | 201.815,25 | 491.295,64 |
Vogliamo a questo punto scoprire quale è stato l’andamento dei flussi turistici a Ruffano dal 2017 al 2021?
Prima però è necessario definire la figura del turista da non confondere, come in molti fanno, con quella dell’escursionista, differenza fondamentale ai fini della disamina del caso.
ESCURSIONISTA: è chi compie una breve escursione, ossia in una accezione maggiormente estensiva si intende chi effettua una breve visita (raid) fuori dalla propria sede abituale per poi rientrarvi. In una accezione ancora più semplice l’escursionista è quella persona attirata dalla manifestazione organizzata che raggiunge il nostro paese per il classico selfie con le renne natalizie, le farfalle, il Cupido e i cuori, per la strusciata nei vicoli e strade del centro storico per poi ritornare al proprio domicilio di residenza.
TURISTA: è colui il quale si sposta dal proprio domicilio di residenza in un altro luogo dove trascorrerà almeno una notte in una struttura ricettiva del posto per fini di svago, riposo, cultura, curiosità, cura, sport, ecc. E’ un consumatore di una serie di servizi e prodotti del territorio in cui è ospitato.
Fatta questa precisazione è ormai chiaro che non possiamo vantare come turisti quelle orde di escursionisti che raggiungono il nostro paese solo per il selfie e consumando ricchezza nostra senza apportare alcuna ricchezza. Ossia non spendono un centesimo ma usufruiscono delle risorse messe a disposizione dalla nostra amministrazione per godere di una serata diversa.
I flussi turistici per il nostro paese sono riassunti nella tabella che segue (numeri ufficiali forniti dall’osservatorio regionale del turismo):
| ITALIANI | STRANIERI | TOTALE | |
| Anno | Arrivi | Arrivi | Arrivi |
| 2017 | 205 | 73 | 278 |
| 2018 | 250 | 83 | 333 |
| 2019 | 298 | 242 | 540 |
| 2020 | 279 | 48 | 327 |
| 2021 | 314 | 116 | 430 |
Il flusso turistico è aumentato di 152 unità nel corso dei cinque anni considerati.
Poniamo il caso che questo aumento sia dovuto all’opera e alle attività introdotte dall’amministrazione comunale e non dai titolari delle strutture ricettive che pagano di tasca propria la promozione e la propaganda per le loro strutture.
Sorge spontanea allora una domanda: ma al nostro comune quanto è costato unitariamente l’incremento di 152 unità?
E’ facile far di conto, se nei cinque anni sono state impiegate risorse per 693.110,89 euro, con una semplice rapporto otteniamo la somma richiesta: per ogni unità in più giunta a Ruffano il costo è stato di euro 4.559,94.
Io sono convinto che per quei pochi turisti che raggiungono il nostro paese il merito è da ascrivere agli operatori del settore e al forte incremento delle presenze turistiche nel Salento e non certo all’amministrazione comunale anche perché poi non si ha un progetto di politiche attive per la promozione del territorio e la promozione del turismo.
Ma ancora qualche dato. Abbiamo affermato che un turista è un consumatore di una serie di servizi e prodotti del territorio per cui dovrebbe risentirne dei benefici il settore del commercio e delle piccole attività con l’incremento di unità e di reddito.
Però dai dati ufficiali rilevati dall’ufficio statistica della Camera di Commercio di Lecce (e sono gli unici che contano) risulta che per il nostro comune, nell’arco temporale dei cinque anni considerati, le attività sono diminuite e il reddito medio pro-capite è tra i più bassi della provincia di Lecce.
Nella tabella che segue si forniscono i dati citati per anno
Attività commerciali e piccole attività
| 2017 | 2018 | 2019 | 2020 | 2021 | |
| Registrate | 292 | 294 | 233 | 285 | 286 |
| Attive | 283 | 283 | 219 | 273 | 271 |
E’ del tutto evidente, dalla lettura dei numeri, che la narrazione che si fa sull’aumento dei flussi turistici e della ricchezza nel nostro paese è soltanto esercizio retorico di spicciola propaganda che conquista, ammalia e stordisce una larga fetta della popolazione.
Le manifestazioni piacciono? Bene!
Danno un ritorno concreto al territorio al di là dell’autocelebrazione compulsiva degli amministratori e dei festanti di corte? NO!
Potrebbero essere utili solo se inserite in un programma attivo di sviluppo del turismo che dovesse prevedere il rilancio del centro storico con un progetto concreto, che allo stato non c’è, altrimenti sono solo come un fuoco fatuo in una notte di mezza estate.
LETTERA APERTA

Caro Franco,
mi è stato inviato uno screenshot di un tuo post su facebook dove fai una affermazione importante in cui ti dichiari onorato di aver fatto parte della migliore amministrazione del dopoguerra. Ci ho pensato molto prima di scrivere, poi ho deciso di farlo.
Tu mi conosci, così come tanti altri. Il mio carattere certe volte non sa tenersi dentro ciò che deve essere detto.
Considerato che tu dal 1988 (che è quasi dopoguerra) ad oggi hai fatto parte di diverse amministrazioni avresti dovuto meglio specificare qual è questa amministrazione. Ovvio la mia è una battuta, capisco che ti riferisci alla amministrazione uscente, ma avresti ancora fatto meglio a specificare perché è stata la migliore e quali sono stati i tuoi parametri di valutazione.
Migliore per cosa? I più belli? I più bravi? I più appariscenti?
Poi, che il meglio deve ancora venire ne sono certo anche io! Ne vedremo delle belle!
Oltretutto mi è parsa una caduta di stile e rispetto per quei tanti consiglieri, assessori e sindaci (tra gli altri qualcuno pure si sta spendendo per voi in questa tornata elettorale, il dott. Stradiotti) che nel dopoguerra tanto hanno dato al paese e alla comunità. Diverso sarebbe stato dire “secondo me una delle migliori amministrazioni di cui ho fatto parte” e spiegare il perché e per cosa. Altrimenti comprendi che la tua diventa una frase generalista e senza un senso.
Dai su, dimmi che è stata una delle solite bolle da campagna elettorale e insieme sorridiamo. Perché se no dovrei dire che quelle poche volte che hai parlato con me non mi hai mostrato tutto questo ardimentoso entusiasmo, anzi avevi più di una titubanza sull’operato e sui componenti di questa amministrazione. Magari l’avrai fatto per paraculaggine nei miei confronti e sempre per paraculaggine lo starai facendo nei confronti dei tuoi attuali compagni di viaggio. Ti avrei votato ugualmente nell’elezione del consiglio provinciale, a prescindere. Non ho bisogno di sentirmi confortato dal giudizio di chicchessia. Una mia idea, che poi è nota, ce l’ho di questa amministrazione, l’ho scritto in più occasioni e te l’ho ripetuto in altrettante occasioni.
Mi complimento poi con te perché dal tuo post rilevo che stai praticando anche gli studi filosofici (starai studiando da sindaco), hai citato una frase, senza però indicare la citazione che è una cosa che si fa quando si citano frasi d’altri, di un grande filosofo dell’era moderna Schopenhauer: “La gloria la si deve conquistare, l’onore invece basta non perderlo”.
Permettimi però di dirti che purtroppo quella frase nulla c’azzecca concettualmente con quanto hai scritto dopo e con quanto volevi esprimere.
Avere morale ed onore per esempio significa anche non promettere mai quello che non si ha e che non si puote, significa non tradire i propri impegni. L’onore è qualcosa che lo si merita, che si guadagna e che si compenetra con un percorso di responsabilità e non può essere invocato con superficialità autocelebrativa altrimenti si rischia il ridicolo.
Le parole se non meditate diventano una scatola vuota e chi ha responsabilità pubbliche dovrebbe soppesarle prima di pronunciarle. A parte il fatto che il termine è pure abusato, pensa per esempio all’onore mafioso, ai delitti d’onore e per questo personalmente preferisco parlare di dignità.
Non voglio andare oltre in queste considerazioni per non correre il rischio siano scambiate per polemiche e moralismi ma che parlerebbero unicamente di morale e dignità.
Poi un po’ tutti in verità facciamo abuso ti tali termini talvolta senza neanche conoscere il significato e il valore ed ognuno vede la realtà dal suo punto di vista. A tal proposito penso di farti cosa gradita citando proprio Schopenhauer che nella sua principale opera “Il mondo come volontà e rappresentazione” sostiene che il mondo è fondamentalmente ciò che una persona vede attraverso la sua esperienza (concetto di relativismo) che diventa il principio assoluto della realtà, che però è nascosto alla ragione. Ecco, tu con la tua affermazione hai certificato alla perfezione quanto sostenuto dal filosofo.
A questo punto non mi resta che concludere con un altro aforisma dello stesso filosofo:
“In genere è meglio palesare la propria intelligenza con quello che si tace piuttosto che con quello che si dice. La prima alternativa è la saggezza, la seconda vanità” (Arthur Schopenhauer)
😊
LA DIGNITA’: UN VALORE CHE CONTRADDISTINGUE
Conservare la propria dignità e difenderla sarebbe compito di ogni essere umano, nel limite delle possibilità umane, senza atti di eroismo, ma nelle azioni di tutti i giorni allineando le proprie azioni ai propri valori, per chi li possiede.
Purtroppo, con mia mai sopita sorpresa e a volte con grande rammarico devo rilevare che tante persone, che pure sono in vista, che sembrano rispettabili, per abietti motivi sono disposte a mettere sul mercato, a calpestare, a umiliare la loro dignità di uomini.
La credibilità di un uomo si basa sulla dignità delle scelte.
Per me non c’è atto più vergognoso, forse esagero nel dire che io sarei disposto a morire piuttosto che non rispettare da me stesso la mia dignità.
Non mi sono mai piegato, e la mia storia lo racconta, di fronte a prevaricazioni, violenze, minacce che avrebbero potuto cambiare pericolosamente il mio percorso di vita e quello della mia famiglia e non l’ho fatto per orgoglio, come in molti sono portati a credere, ma l’ho fatto unicamente per difesa della mia dignità. Fossi stato disposto ai compromessi che mi si proponevano sicuramente non avrei subito tutte quelle mortificazioni che mi hanno portato nelle aule di tribunali per difendermi da infamie, calunnie e falsità.
E’ ovvio allora, date queste premesse, che io sono basito e senza parole, o meglio avrei un profluvio di epiteti da rivolgere, ma mi sforzo di controllare proprio per mia dignità, di fronte a certe manifestazioni pubbliche in cui alcune persone svendono la propria dignità se mai ne hanno avuta una.
L’unica giustificazione che posso trovare per loro è soltanto di natura patologica: soffrono della sindrome di Stoccolma.
SENSO CIVICO E RISPETTO

SENSO CIVICO E RISPETTO
Non userò molti giri di parole per dire quanto non mi piacciono tutti quelli che oggi, in modo anche sarcastico e con evidente disprezzo, giudicano la formazione delle liste elettorali per l’imminente rinnovo del consiglio comunale.
Voglio spezzare una lancia a favore di tutti, e ribadisco tutti, i candidati che si sono prestati a riempire le tre liste elettorali. Molti li giudicano degli incoscienti, ma io dico che la loro incoscienza è molto più cosciente della coscienza di chi giudica. Grazie a loro si sono potute formare delle liste per il governo della città e per poter assicurare la continuità di un processo democratico di cui fa parte anche una opposizione alla maggioranza che sarà eletta.
Queste persone non hanno tolto niente a nessuno, anzi stanno dando quel poco che hanno per il paese.
E allora mi chiedo dov’è la coscienza di coloro che giudicano? Dov’è il loro senso civico alla partecipazione? A meno che la partecipazione non sia intesa come partecipazione “allu sciuticu”, sport tra l’altro popolare per il nostro paese.
Perché non hanno proposto la loro candidatura se ritengono la loro coscienza superiore e più performante di quella dei candidati odierni? Sarebbero stati accolti a braccia aperte. Ma così non è. Lo so per esperienza, si fa tanta difficoltà a comporre una lista elettorale. Conosco tante di queste persone, leoni da tastiera e tigri in casa propria, ruggiscono quando devono giudicare e miagolano quando devono scusarsi delle puttanate che scrivono e dicono o quando sono chiamati a diretta responsabilità con invito alla rappresentanza, in parole povere alla candidatura.
Abbiate almeno il decoro del rispetto per chi, soprattutto per i più giovani, ha messo la propria faccia in questa tornata elettorale e il rispetto di voi stessi.
E’ vero, sono oggi politicamente rappresentanze deboli, ma l’esperienza che vivranno potrebbe formare una classe dirigente valida per il futuro. Ma poi possiamo davvero indicare con certezza delle figure politicamente autorevoli fra i tanti candidati?
Un conto è gestire, magari anche con la soddisfazione dei tanti, l’immediato, il giornaliero, l’intrattenimento, un altro conto è avere una visione e una progettualità. Diecimila like o ancora meglio centomila like non fanno un progetto politico. Il like, soprattutto in materia politica, è una paraculaggine per chi lo posta e rischia di trasformarsi in delirio di onnipotenza per chi lo riceve.
Qual è allora la colpa di queste persone e di questi giovani che hanno accettato l’invito alla candidatura, non hanno nessuna colpa e vanno rispettati, tutti. La colpa e di chi pur avendone le qualità si nasconde, declina l’assunzione di responsabilità per poi giudicare l’“incoscienza” degli altri.
Tutta un’altra storia è invece se parliamo di politica, ma di questo mi piacerebbe parlarne in un articolo dedicato. E’ di tutta evidenza però un fatto: in questo paese è evaporato oltre che il senso civico alla partecipazione anche la capacità politica.
PASSATA LA FESTA GABBATO DI NUOVO IL SANTO

Questi ultimi giorni sono stati quelli della competizione tra San Remo e San Valentino, l’uno per la competizione canora e l’altro per la competizione amorosa. Ambedue hanno in comune la bugiarda idiosincrasia di quanti si dicono contrari. Non è vero, la realtà e lo share dicono ben altro. Sono due momenti “sacri” cadenzati nell’anno solare di tantissimi. A pari merito risultano vincitori.
Come ogni anno il 14 febbraio s’è ripetuta la liturgia della così detta festa degli innamorati, si dovrebbe ossia festeggiare San Valentino che dovrebbe essere il Santo protettore degli innamorati. Dovrebbe essere, perché questa circostanza non è storicamente supportata. La storia è molto semplice, era una festa pagana durante il periodo dell’Impero romano, I Lupercalia, dove uomini e donne si davano pubblicamente ai bagordi, le donne si facevano piacevolmente battere (forse anche sbattere) da compagnie di uomini che circolavano nudi per le strade. Ad evitare questo scempio, un Papa, Gelasio, fece abolire questa festa sostituendola con la festa di San Valentino.
La tradizione s’è tramandata fino ai nostri giorni acquisendo sempre più i tratti di una festa consumistica e dell’effimero, ma è sempre rimasta una festa strana. Strana perché sembra che ognuno si schernisca dal festeggiarla ma poi non si perde occasione di un selfie accanto, sopra o sotto un cuore rosso attaccato o fatto penzolare per le strade dei paesi e delle città. Strana perché dovrebbe essere una festa della Chiesa Cattolica ma viene festeggiata laicamente e quasi con culti pagani facendo una gran confusione tra Santi della cultura cattolica e Miti della cultura greca. Cupido c’entra nulla con San Valentino.
E’ bello vedere la gente felice e contenta sorridere strusciando le vie del paese addobbate con cuori, frecce spezzate e Cupidi sotto il riflesso di suggestive lampade per festeggiare il dio Amore, illudersi di essere da esso baciati e sentirsi per un attimo coinvolti in una atmosfera quasi fiabesca, dimenticando per un attimo tutti i problemi della vita quotidiana e della realtà e per le orde farisaiche di credenti cristiani dimentiche del tutto che quel povero “diavolo” di San Valentino, martire della fede, come racconta la tradizione cattolica, si sacrificò per proteggere due amanti.
La sorpresa deludente però è quando la confusione viene sostenuta e l’effimero alimentato da chi dovrebbe, per dovere, avere la responsabilità di far crescere nelle comunità, pur tra continui, e per taluni inopportuni, “lazzi e frizzi”, la consapevolezza di una realtà più profonda e complessa rispetto a quella fiabesca delle rappresentazioni che si ripetono con stucchevole ripetitività nel tempo e che rischiano, di diventare farsesche.
Va bene la leggerezza, non la banalità. Va bene la sobrietà, non lo sfarzo.
La storia di Cupido, dio dell’Amore e figlio di Afrodite, innamorato di Psiche, più che una storia romantica rappresenta una tragedia, narrata nell’Asino d’oro di Apuleio, una storia raccontata da una vecchia ad una giovane donna tenuta in ostaggio in una caverna e incidentalmente ascoltata da un uomo, Lucio, trasformato da una maga per sbaglio in asino invece della richiesta aquila, ma con la coscienza ancora di umano, per un peccato, guarda caso, di vanità, di vanagloria e desiderio.
La stessa cosa è successo a Pinocchio nella favola del Collodi che inseguendo i sogni dell’effimero della città dei balocchi si ritrovò nelle fattezze di un asino.
E Ruffano?

Sono stato attaccato con dileggio per una semplice domanda che mi ponevo pubblicando un post sulla mia pagina facebook. Forse, al più, mi si sarebbe potuto contestare una presunta non chiarezza, ma non che io abbia affermato alcune cose che prontamente “l’uomo dalla tastiera facile” con la tracotante spavalderia di sempre ha piegato strumentalmente per creare scompiglio.
Conosco perfettamente il progetto in questione e so che il comune di Ruffano non ricade nei 14 comuni dell’Area Interna del Sud Salento, ma fa parte dello stesso più ampio piano strategico che oltre ai 14 comuni comprende anche Casarano, Ugento e Tricase. Il Piano Strategico prevede in sostanza delle misure per agevolare tutta l’area strategica, compreso il comune di Ruffano.
Quindi “E Ruffano?”
In questo piano strategico, Ruffano assieme agli altri comuni dell’area strategica, ha una sua strategia di intervento?
Considerato anche che le linee programmatiche di questa amministrazione, che nel caso di specie, si sposano perfettamente con il piano strategico della Regione Puglia, ma ad oggi di quelle linee programmatiche cosa ha realizzato l’amministrazione? Poco o nulla.
Ecco, governare vuol dire soprattutto governare la complessità che non può essere governata con assidui post su facebook, cercando continuamente la polemica dove non ve ne è, ma studiando in modo approfondito le norme e le normative, come nel caso di specie.
E altresì buon costume rispondere nel merito delle problematiche poste senza andare a solleticare gli istinti più beceri che governano certi tipi di persone. E non fare poi come il classico sciocco che guarda il dito quando gli viene indicata la luna.
Facciamo attenzione, il paese è in piena regressione!
Allego qui, per chi abbia voglia di leggere e capire, i documenti che ho citato.
“M’hannu ‘mprusatu”

“Il rimedio all’imprevedibilità, alla caotica incertezza del futuro, è la facoltà di fare e mantenere le promesse.” (Hannah Arendt)
“M’hannu ‘mprusatu“. Era da tanto che non sentivo questo modo di dire e casualmente me l’ha riportato alla memoria un anziano conoscente che fermatosi per strada per salutarmi ha voluto raccontarmi, come spesso mi capita, la sua “storia del momento”: “sta vegnu ta comune e sta me fannu scire e vinire te cchiui te n’annu senza cu me fannu nenzi e se ccuciane puru cu no se fannu trhuvare e se necane. M’hannu prumisu tantu quannu è statu pe lu votu ma me n’aggiu ‘ncortu ca m’hannu sulu ‘mprusatu” (trad. Vengo or ora dal comune e mi stanno facendo andare avanti e indietro da più di un anno senza che mi risolvano il problema e in più non si fanno trovare. Mi avevano promesso tanto per carpirmi il voto ma ora mi sono accorto che mi hanno preso in giro.)
Mi ha incuriosito tanto questo modo di dire, m’hannu ‘mprusatu, facendomi porre la domanda sulla sua derivazione e sul significato. Improsare non è un termine che possiamo trovare sul dizionario della lingua italiana, è un gergo che significa (leggo sul vocabolario italiano di tutti i gerghi) “Inculare, Imbrogliare, Fregare”. Significato che erroneamente in prima battuta sembrerebbe derivare dal termine prosa, ossia dalla prosa letteraria. Infatti non è così, in questo caso la prosa è inteso nel significato figurativo e cioè quello di imbrogliare. Tant’è che la parola pare derivare etimologicamente da una parola greca che significa proprio “culo, deretano, sedere”, quindi…
D’altro canto una persona che sa fare della prosa ha una cultura umanistica e difficilmente chi ha una struttura culturale simile si permetterebbe di prendere “in giro” le persone con promesse che sa di non poter mantenere, solo per trarre un vantaggio proprio. Nel caso di specie era il voto.
La cosa più preoccupante è che ad “improsare” quasi in modo ormai sistemico sono i politici e amministratori che dovrebbero garantire con la loro parola esempio di serietà e coesione di una comunità.
Basta fare un giro sui diversi social per vedere quante promesse sono state fatte e quante parole date da politici ed amministratori e non mantenute:
- “Se perdo il referendum non vado solo a casa, ma mi ritiro dalla politica” (Matteo Renzi)
- “Non intendo favorire alcuna alleanza col Movimento 5 Stelle” (Nicola Zingaretti)
- “Io col partito di Bibbiano (PD) non voglio mai averci a che fare” (Luigi Di Maio)
- “Il giorno dopo che sarò eletto eliminerò tutte le accise sul costo della benzina” (Matteo Salvini)
- “Con Bossi non prendo neanche un caffè” (Gianfranco Fini)
- “Creerò un milione di posti di lavoro e abbasserò le tasse” (Silvio Berlusconi)
- “Mai più con Berlusconi. Ha preso i soldi di Cosa Nostra” (Umberto Bossi)
E poi giù, giù, fino agli amministratori locali dove esplode la fiera delle vanità e delle vacuità con promesse mirabolanti alla pari delle promesse del gatto e la volpe a Pinocchio con le monete d’oro piantate nel campo dei miracoli. Costruiremo Piscine olimpioniche, Palazzetti dello Sport, Discoteche, Sale giochi, Campi di calcio tipo San Siro, Residenze per anziani, Funivie per superare dislivelli collinari, Campi di softair, Alberghi diffusi nelle Paijare, Progetti che promettono frotte di turisti da far impallidire gli scavi di Pompei e poi benessere per tutti e fantasmagoriche altre opere e progetti che difficilmente o mai potranno essere realizzati, e il tutto condito con l’impegno e la sicurezza vanagloriosa di saperle realizzare in pochi mesi, ma gli anni passano inesorabilmente e improduttivamente.
Non si capisce ad un certo punto se sono questi amministratori a fare la parodia di Cetto Laqualunque o quest’ultimo che fa la parodia degli amministratori.
A parte la battuta per sdrammatizzare, però io credo che la parola data va sempre rispettata, almeno in una società sana e giuridicamente avanzata. E non possono essere fatte promesse e stringere patti quando si sa che gli stessi non possono essere rispettati.
Certo, non tutti i politici e non tutti gli amministratori locali sono “’mprosaturi”. Ce ne sono anche di capaci e tanti onesti “faticatori” che umilmente e seriamente svolgono la loro mansione consapevoli dei loro limiti e che difficilmente promettono.
Ma sono sempre le capacità delle chiacchiere a fare rumore soprattutto con gli strumenti social dove si fanno narrazioni completamente distanti dalla realtà dove un fatto ordinarissimo di una azione amministrativa diventa un fatto straordinario e eccezionale. Un modo ancora per “improsare” la gente per nascondere e far dimenticare quanto di straordinario era stato promesso.
Così purtroppo pare andare il mondo! Ormai c’è la corsa ad essere considerati dritti usando l’arte di “improsare” la gente.
Quando le promesse diventano poi irrealizzabili, diventa “utile” rimangiarsi la parola data, e si verifica una fuga irresponsabile dalle responsabilità e sarà sempre colpa di qualcun altro (ne so qualcosa). La parola data assume la forma di una mera e vaga dichiarazione d’intenti con il dispiacere di ascoltare anche delle giustificazioni del tipo: “Si va bene, ma si sa che in campagna elettorale si dice di tutto e di più”.
No, per me non va bene!
Ripugnante!
L’espressione di quella persona anziana mentre mi raccontava il fatto era proprio di ripugnanza e di fastidio quando alla fine ha aggiunto: “fiju meu, a tiempi mei a parola era parola, era sacra e valia cchiui te mille scritti, quisti ca promettene su senza onore” (trad. Figlio mio, ai miei tempi la parola data era sacra e valeva più di mille scritti, questi che oggi promettono e non fanno sono senza onore).
Ha ragione!
Il richiamo all’onore dovrebbe essere un fatto ordinario e fondamentale nel momento in cui si promette. Purtroppo non succede così, si continua ad “improsare” con una tale leggerezza tanto che è diventata normalità.
E’ così!
Lo cònstato tutti i giorni grazie al mio disincato e anche alla mia esperienza che non si fa ingannare dai venditori di fumo e di quanto promettono, li conosco bene e conosco il loro valore.
La parola ha perso di significato e si parla tanto per non dire niente.
Anzi, si parla troppo.
COERENZA E SERIETA’

Volutamente scrivo dopo alcuni giorni dal consiglio comunale che si è tenuto il 28 agosto. Un consiglio comunale importante per gli argomenti trattati e purtroppo non partecipato soprattutto perché è stato convocato alle 9 del mattino, in barba ai buoni propositi elettoralistici di questa maggioranza che nei suoi programmi enfatizzava la partecipazione dei cittadini alla vita della città con consigli comunali addirittura in piazza, con la trasmissione on line in streaming dei consigli comunali e nel contempo accusando ripetutamente con toni anche molto forti la vecchia amministrazione che convocava gli stessi consigli comunali per la stessa ora in cui è stato convocato questo consiglio.
Benedetta coerenza! Ecco una delle tante accuse che si muovevano all’epoca

Bene, premetto che non ripeto l’errore di enfatizzare la stessa accusa perché obiettivamente anche i consigli comunali convocati nelle ore pomeridiane sono scarsamente partecipati. Cioè la gente rinuncia a seguire l’attività amministrativa, evidentemente piace avere notizie di seconda mano.
Da qualcuno ho sentito dire goffamente e maldestramente che la gente non viene in consiglio perché “si fida di noi”. Se questo è vero, evidentemente sarà stato vero anche per l’amministrazione che ha preceduto la presente, ma poi i risultati elettorali hanno dimostrato che così non era.
Allora, perché non dare la possibilità a tutti i cittadini, residenti e non, di poter seguire i lavori del consiglio comunale in streaming su un normalissimo personal computer? Eppure anche questa è stata una battaglia politica dei consiglieri comunali allora in opposizione ed oggi maggioranza in consiglio. Perché non si fa? Ancora benedetta coerenza. Ecco uno dei tanti post che reclamavano questo diritto

Premetto che non considero la coerenza, come nella vulgata comune, un valore. Non lo è.
Essa non è altro che la scelta di un modo di vivere. E’ una parola che deriva dal verbo latino “cohaerere” che significa “essere un tutt’uno, essere unito, accordarsi”. Essere un tutt’uno con se stesso, essere unito con se stesso, accordarsi con se stesso. Per cui, per paradosso, nella vita è coerente con se stesso anche chi predica bene e razzola male, chi dice una cosa e ne fa un’altra quando questi comportamenti sono ripetuti nel tempo. E’ coerente nella falsità.
In molti poi scambiano la coerenza con la serietà. Non è ancora così. Si può essere coerenti e nel contempo seri, ma si può anche essere coerenti e non seri.
Serietà vuol dire avere consapevolezza della propria dignità che si traduce in compostezza di atteggiamenti, nel senso di responsabilità e del dovere, nel rispetto della verità, nel rispetto degli impegni e promesse assunte, nella rispondenza ai principi di rettitudine e di moralità.
Responsabilità, appunto. Responsabilità nel significato che a me piace dare ossia respons–abilità e cioè abilità nel dare risposte, non nel fare promesse. Per questo dovremmo coniare un altro termine, un neologismo, “promeabilità” e sicuramente avremmo da assegnare già l’oscar per la miglior commedia.
Detto questo, avessi scritto questo articolo subito dopo il consiglio comunale avrei istintivamente accusato l’amministrazione comunale di incoerenza, ma riflettendoci ho capito che non è proprio così. E cioè questa amministrazione è coerente nelle sue cose, da tre anni dice certe cose e ne fa altre. Nel caso di specie quindi è la serietà che manca perché sono state fatte tante di quelle promesse anche con enfatici e solenni pronunciamenti e pochissime di esse sono state mantenute.
Non è una mia considerazione, ma sono i documenti ufficiali prodotti dalla stessa amministrazione che denunciano una inefficienza dell’attività amministrativa.
I Bilanci comunali che sono stati discussi in Consiglio non mentono, anzi mettono a nudo le mancate promesse che di bilancio in bilancio vengono riproposte tout court ogni anno. E sono già tre anni abbondanti.
Dovessi fare una analisi del Bilancio annoierei tutti voi che stareste leggendo questo articolo, mi sarebbe piaciuto organizzare una assemblea pubblica per dare conto ai cittadini interessati, però purtroppo il periodo Covid non lo consente.
Che si risponda poi con l’ordinarietà dell’azione amministrativa non giustifica la straordinarietà promessa. Era impensabile, come dichiarato in un consiglio comunale, che almeno la metà di tutte quelle promesse elettorali sarebbero state realizzate in poco meno di sei mesi. Sono passati tre anni. Proprio per la serietà richiamata innanzi sarebbe bastato o basterebbe ancora con un atto di umiltà riconoscere la propria presunzione e ridurre i sogni alla realtà. Sarebbe un atto nobile.
Non mi dilungo oltre, ho già scritto sull’argomento delle inefficienze amministrative e delle discrasie in altri articoli che trovate su questo blog e che valgono ancora oggi, anzi ancora di più oggi, di quanto valevano ieri. In questi articoli potete trovare gli allegati delle promesse e fare da voi un confronto con quanto realizzato. Vi riporto di seguito i link su cui potete leggere:
https://puntiecontrappunti.org/2020/06/13/nulla-e-cambiato/
https://puntiecontrappunti.org/2020/05/08/becero-tatticismo/
https://puntiecontrappunti.org/2020/02/07/le-competenze-sono-necessarie/
Per concludere, il mio intervento in consiglio comunale ha messo a nudo tutte le incoerenze scritte nei bilanci presentati dall’amministrazione comunale, dai programmi faraonici delle opere pubbliche (chi non ricorda le promesse?) alla mancata realizzazione dei programmi di sviluppo per l’occupazione, per la formazione professionale, per la trasparenza, per il benessere della città e dei cittadini, per l’agricoltura, per le imprese. Addirittura per molte di queste voci in bilancio sono stati stanziati zero euro.
E alle difficoltà di risposta su interrogazioni poste dalla minoranza consigliare il clima diventa elettrico e di una insopportabile e arrogante sopraffazione.
Da ultimo, ho votato contrario alla delibera per la determinazione delle tariffe Tari (tassa sulla spazzatura) perché si prevede un aumento, dichiarato da parte dell’amministrazione, di una somma complessiva tra 300.000 e 400.000 euro.
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