Inferno a Ruffano: la collina della Madonna della Serra brucia, ma la politica gioca sui social


Mentre la comunità piange un disastro ambientale senza precedenti, un post di una figura istituzionale (presidente del consiglio comunale) scatena l’indignazione collettiva. Richiesta la rimozione del Presidente del Consiglio Comunale e l’intervento del Prefetto.

Una ferita profonda, un’intera collina divorata dalle fiamme e una comunità intera che, attonita e in lacrime, osserva le ceneri di quello che era il polmone verde e il simbolo d’identità di Ruffano: il bosco della Madonna della Serra. L’incendio devastante divampato ieri, alimentato dalle forti raffiche di vento, ha messo a rischio abitazioni, costretto a evacuazioni d’urgenza e richiesto il ritorno drammatico dei Canadair per tentare di arginare l’inferno di fuoco.

Mentre i cittadini rimanevano attoniti e offrivano la loro disponibilità e i soccorritori rischiavano la vita, dai palazzi della politica locale è arrivato uno schiaffo al decoro istituzionale e al dolore comune.

Lo spregevole fotomontaggio

Nel momento di massimo strazio per la cittadinanza, il Presidente del Consiglio Comunale ha ritenuto opportuno pubblicare sui propri canali social un fotomontaggio. Un’immagine grottesca che lo ritrae sorridente, intento a fare il segno di “OK” con le dita, simulando di essere affacciato proprio da uno dei Canadair impegnati nei lanci d’acqua sul rogo.

Un gesto di sconcertante superficialità e di pessimo gusto che trasforma una tragedia ambientale e sociale in un palcoscenico per la propaganda personale o, peggio, per una goliardia fuori tempo e fuori luogo. Ci si chiede come chi rappresenta la massima assise cittadina possa confondere un dramma collettivo con un meme da social network.

Appello al Sindaco

Davanti a una condotta simile, il silenzio non è un’opzione. La cittadinanza esige rispetto e serietà. Il primo cittadino, che ha giustamente parlato di “ferita profonda” per il territorio, ha ora il dovere morale e politico di stigmatizzare pubblicamente e con fermezza l’accaduto.  

La richiesta che si leva forte dalla comunità è chiara: l’adozione di provvedimenti immediati che conducano alla destituzione del soggetto dalla carica di Presidente del Consiglio Comunale. Chi non comprende il peso delle istituzioni e il rispetto dovuto al dolore dei propri concittadini non può ricoprire un ruolo di così alta rappresentanza.

Il ruolo del Prefetto e l’appartenenza alle Forze dell’Ordine

La vicenda assume contorni ancor più istituzionalmente critici se si considera il profilo professionale del Presidente del Consiglio coinvolto. L’esponente politico è infatti un appartenente alle Forze dell’Ordine, nello specifico un Carabiniere. Un servitore dello Stato da cui, per status e giuramento, ci si aspetterebbe una condotta improntata alla massima sobrietà, responsabilità e rispetto delle leggi e del dolore pubblico.

Per questo motivo, l’appello viene esteso formalmente anche a Sua Eccellenza il Prefetto di Lecce, affinché valuti l’accaduto per quanto di sua competenza. È necessario verificare se tale comportamento leda il prestigio dell’amministrazione pubblica e l’onorabilità della divisa indossata, attivando i canali di controllo previsti dall’ordinamento.

Ruffano oggi è in lutto per i suoi alberi, la sua fauna e la sua bellezza perduta. Chi siede sulle poltrone del potere dovrebbe dimostrare empatia e senso del limite, non la ricerca spasmodica di un “like” sulla pelle di un territorio ferito.

Per senso di pudore e ripulsa ho scelto di non pubblicare la foto postata del presidente del consiglio.

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